Categoria: Comunicati Stampa

Corpi intermedi

di Alice Borutti
@aliceborutti

 

Disintermediazione o nuove forme di intermediazione che dobbiamo imparare a conoscere in modo approfondito per poterle utilizzare? Questo è uno dei focus con cui le organizzazioni politiche molto probabilmente dovranno fare i conti per non venire travolti non dall’annunciata e temuta scomparsa dei corpi intermedi tout court, ma di quelle specifiche organizzazioni alle quali fino ad oggi abbiamo riconosciutolo statuto di corpo intermedio e che oggi stanno dimostrando di non essere più funzionali alle necessità della società contemporanea.

Una società che riconosciamo, da almeno vent’anni, come liquida e rispetto alla quale si è assistito alla strutturazione frammentata e spesso estemporanea dell’attivismo politico sui territori e nel mondo virtuale, con una condensazione assai riduttiva a comitati elettorali, dotati di uno scarsissimo spazio per l’elaborazione sia sul presente che sul futuro.

Eppure la domanda di elaborazione politica e la volontà di partecipare attivamente ai processi decisionali sono ben presenti. Quando un tema tocca particolarmente, l’astensionismo si riduce notevolmente, come dimostrato recentemente dal referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.
Ma se i partiti, le formazioni politiche, rinunciano a essere luoghi in cui si svolge precipuamente l’elaborazione progettuale del futuro, per conservare invece riti e celebrazioni del potere, piccolo o grande ma pur sempre fine a se stesso, questa elaborazione, che è una necessità per le persone, avverrà in altri luoghi.
I movimenti antisistema non contengono solo la ribellione per lo status quo, perchè abbiano successo e mettano radici devono contenere la promessa credibile di un futuro migliore, sia che queste promesse siano declinate verso il progressismo che verso il populismo, verso l’apertura che verso la chiusura.

Il voto delle Politiche 2018 ha premiato chi ha promesso di scuotere tutto dalla base, e personalmente leggo in questa chiave il successo del Movimento 5 Stelle e della Lega di Salvini, mentre le altre formazioni politiche sono apparse come conservatrici, incluso il Partito Democratico che portava in dote molti traguardi nel campo dei diritti civili e del welfare, raggiunti nella passata legislatura.
Ha vinto la paura, come nella lettura delle elezioni presidenziali americane? Forse più semplicemente sono state riconosciute altre formazioni politiche come portatrici di quelle issues che interessano la maggioranza dell’elettorato, e che rispondono a una necessità di maggiore sicurezza sociale.
Per le formazioni progressiste, o che almeno si dichiarano tali, sarebbe forse stato meglio uscire da diatribe legate a discorsi ideologici o postideologici, con questi ultimi rientranti comunque nel campo dei primi, come già ha spiegato Žižek: il problema pragmatico che è derivato da questi discorsi è che questi hanno favorito la produzione pressochè esclusiva di analisi introflesse, metadiscorsi che hanno prodotto in modo più o meno consapevole l’allontanamento dalle issues concrete che avrebbero dovuto essere oggetto della politica.
Issues che sono invece molto ben presenti al mondo economico, oggi il vero luogo d’indirizzo politico, dove i Big Data sono stati immediatamente riconosciuti come una preziosissima valuta e prodotto business to business, in quanto scientificamente rivelatori degli auspici e dei desideri delle persone.
Certo, si può anche dire che basterebbe aprire gli occhi e avere la capacità di ascoltare cosa hanno da dire coloro che vivono nelle nostre comunità, per ristabilire la “connessione sentimentale”con le persone che sono al di fuori del nostro grafo relazionale, al di fuori della nostra personale bolla. Ma i Big Data possono fornire prove scientifiche e sperimentali, più che sensazioni empiriche da “fiuto per la politica”.

Dall’elaborazione dell’enorme mole di dati che vengono costantemente rilevati partono le nuove intermediazioni, per indirizzare con maggior efficacia capacità d’ascolto e di analisi.
Il dibattito sulle forme di consultazione democratica diretta si è affievolito negli ultimi tempi, un po’ perchè queste forme di consultazione possono richiedere un’organizzazione laboriosa che si può rivelare un’ingombrante zavorra per la rapidità del decision making e dell’azione amministrativa e di governo. Ma quale leader può pensare oggi di prendere decisioni senza avere un rapido feedback e una solida conoscenza delle issues che preoccupano gli elettori?
Occorre riprendere con coraggio e con spirito positivo quel processo di trasparenza ed elaborazione collaborativa delle decisioni che è stato trascurato negli ultimi anni dalle stesse formazioni politiche che lo avevano inizialmente sostenuto a gran voce per poi accantonarlo a favore della rapidità decisionale, come se la velocità fosse un valore positivo in se, capace di riscuotere consenso, occorre ristabilire un feedback con gli elettori, coinvolgerli nelle decisioni, tramite strumenti di selezione delle idee, come le primarie e i referendum interni, ma soprattutto concependo strumenti social che possano radicare attivismo sui territori, che non siano mera apparenza con l’aspettativa di vita di una farfalla, con un flusso comunicativo top-down, come accaduto col progetto Bob del Partito Democratico, ma che siano vere community dall’approccio collaborativo, dove la maggior parte dei flussi comunicativi possa essere paritetico e bottom-up.

