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L’immagine coordinata nel mondo digitale.

di Maria Pellegrino*

 

L’universo digitale è sempre più il mondo dove oggi ci immergiamo, ci specchiamo, ci scopriamo, osserviamo gli altri, giudichiamo e veniamo giudicati, cercando gli occhi degli altri e in questi affermiamo la nostra identità. È come se fossimo tutti costantemente davanti a un enorme specchio perché è con l’identità, che ha proprio nell’immagine il suo riflesso più diretto, che spesso si va oltre le parole e i testi, condensando la propria attenzione nell’impatto visivo.

 

“Ci facciamo un selfie?” è una domanda abituale. Siamo, quindi, diventati un mondo di egocentrici? Di narcisisti?
Oggi si tende a imporre il proprio aspetto visuale. Del resto, è un processo che ha radici molto lontane, ma che allo stesso tempo è in costante evoluzione e coinvolge in modo diretto il settore della comunicazione. Nell’universo digitale siamo bombardati da informazioni e allo stesso tempo siamo spinti dalla voglia di farci notare in mezzo alla folla e quindi è qui che la comunicazione visiva ha un impatto maggiore perché un’immagine è in grado di trasmettere tutto il suo contenuto in pochissimi istanti. L’immagine ci porta a una reazione immediata perché non dobbiamo rielaborare le informazioni, come accade ad esempio con la lettura di un testo. L’immediatezza con cui il linguaggio visivo è in grado di trasmettere contenuti gioca un ruolo fondamentale nel mondo digitale, dove le informazioni sono numerosissime, e soprattutto i tempi di lettura degli utenti si sono estremamente ridotti. Svariati studi hanno calcolato che i tempi di lettura e di visione di una pagina web possono anche essere di pochi secondi: se vogliamo far centro, è necessario che ci serviamo di immagini o video. Un post è molto più condiviso e letto se vi è un elemento visivo importante, che ci attrae (si considera un 120-180% di engagement in più rispetto ad un post solo testuale). Quante volte ci siamo soffermati a vedere una foto o un video, anche se magari stavamo cercando altro, semplicemente perché ci incuriosiva?!

 

La comunicazione moderna è una conseguenza diretta del boom economico e dell’esigenza tipica di questo fenomeno di promuovere i prodotti e i servizi delle aziende a un pubblico sempre più ampio di consumatori. Ogni azienda che volesse ed aspirasse ad imporsi sul mercato e di competere aveva la necessità di farsi conoscere, di adottare una strategia di brand, quindi, era necessario che la brand identity fosse chiara e ben determinata. Nell’era dei mass media, l’identità passa prima di tutto attraverso l’immagine. Si assiste ad un cambiamento evidente dettato dall’advertising classico, quello di manifesti, cartelloni pubblicitari, inserti sulle riviste e sui quotidiani dove predomina e vive l’immagine. Successivamente, anche il mezzo televisivo ha rafforzato la preminenza dell’aspetto visivo in pubblicità, associato a una scrittura di contenuti efficace, condita a volte da ironia, ma esplicita e che puntasse ad un obiettivo persuasivo. Identità di brand ed immagine aziendale, quindi, sono sempre andati a braccetto.

 

Il logo di un’azienda, i colori istituzionali, la scelta dei font per i suoi testi, i vari template da rispettare e il generale assetto stilistico e grafico dei suoi prodotti promozionali da sempre convergono per costituire una sorta di araldica aziendale. Sono l’immagine in cui si riconoscono coloro che vi lavorano, coloro che ne sono i fruitori o i consumatori e quindi è lo specchio attraverso il quale attrarre il proprio segmento di mercato di riferimento.

 

E nel tempo dei social media? Ecco tutto questo diventa esponenzialmente determinante.
Se prima il mercato poteva essere selezionato e sussistere su una rete locale per la maggior parte delle aziende e su un livello globale per una minoranza, oggi anche chi lavora e produce in un piccolo mercato, tutto sommato ristretto, deve esistere anche in Rete: tante volte – anche se sembra paradossale,  per raggiungere l’utente “vicino di casa” abbiamo bisogno delle Rete perché oggi la concorrenza è numerosa, spesso difficilmente decifrabile nella vastità di offerte di cui noi utenti siamo bombardati.
Il moltiplicarsi dei canali di promozione obbliga l’azienda ad avere alle spalle una strategia di marketing accurata, che diventa essenziale per ogni attività: bisogna dotarsi di un’immagine certa, riconoscibile, convincente, perfettamente specchiante la mission dell’azienda e la qualità intrinseca dei suoi servizi o prodotti. Oggi quando si pianifica una campagna web si parla anzitutto di visual marketing e delle sue potenzialità.
L’utente deve aver la possibilità di riconoscere una determinata azienda e le sue specifiche passando da un mezzo all’altro con estrema facilità e ogni canale di comunicazione di cui si dota un’azienda o un professionista deve essere contraddistinto da caratteri di omogeneità con l’immagine complessiva.

 

Dalla carta intestata ai biglietti da visita, dal depliant allo stand di una fiera. Il sito web, Facebook, Instagram, Linkedin, Twitter, per citare solo alcuni dei Social Media, vanno utilizzati ognuno per le sue particolarità ma facendo attenzione a dargli un’unica cornice visiva: logo, colori, tratti grafici, font, un template, una tipologia di immagini a corredo: semplicemente un unico stile. Ancora oggi però, come lo è sempre stato, a monte della costruzione o del restyling della visual identity di un brand, è necessario lo studio del target e la messa a fuoco degli obiettivi comunicativi, elementi base che devono influire sulle scelte grafiche e di stile.

 

 

*responsabile comunicazione di Alchimilla

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