storie innovative

Cantiamo storie innovative

Di Alessio Pecoraro 

@AlessioPecoraro

 

Un antico proverbio indiano recita più o meno così:

Dimmi un fatto e apprenderò, dimmi una verità e crederò, ma raccontami una storia e vivrà nel mio cuore per sempre.

 

Raccontare storie è intrinseco alla natura umana. Una buona storia avvicina oggetti, eventi e idee apparentemente lontane, creando un legame narrativo – e quindi di senso – tra di loro. Le storie hanno la forza di connettere le persone, di creare un livello comune di valori e di esperienze in cui riconoscersi e condividere emozioni. Anche l’innovazione ha bisogno di raccontare storie. Quando abbiamo deciso di partire con il progetto “innòva” volevamo parlare di innovazione, farlo a casa nostra, già perché a Reggio Emilia sul versante dell’innovazione qualcosa di bello ed interessante sta succedendo, e soprattutto farlo a modo nostro, introducendo un modo nuovo di comunicare il cambiamento, anche tecnologico.

L’innovazione ha bisogno di novelli cantastorie, o come si dice adesso story-teller, capaci di narrare non tanto le gesta del pelide Achille ma i progetti dell’astuto Ulisse, non tanto la giocata del giocatore con la maglia orange numero 14 ma le visioni di Rinus Michles che hanno ispirato negli anni Sacchi, il profeta del grande Milan, e Guardiola. Di prefigurare il futuro prossimo più che celebrare un glorioso passato. Parlare di qualcosa che esiste da poco o di cose di cui l’interlocutore non è a conoscenza (e potrebbe non comprendere) è dunque la nostra grande sfida comunicativa alla quale abbiamo deciso di aggiungere un ulteriore strumento: il blog.

Vogliamo parlare di innovazione, intesa come un nuovo modo di vedere le cose, giorno dopo giorno e vogliamo dare voce a chi oggi viene contrapposto: Nord e Sud, giovani e meno giovani, operai e imprenditori, italiani e stranieri, destra e sinistra.

Abbiamo deciso di scommettere sull’innovazione, dopo tre edizioni di innòva possiamo dire che la scommessa, grazie ai tanti che ci hanno creduto e che ci hanno dato fiducia, l’abbiamo vinta. Ma fermarci non è nelle nostre corde, come scrive Kerouac nel suo “Sulla strada” –  “Ero pronto per ripartire” – e noi vogliamo coinvolgere le persone, partendo dai giovani talenti che spesso nel nostro Paese sono relegati nelle retrovie. Sentirete le loro parole alle nostre iniziative ma leggerete i loro pensieri su questo strumento che sarà un po’ magazine un po think tank, insomma un po’ giornale e un po’ laboratorio di pensiero.

Don Primo Mazzolari, conosciuto come il parroco di Bozzolo piccolo centro nel mantovano, scriveva “Il mondo si muove se noi ci muoviamo, si muta se noi mutiamo, si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura” voglio inaugurare proprio con queste parole questo nuovo spazio, questo nuovo blog, questa nuova palestra di pensiero.

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