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Sono nato solo e non c’era nessuno dietro la mia porta

di Alba Bellofiore

@albabellofiore @pepper_mind2018

 Sono nato solo e non c’era nessuno dietro la porta della sala parto ad attendere il mio primo gemito. Nessuno a guardare il mio primo sorriso. Nessuno in attesa dei miei primi passi, la mia prima parola. Nessuna madre, e o padre, ad immaginare il mio futuro. Nessuno. Ero solo e non sapevo ancora che lo sarei stato per il mio tempo a seguire.

 

Ho vissuto una lunga età con me stesso, ed insieme a sconosciute persone che per mestiere hanno trascorso con me i miei giorni orfani. Ero solo e voi, la stragrande maggioranza di voi, non sapete cosa vuol dire. Ogni prima domenica di maggio, ogni diciannove marzo, nelle vostre famiglie più o meno felici, festeggiate la vostra casa di affetti. Ostentate con innamorata spontaneità familiare la vostra capanna d’amore. Non ricordate, giustamente, che ci sono anch’io. Io che, senza colpa, sono nato solo. Dispiace per me e sono felice per voi. Non auguro a nessuno di nascere, crescere e scoprirsi solo e non voluto. È sufficiente portare con me il mio dolore nella speranza che a nessun altro accada.

 

Nelle pagine di questa vita anche io ho scritto la mia storia. Sono qui per spiegarvi che l’amore unisce nel cuore di chi decide di amarti. Generare con il proprio corpo, che sia con gestazione o con inseminazione , non attribuisce per direttissima l’appellativo di genitore.

Una domenica di maggio di qualche anno fa accadde che due sconosciuti sono venuti a prendermi: lei aveva un soprabito rosso, lui una camicia celeste abbandonata sino al collo, io ero già divenuto un bambino solo. È passato del tempo prima che imparassi, che mi fidassi, che non vivessi più nel timore quotidiano che l’amore a me donato mi fosse tolto. Immaginate di non aver mai avuto fra le mani la cosa più preziosa che esiste in natura, poi, quando qualcuno deciderà di condividerla con voi avrete quella paura dentro (quel timore che talvolta ti rende incapace di vivere) che da un momento all’altro tutto possa fuggire via.  

 

Prima che chiamassi loro madre e padre sono trascorsi molti mesi. Poi accadde per caso ed in modo spontaneo. Diventando famiglia imparai anche a conoscere la paura di perdere qualcuno che ti aspetta, che attende una telefonata. Che cerca e trova un abbraccio.

Il mio aspetto è simile al bambino che trovate sullo scatolo delle barrette Kinder. Quell’immagine conservatrice di perfezione, monito ed esempio della famiglia uomo e donna, sposata, benestante, che porta avanti la nazione. Che sforna generazioni di famiglie perfette.

 

Sono cresciuto solo in uno stato che tenta di non essere conservatore. Dice di voler correre invece cammina spesso in  ultima fila, si sposta un po’ più in là e fa passare avanti il prossimo legislatore innovativo nel paese di fianco.

Io sono nato solo, non è stata colpa del mio stato. Sono rimasto solo per molti anni a seguire, questo potrebbe essere colpa del mio stato.

 

L’istituto delle adozioni necessità di una risposta al procedere dei tempi: è obsoleto, discriminatorio, lento. Dicono essere complicato modificarlo, eppure le innovazioni da introdurre sono la semplice traduzione in disposizioni normative di ciò che effettivamente è famiglia nella società Italiana (ed europea) in cui godiamo della nostra cittadinanza. Le coppie conviventi, i single che hanno intenzione di divenire famiglia, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, esistono anche nel nostro territorio e sono parte della comunità di cui siamo semplici elementi. La famiglia è la formazione sociale in cui c’è amore; che sia eterosessuale, omosessuale, singolo, convivente, unito civilmente o contratto in matrimonio.

