Educazione civica nelle scuole, battaglia vinta!

di Arianna Furi
@arianna_furi

Mercoledì 22 marzo 2017 i Millennials (think tank generazione composto da oltre 6000 giovani, tra i15 e i 30 anni, vicino al Partito Democratico) lanciano una petizione sul sito change.org per chiedere di reintrodurre l’obbligo di insegnamento dell’educazione civica nelle scuole secondarie.
Dopo otto mesi di duro lavoro assieme alla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e alla Responsabile scuola del Partito Democratico Simona Malpezzi abbiamo vinto questa battaglia: dall’anno scolastico 2018/2019 l’educazione civica torna materia obbligatoria in tutte le scuole secondarie d’Italia.

In un periodo storico come il nostro in cui tutti i paesi occidentali sono attraversati da tendenze populiste, il nostro Governo deve farsi portatore di una idea riformatrice, che sia empatica, che trasmetta sentimenti, passioni e voglia di fare specialmente nelle nuove generazioni. Alla base di tutto ci deve essere il recupero del senso civico e del rispetto per lo Stato e le sue Istituzioni, e questo non può che ripartire dalla scuola. L’educazione civica è una materia fondamentale, molto più di tante altre, per crescere e formare una nuova generazione di cittadini consapevoli e combattere le forze populiste, che basano sulla non-conoscenza la loro forza trainante.

Il 6 luglio 2017 sono intervenuta alla Direzione Nazionale del Partito Democratico per raccontare una proposta di cui ormai ci stavamo occupando da mesi e per chiedere l’appoggio di tutto il Partito Democratico: ci stavamo battendo affinché venisse reintrodotto l’obbligo di insegnamento dell’educazione civica nelle scuole secondarie. La petizione era online ormai da 4 mesi e avevamo superato le 7.000 firme raccogliendole sia online tramite il sito, sia cartacee nelle scuole e nelle università. Quella che era una semplice sensibilizzazione sul tema era diventato un impegno concreto tanto da attirare l’attenzione della Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, che ci ha ricevuto al Miur per offrirci la sua disponibilità a lavorare assieme sul tema, e della Responsabile Scuola del Partito Democratico Simona Malpezzi.

Qual era lo stato dell’arte e in cosa consisteva la nostra proposta:

l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione esisteva già; infatti l’art. 10 del DPR 89/2010 prevede che esso si sviluppi nell’ambito degli insegnamenti “Diritto ed economia”, “Storia e Geografia” o “Storia” senza però modificare il numero totale delle ore.
Nel tema Cittadinanza e Costituzione l’Educazione civica è già presente ed è anzi intesa in senso più ampio: all’apprendimento dei concetti dovrebbe essere aggiunta la costruzione nei giovani di atteggiamenti e comportamenti propositivi e responsabili. Si vogliono dunque costruire cittadini attivi e consapevoli e non solo trasmettere delle nozioni. Questo è anche coerente con un approccio più moderno della scuola.

Finora però tutto è rimasto molto teorico, perché non vengono adottati libri di testo, né programmi, né quindi un vero obbligo per i docenti ad affrontare tale materia.

Non potevamo affidarci alle scelte individuali, all’impegno volontario di alcuni insegnanti. Non ci potevano esserci studenti più fortunati di altri con docenti interessi e disposti a trattare le tematiche della Costituzione e dell’educazione civica, e allo stesso tempo studenti con docenti magari bravissimi nessuno dei quali però interessati a tale materia.

Non era fattibile aumentare le ore di studio né pensare di inserire un nuovo insegnamento autonomo, bisognava individuare una soluzione nell’ambito di quanto già previsto dalla legge.

L’unica soluzione era quella di prevedere indicazioni precise sui contenuti da affrontare all’interno dei programmi scolatici, che come noto sono sottoposti a verifica ogni cinque anni e il 2017 era proprio l’anno della verifica. In questo modo l’insegnamento avrebbe avuto il proprio spazio autonomo e sarebbe stato considerato alla pari rispetto agli altri, con gli studenti sottoposti a momenti di verifica e valutazione dei risultati dell’apprendimento.

Abbiamo proposto che il Ministero svolgesse una operazione di monitoraggio per accertarsi che alla fine di ogni anno nelle scuole tali temi siano stati trattati e quale sia stato il riscontro tra gli studenti.

Per questo motivo in Direzione abbiamo chiesto che il Partito Democratico si facesse carico di questa nostra richiesta perché da qui bisognava ripartire per essere empatici e trasmettere sentimenti, passioni e voglia di partecipare specialmente nelle nuove generazioni. Alla base di tutto ci deve essere il recupero del senso civico e del rispetto per lo Stato e le sue Istituzioni, e questo non può che ripartire dalla scuola.

Dopo otto mesi di duro lavoro assieme alla Ministra Valeria Fedeli e alla Responsabile scuola Pd Simona Malpezzi abbiamo vinto questa battaglia: dall’anno scolastico 2018/2019 l’educazione civica torna materia obbligatoria in tutte le scuole secondarie d’Italia.
Il 7 novembre 2017 infatti la Ministra dell’istruzione Valeria Fedeli e la Responsabile scuola del Partito Democratico Simona Malpezzi hanno annunciato, con un video pubblicato sul sito del Partito Democratico, che “dall’anno scolastico 2018/2019, saranno finalmente definiti i contenuti di un insegnamento, Cittadinanza e Costituzione, attualmente previsto nell’ordinamento scolastico ma privo di indicazioni e dunque trascurato dai docenti. È importantissimo che questa richiesta sia nata dai ragazzi che sentono la mancanza di tale insegnamento nelle scuole e desiderano essere cittadini italiani ed europei pienamente consapevoli.”

Il tema della conoscenza delle Istituzioni, delle regole democratiche, di ciò che siamo in quanto cittadini italiani ed europei è fondamentale se vogliamo crescere una nuova generazione di ragazzi consapevoli. Siamo noi i primi ad essere preoccupati per il clima di populismo e disinteresse che dilaga tra le giovani generazioni soprattutto sui social network; sono problemi che vanno combattuti con strumenti culturali prima di tutto e questa vittoria, insieme alla campagna #bastabufale lanciata dal Miur o al rifinanziamento del bonus cultura per i 18enni, costituiscono un sistema integrato di interventi a favore della nostra generazione che dimostrano l’interesse e la propensione all’ascolto che solo il Partito Democratico è in grado di offrirci.

CONDIVIDI o STAMPA