Cambiate le foglie e conservate le radici

di Habiba Manaa
vice segretaria Comunità del mondo arabo in Italia

 

Buonasera Democratici, sono Habiba Manaa, ho 28 anni e vengo da Roma. 
Questa iniziativa si chiama “Parole di GenerAzione” e proprio dalla parola generazione voglio partire per parlare di seconde generazioni.

Le elezioni del 4 Marzo hanno avuto come risultato la vittoria del Movimento 5 stelle con il 32% e come partito maggioritario della coalizione di centro-destra, la Lega con il 17% sui 37 presi dalla coalizione. 

Hanno vinto due forze politiche che non hanno appoggiato lo “Ius Soli” e che, in maniera più o meno manifesta hanno fatto del populismo e della xenofobia una caratteristica distintiva. Mi sono sempre battuta e mi batto tutt’oggi per lo “Ius Culturae” e per avere maggiore integrazione. E oggi più che mai mi preoccupo dei miei amici, cresciuti con me, con le mie stesse origini e che, per via della burocrazia non hanno avuto la mia fortuna. Agli 800.000 Italiani che non hanno la cittadinanza che hanno a cuore i temi politici del Paese in cui vivono crescono, studiano e lavorano credo sia dovuta una risposta. Anzi la richiesta di adempiere ad un dovere nei confronti del Paese in cui vivono, di cui fanno parte e in cui è giusto e doveroso esserne cittadini a tutti gli effetti.

Tra il 1993 al 2014, 1 milione di ragazzi nati in Italia hanno ottenuto la cittadinanza italiana, dove i “nuovi italiani” nel 2017 sono 50 mila e dove gli stranieri al primo gennaio 2017 sono 5 milioni 47 mila e 28. Diciamo che con questi numeri il problema di rappresentare questa realtà nello scenario politico mi sembra d’obbligo.

Dobbiamo quindi rinunciare al sogno e all’idea di avere diritti? 

No, perché chi è di seconda generazione che abbia la cittadinanza o meno, non si sente rappresentato politicamente, nonostante paghino le tasse e fanno muovere il mercato italiano, noi dobbiamo avere a cuore la tutela dei loro tutela. È una richiesta razionale, pragmatica. Integrare conviene, oltre ad essere giusto. E in questa logica la scuola rappresenta uno dei cardini. Vale per noi seconde generazioni e vale per chi è “italiano”. 

Ringrazio il Forum Immigrazione del Partito Democratrico che mi ha consentito di seguire un percorso di formazione avvicinandomi alla vita politica, e lo ringrazio proprio per le modalità con cui mi hanno fatto sentire parte di un partito politico. 
Ritengo che si dovrebbe ripartire da corsi di “integrazione” nelle scuole, crescendo così le prossime generazioni nel rispetto reciproco e nell’uguaglianza. Ripartire con delle soluzioni che possano rendere più efficaci l’accoglienza come il servizio civile per chi richiede asilo, per dei corsi di formazione e per una maggiore intensificazione della mediazione culturale. Perché in Italia uno dei compiti della sinistra è quello di scacciare ogni paura e trovare soluzioni valide per difendere i più deboli. Accettare la sfida della modernità è immaginare come tutelare i più deboli senza per questo trasformare questa sfida in un impoverimento generale. La sfida è immaginare il futuro, non chiudersi vagheggiando una inesistente età dell’oro. E comunque qualcuno può pensare di fuggire dall’Europa ma di certo non puoi uscire dal mondo.

La sinistra ha fallito perché non è stata capace di creare sogni e quindi di far sognare e a sua volta realizzarli quei sogni. Chiedo ai giovani di non perdere l’entusiasmo, di lavorare per essere i protagonisti della storia dell’Italia.

Concludo con la citazione del mio scrittore preferito, Victor Hugo: “Fate come gli alberi: cambiate le foglie e conservate le radici. Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri principi”

CONDIVIDI o STAMPA