Innovare la politica? I casi Corbyn e Ocasio-Cortez

di Giusy Russo
@giusyrus

 

Esperienze che riescono a favorire la partecipazione e a far recuperare la fiducia sono guardate con attenzione, soprattutto se arrivano dai partiti tradizionali. Negli ultimi tempi sembra esserci una linea invisibile che unisce Usa e Regno Unito.  Dopo la rimonta delle elezioni dello scorso anno in UK, molti hanno analizzato la campagna elettorale condotta dai laburisti. Da quando Jeremy Corbyn è il loro leader, ovvero dal settembre 2015, il numero di coloro che appartengono al Labour Party è aumentato. Secondo quanto pubblicato lo scorso maggio dalla Camera dei Comuni, infatti, si è passati da 388 mila persone nel dicembre 2015 a 552mila di gennaio di quest’anno. Sebbene, come si legge sul sito web, i partiti non siano tenuti a fornire questo dato e sebbene non vi sia nemmeno una definizione precisa di appartenenza, non si può negare l’aumento di partecipazione riscontrato con la leadership di Corbyn. Quest’ultimo è stato aiutato da Momentum, un movimento che dapprima sosteneva la sua candidatura per poi supportare il Partito Laburista in generale, e renderlo più aperto e inclusivo. Per i militanti laburisti le nuove tecnologie sono complementari al più tradizionale canvassing (porta a porta).  

 

 

Momentum è un modello da seguire e infatti qualche mese fa dalle colonne del Guardian, Adam Klug ed Emma Rees, due cofondatori, per dare qualche consiglio ai Democratici americani, hanno elencato tre fattori che rendono particolare la loro esperienza. Il primo è che un partito deve includere movimenti civici, associazioni e comunità che già operano a sostegno di cause specifiche coerenti con i propri valori, perché possono portare esperienza ed entusiasmo all’interno del partito. In secondo luogo, Klug e Rees hanno sottolineato che nonostante il web possa essere un potente alleato, da solo non basta. È la proposta politica a rendere possibile la mobilitazione. Infine, se un partito ambisce a diventare di massa, non deve aprirsi solo agli esperti ma a chiunque vi si riconosca e deve diventare meno serioso. I laburisti inglesi ad esempio, oltre alla conferenza ufficiale del partito, organizzano il festival The World Transformed, dove arte e cultura incontrano la politica in maniera informale. Solo il tempo ci dirà se in Usa seguiranno le orme di Momentum ma anche oltreoceano vi sono esperienze da guardare con attenzione.

 

 

Una di queste è la campagna elettorale che ha portato Alexandria Ocasio-Cortez, l’attivista del Bronx di madre portoricana classe ’89, a vincere le primarie democratiche dello scorso 26 giugno nel quattordicesimo distretto di New York, contro il favorito Joseph Crowley. “Sono nata in un posto dove il tuo codice postale determina il tuo destino”, afferma Ocasio-Cortez nel suo video diventato virale. Eppure le cose stanno cambiando, visto che correrà lei per il Congresso. La candidata in effetti sembra aver inconsapevolmente seguito i tre punti di forza di Momentum: ha coinvolto gli attivisti che in maniera autonoma si impegnano per sostenere una causa specifica, ha dichiarato in maniera netta le sue proposte politiche, attinte dai Democratic Socialists of America, il suo gruppo di appartenenza e infine, ha reso la sua campagna elettorale accattivante.

 

 

In effetti anche la sua frase “a New York for the many it’s possible”, ricorda lo slogan “for the many, not the few” usato dai laburisti inglesi per le elezioni dello scorso anno. La giovane democratica ha usato i social media per diffondere il proprio messaggio, ma si è affidata soprattutto a militanti e volontari nelle strade, con eventi organizzati, telefonate e volantinaggio porta a porta. Per alcuni ha giocato un ruolo rilevante anche la grafica usata per poster e manifesti, ideata dall’agenzia di Scott Starrett e Shaun Gillen. Dalla scelta del giallo, del blu e del viola, colore del nuovo Congresso, ai punti esclamativi che richiamano lo spagnolo e dunque le sue origini portoricane, nulla è stato lasciato al caso.  

 

Alla Tandem NYC dicono di essersi ispirati ad attivisti e sindacalisti come Cesar Chavez e Dolores Huerta, per la scelta delle immagini. E a proposito di sindacati, qualche giorno fa Jeremy Corbyn in occasione del festival per commemorare i martiri di Tolpuddle, ha evidenziato che “non bisogna mai sottovalutare il potere delle persone comuni che fanno cose assolutamente straordinarie.” Oltre ai temi e alle rivendicazioni politiche, vi è dunque una linea invisibile che unisce i democratici come Ocasio-Cortez e Corbyn ed è la determinazione con cui si vogliono rimettere al centro le persone in politica.  

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