I nuovi corpi intermedi saranno il risultato di una rinnovata capacità d’ascolto ed elaborazione, perchè le istanze di una società più giusta, equa e libera non si sono certo esaurite, la sfida per le formazioni politiche è riconoscere quale forma queste istanze abbiano assunto, per assicurare risposte efficaci e di facile comprensione.

newsletter innòva nòvaletter16

Nòvaletter16

Ci eravamo dati due obiettivi: trasformare il sito di innòva in un blog magazine, affidando la direzione a Luca Murrone, e continuare a discutere di innovazione, tra un’edizione di #innova e l’altra.

Nella nostra newsletter, scritta da Alessio Pecoraro, vi raccontiamo come si stanno sviluppando i nostri obiettivi e tante altre cose.

 

Buona lettura! (QUI  per leggerla)

firenze-smart-city

Il nostro #innovaoff sulle Smart City potrebbe tenersi a Firenze

Città di Firenze è un modello di smart city che seguiamo con molta attenzione.

Grazie all’amicizia che ci lega a Matteo Casanovi abbiamo seguito l’iter di ammodernamento dell’illuminazione pubblica, ma la #Firenze di Dario Nardella non si ferma qui.

Interessante l’investimento sulla #TRAMVIAFI (QUI il servizio) e tutte le idee che un gruppo di visionari sta mettendo in campo per trasformare la città.

Proprio nel capoluogo toscano, se gli amici di SilFI ci ospiteranno, vorremmo organizzare il nostro #innovaoff sul tema smart city per portare avanti le idee emerse durante il tavolo “educare alla smart city” di #innova coordinato da Sara Lasagni.

unione europea

Auguri a Rivista Europae e #innovaoff sui temi europei

Auguri a Rivista Europae -da tre anni media partner di #innova– che compie 5 anni. E complimenti a Fabio Cassanelli,uno dei principali collaboratori di Fondazione Ora!, con il quale il confronto – soprattutto sui temi legati all’Europa – è costante.

Vi invitiamo a seguire il suo programma radiofonico “Lo stato dell’Unione” su Piano P e vi preannunciamo che nei prossimi giorni annunceremo un #innovaoff sui temi europei (da un’idea di Gian Franco Murrone) a Reggio Emilia, con l’Onorevole Pierluigi Castagnetti e il segretario del Pd Reggio Emilia Andrea Costa.

Industria 4.0 sarà un tema degli #innovaoff

Industria 4.0 sarà un tema degli #innovaoff

Abbiamo affrontato il tema dell’industria 4.0 durante la seconda edizione di innòva con un tavolo di lavoro dedicato e coordinato da Mattia Peradotto e la partecipazione della Deputata Adriana Galgano. Durante l’ultima edizione di innòva, nel tavolo “Tecnopoli” coordinato da Gian Franco Murrone, si è continuato ad analizzare il tema e stiamo lavorando a ben due #innovaoff per approfondire la tematica.

Uno spunto di riflessione interessante arriva da Marianna Mazzuccato, Professor in the Economics of Innovation and Public Value all’ UCL di Londra dove ha fondato e dirige l’Institute for Innovation & Public Purpose.

La Mazzucato è autrice di The Entrepreneurial State, tradotto in Italia da Editori Laterza con il titolo Lo Stato Innovatore.

 

Qui potete leggere l’opinione della Professoressa in merito alla politica industriale italiana.

nòva-letter 15

nòva-letter 15 : Ora tocca a Noi!

ORA TOCCA A NOI! è il titolo della prima newsletter di questo 2018 nella quale proviamo a mettere in fila le idee che ci sono venute dopo l’ultima edizione di innòva.

Ecco un estratto dall’ultima newsletter del presidente della Fondazione Alessio Pecoraro.

“Abbiamo chiesto ad Angelica Manzini, ideatrice dello slogan dell’ultima edizione di innòva (“Education is the new black”) e del sito internet, di pensare a come far vivere quello spazio tra un’edizione e l’altra. L’idea che è nata è un blog, www.innovatalk.it, che abbiamo l’ambizione di far crescere e di utilizzare per dare spazio alle vostre idee, le vostre riflessioni, le vostre provocazioni. Vogliamo raccontare l’innovazione con i vostri occhi. Al timone ci sarà Luca Murrone e potete inviarci i vostri pezzi a stampa@innovatalk.it”.

giovani e città

Giovani e Città : uno dei temi di paroledigenerAzione

Il centro storico di Reggio Emilia è un tema che ci sta a cuore e si inserisce perfettamente nel focus che abbiamo scelto per questo 2018: “Le città”.

