GDPR cosa cambia per le attività ricettive?

di Ilaria Pecoraro
Tourist Consutant – docente ADG

 

25 Maggio 2018. È questa la data che segna l’inizio di una nuova era.  Ebbene sì, perché il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), ha coinvolto diversi settori, destando non poche perplessità in merito all’attuazione delle linee guida di adeguamento. Come sappiamo, questo tentativo europeo di armonizzazione della normativa sulla privacy nasce dall’idea di proteggere “le informazioni riguardanti una persona fisica identificata o identificabile – si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale”.

 

Andando oltre quelle che sono le caratteristiche generali, soffermiamoci su un’osservazione che esuli per un momento l’ambito prettamente giuridico e ci rimandi al marketing. Cambierà qualcosa nel mondo dei big data? Le ormai consolidate strategie di marketing, soprattutto di web marketing, potranno contare ancora sul supporto delle informazioni personali e insidiosamente persuaderci all’acquisto del nuovo prodotto di urlo? La customer satisfaction potrà ancora essere esercitata con l’ausilio dei canali di riconoscimento della fedeltà dell’utenza? I “fedeli al brand” potranno essere ancora privilegiati dalle aziende, facendo perno sul riconoscimento delle loro identità?

 

Secondo il regolamento, i dati potranno essere conservati fino al raggiungimento del fine ultimo per il quale si è proceduto alla raccolta dei medesimi. Ma per un’azienda che opera facendo leva sulle nuove strategie di marketing, quindi differenziando la sua offerta per ciascun target di clientela, stabilire la tempistica per il raggiungimento del fine ultimo potrebbe essere complesso. Fermo restando che, il trattamento lecito dei dati deve essere previsto alla base dell’utilizzo di qualsivoglia tipo di informazione, ogni azienda potrà ritenere al meglio di preservare il proprio business mantenendo in archivio dati di clienti storici per produzioni future. Attenzione allora a non eludere la nuova normativa; perché si sa che per sponsorizzare un prodotto non occorrerà trattenere faldoni di dati per oltre venti anni. Eppure a oggi le banche dati delle aziende risultano alquanto corpose, restie a lasciare andar via anche il più insignificante dei dati perché un giorno potrà ritornare utile per un nuovo lancio. Tutto questo è da ben analizzare per capire effettivamente le ripercussioni sull’argomento marketing strategico.

 

Stringendo ulteriormente la visuale economica sul turismo, vediamo come anche interi processi di raccolta, divulgazione, usufruizione e archiviazione dati vadano a modificarsi per essere il più possibile conformi al rispetto della privacy. Nella gestione di una struttura di hotellerie, così come anche per le più piccole realtà di B&B, la raccolta dati è all’incipit della carburazione. L’ospite, (così come i dipendenti), rilasciano le informazioni necessarie per l’avvio del soggiorno. Ulteriori dati potranno poi essere raccolti in itinere, se il cliente deciderà di interfacciarsi con disparati reparti della struttura e rilasciarli dunque all’occorrenza. Al termine della permanenza il server, registrerà l’avvenuta presenza di tale utente presso la struttura in questione. A questo punto è fatto d’obbligo la messa a disposizione del cliente della propria privacy policy e delle modalità per richiedere l’oblio. Diventa dunque necessario per la struttura ricettiva effettuare la mappatura dei flussi di dati e con l’ausilio di specifiche autonomie di gestione della privacy  risalire agevolmente a tutti i dati del cliente in possesso e procedere con la cancellazione. Questo nuovo assetto sistemico alla gestione, con riferimento al rispetto della privacy, richiede senza dubbio una attenta formazione del personale, consapevolezza della disciplina e un corretto approccio al cliente per garantirne la tutela. A tal proposito la scuola di formazione ADG – Alta Docenza Giuridica – offre consulenza e/o corsi di formazione in merito all’adeguamento GDPR anche per le attività ricettive. Un team di esperti propone miratamente alle esigenze dell’attività servizi di audit, mappatura organigramma privacy, redazione policy aziendale, monitoraggio e registro dati. Per info e consulenza rivolgersi tramite mail a segreteria@adgroma.eu. o consultare il sito “Alta Docenza Giuridica” (qui).

 

CONDIVIDI o STAMPA