Dobbiamo cambiare lo storytelling del sud

di Daniele Abbate
@D_Abbate

 

Parlare di innovazione nel sud del nostro Paese, sembrerebbe un po’ un ossimoro. Al sud, come un po’ in tutt’Italia, sembra sempre cambiare tutto per non cambiare niente. 

Ma, non mi va di raccontare un sud che si arrende o che si piange addosso, perché racconterei soltanto una piccola percentuale della nostra terra: quel posto magico, dove si fondono speranze e “fame” di cambiare vita. 

E allora dobbiamo cambiare lo storytelling. 

Al Sud, la Politica e i politici troppe volte hanno promesso, salvo poi rimangiarsi parole e promesse subito dopo dopo l’elezione. 

 

Troppe occasioni sono state sprecate. 

 

Ma, come ho detto prima, occorre cambiare il racconto del sud, quello che gli anglosassoni chiamano storytelling.

E allora mi va di raccontare agli amici di Innòva di come il sud del Paese sia diventato internazionale e attrattivo persino per Apple, che, proprio qui, a Napoli, in collaborazione con l’Università Federico II ha voluto aprire la sua Apple Accademy.

O, di come non si rassegni Gianni Maddaloni, proprietario della storica palestra che, attraverso lo sport come strumento di inclusione sociale, è diventato un presidio di legalità a Scampia che, oggi versa in condizioni critiche e rischia di chiudere. 

C’è chi, partendo dalla palestra di Maddaloni, è arrivato anche alle olimpiadi: a Sidney nel 2000 e c’è chi andrà a quelle di Tokyo nel 2020. Ragazzi d’oro, ma senza un soldo.

 

Il Sud per me, è fatto di persone che combattono almeno il doppio degli altri, in quanto, per troppo tempo è stato penalizzato. Quando sento dire che “il sud deve risolvere i suoi problemi”, mi verrebbe da dire che è il sud che ha risolto parecchi problemi, da solo, arrotolandosi le maniche. 

Persone in carne ed ossa, costrette a lasciare la propria terra, il proprio sole, i propri affetti. 

È ora che la Politica torni ad occuparsi del sud guardandolo con occhi diversi. Non con gli occhi dell’arrendevolezza o dell’assistenzialismo, ma, con gli occhi di chi vuole cambiare il sud, dandogli opportunità attraverso investimenti strutturali e puntando sullo straordinario capitale umano che c’è. 

In conclusione, ringraziando per lo spazio concesso, vorrei fare un invito a tutti i lettori di questo blog magazine: ricordatevi di essere “il Turista della propria città”. 

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