Proprio per questo, lo scorso 17 dicembre, aderendo a #paroledigenerAzione, l’iniziativa voluta da Elena Bonetti (ospite ad #innova) e dedicata al mondo giovanile, abbiamo scelto di parlare, proprio nel cuore di Reggio Emilia, di giovani e città.

Coordinati da Sara Sartori e con la presenza della VicePresidente del Consiglio Comunale di Reggio Emilia Maura Manghi ci siamo confrontati sulla tematica senza filtri o preconcetti.

Pubblicheremo presto il report che è solo un primo passo di una discussione che vogliamo portare avanti e che mettiamo a disposizione del Sindaco Luca Vecchi e delle istituzioni cittadine.

Qui un articolo sul centro di Reggio Emilia.

icuber

Ad Innòva 2017 puntata speciale di Icuber – Innovativi per Tradizione 

Ad Innòva 2017 puntata speciale di Icuber – Innovativi per Tradizione dove si sono confrontati Valeria Montanari Assessora del Comune di Reggio nell’Emilia e Pietro Citarella responsabile dei servizi digitali del Comune di Napoli.

Grazie a Saverio Cuoghi che per il secondo anno consecutivo è stato uno dei protagonisti di Innòva. Un grazie anche a LepidaTV ed alla Regione Emilia-Romagna che ha patrocinato la nostra iniziativa.

 

Qui per vedere il video della puntata.

Buon Anno

Buon Anno!

Siamo arrivati alla fine del 2017. Che anno è stato, quello appena trascorso, per Fondazione Ora? È stato un anno di crescita nel quale abbiamo dovuto salutare pezzi importanti del nostro gruppo che hanno scelto altri percorsi ed abbracciarne di nuovi che hanno subito dimostrato di essere all’altezza della situazione. Se vogliamo soffermarci ai numeri il 2017 è stato l’anno nel quale abbiamo proposto più attività, registrato il maggior numero di presenze al nostro evento principale, innòva, e interagito con più persone e realtà del nostro territorio e non.
Abbiamo presentato #PAsocial in Sala del Tricolore in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia (qui la narrazione fotografica del maestro Francesco Pierantoni), organizzato un Big Talk sulla comunicazione al tempo del digitale durante la prima edizione di AfteER a Modena (qui i ritratti del maestro Pierantoni, qui la mia intervista a Francesco Folloni di Modena Today) e partecipato a “Parole di generAzione” organizzando un incontro sul tema “i giovani e le città” che vogliamo ripetere visto il grande successo.

I 238 accreditati hanno fatto della terza edizione di innòva la più partecipata. Nel ventesimo anniversario del discorso di Tony Blair a Blackpool abbiamo scelto “educazione” quale tema portante di questa edizione. Il centro internazionale Loris Malaguzzi trasformato in una piazza dove incontrarsi e confrontarsi su educazione ed innovazione. Qui e qui la narrazione fotografica del photoartist Francesco Pierantoni.

E il 2018? Non vogliamo disperdere l’entusiasmo, le competenze e le energie di innòva. Un progetto così non può vivere solo pochi giorni all’anno. Proporremo una serie di “innòva off” per approfondire le tematiche che sono emerse dall’appuntamento dello scorso 11 novembre a Reggio Emilia. Un format leggero, smart e costruttivo che porteremo in giro per la provincia e per la regione con qualche strappo alla regola di cui vi parleremo presto. Per proporre un innòva off scrivete a silvia@innovatalk.it e valuteremo tutte le proposte.

Continueremo ad occuparci di comunicazione, in collaborazione con #PAsocial e non solo. Stiamo valutando l’istituzione di un premio da assegnare a chi fa innovazione nel campo agricolo e di legare, in maniera ancora più forte, innòva al nome di Vanda Giampaoli. Volete darci una mano? La mail è fondazioneora@gmail.com ovviamente leggiamo anche critiche e suggerimenti.
Grazie ad Angelica Manzini anche il sito di innova (www.innovatalk.it) continuerà a vivere e vivrà grazie ai contributi di chi vorrà parlare di innovazione. Con Luca Murrone, responsabile della comunicazione di innòva, presenteremo presto il nuovo sito e le nuove attività di comunicazione. Intanto chi ha voglia di dare una mano si faccia avanti (stampa@innovatalk.it).

Ovviamente restare in contatto è fondamentale, possiamo farlo attraverso i canali social Facebook qui, Twitter qui e Instagram qui.

Un abbraccio e Buon Anno !!!

Alessio