 

L’iceberg che affonda i Titanic che vogliono divenire famiglia, superato il ghiaccio discriminatorio di chi gela quell’amore, vive oltre i vincoli del bigottismo della famiglia mulino bianco (probabilmente esistita solo nella fantasia di alcuni), colpisce di burocrazia, elevati costi, procedure lente.  È necessario un sistema celere, smart ed economicamente sostenibile. La mancanza di ciò ha determinato negli ultimi anni un forte calo del numero delle nuove pratiche per l’adozione nel nostro Paese. Mi spiego meglio: famiglia italiana, all’estero, vuol dire esempio di luogo in cui si accoglie meglio e si avvia con maggiore celerità il processo di integrazione nella nuova formazione familiare. Per le associazioni che si occupano di adozioni internazionali gli italiani sono fra i migliori richiedenti nel processo adottivo.

 

Io sono stato fortunato, quando i miei genitori sono venuti a prendermi avevo superato i dieci anni d’età. Dai 10 anni in poi sei dentro il vortice di chi con maggiori complicanze può essere inserito in un nucleo familiare. Adottare un minore è un diritto al vaglio delle prerogative obsolete che abbiamo il dovere di superare con normative progressiste e riformatrici. Lo è, anche, essere adottati. Essere famiglia. Non è una opportunità da vagliare è un diritto.

 

Dopo diciassette anni, su impulso del Tar del Lazio, dovrebbe essere possibile incrociare le caratteristiche dei bambini adottabili e delle coppie disponibili ad adottare su tutto il territorio nazionale, provando così a realizzare il migliore abbinamento possibile per ciascun bambino. L’art. 40 della legge n. 149 del 28 marzo 2001, ha introdotto la banca dati relativa ai minori dichiarati adottabili e ai coniugi aspiranti all’adozione nazionale e internazionale, disponibile a tutti i 29 tribunali italiani per i minorenni.

 

Mi sono chiesto perché ho dovuto attendere così tanto? Cosa sarebbe accaduto se invece di diciassette anni avessero fatto più in fretta? Al tempo, non capivo cosa fosse la legge, la giurisprudenza. Ho scoperto che noi orfani siamo figli dello stato, per questo a volte ci sentiamo figli di nessuno. Quanto vale essere figlio di qualcuno se lo stesso ti obbliga a vivere entro norme e regolamentazioni che sembrano privare il diritto ad essere accolto e amato? La disciplina attualmente in vigore sulle adozioni  stabilisce che in Italia possono adottare un minore solo coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni (nei tre anni possono essere conteggiati eventuali periodi di convivenza precedente al matrimonio, che siano dimostrabili; ovviamente esclusivamente coppie eterosessuali). Tra genitori adottivi e figli adottati la differenza di età non deve essere inferiore a 18 anni e superiore a 45 anni per un genitore e 55 per l’altro. Tuttavia, questo limite può essere derogato se i coniugi adottano due o più fratelli o se hanno un figlio minorenne naturale o adottivo. Chi non ha avuto il diritto di donarmi amore? Le coppie di fatto, le coppie omosessuali e le persone single. Inoltre, i coniugi che vogliono adottare un bambino devono dimostrare di non essere separate e di essere in grado di mantenere economicamente il minore.

 

Accogliere, crescere, educare, proteggere e amare. È questa  la coniugazione di verbi che chi desidera adottare deve saper unire nel dire e nel fare. Sono molti i luoghi in cui ciò può concretizzarsi: là dove da tre anni si convive e si è coppia di fatto, lá dove si è uniti civilmente, lá dove singolarmente si decide di diventare genitore. Quando sei un bambino orfano vuoi diventare figlio, a questo stato chiedo che si miri a combinare l’associazione figlio genitore e non la ricerca folle di una tipologia di famiglia oramai poco frequente e talvolta inesistente. In Italia il numero delle pratiche per diventare genitori adottivi è ormai in calo da dieci anni, tuttavia, non è venuta meno la volontà, semplicemente, ha avuto la meglio ciò che fa da ostacolo alle nuove formazioni.

 

Io ho avuto un pregiudizio, è sorto in me negli anni d’infanzia, quello di comprendere se io per qualcuno esisto, sono, significo. Io che dietro quella porta non avevo nessuno ad aspettarmi. Io, che oggi ho una famiglia, nutro ancora il desiderio che sia così per tutti.

 

Sono Alba Bellofiore ed ho provato ad indossare i panni di migliaia di bambini in Italia, e molti altri ancora nel mondo, che sono nati soli. Per piantare e condividere l’inconfutabile certezza che una Riforma dell’Istituto delle Adozioni nel nostro paese è fondamentale, necessaria ed urgente.