Le soluzioni facili non esistono

di Lapo Secciani
@SeccianiLapo

 

Quante volte, a ognuno di noi, navigando su internet, entrando su facebook o su youtube, è capitato di imbattersi in una pubblicità, in un annuncio che ti presenta e propone un corso che, “in sole 4 ore cambierà la tua vita”, oggi a soli 197 euro anziché 497?

 

In più occasioni, come imprenditore, come manager e come rappresentate dei giovani imprenditori modenesi, mi è stato chiesto cosa ne pensassi e, non volendo esprimere giudizi in merito, mi sono sempre limitato a portare il mio punto di vista e la mia esperienza personale.

 

Gli amici di Fondazione Ora! mi hanno chiesto di parlare di tutto ciò e ho accolto con piacere la richiesta perché credo che oggi, in un mondo che comunica e parla alla pancia della gente, che fa leva sull’insoddisfazione personale, che predilige l’apparire all’essere e che vuole convincerci che il successo, professionale e/o personale si possa raggiungere senza dover fare rinunce e sacrifici, sia necessario creare consapevolezza nelle persone.

Non entrerò neanche questa volta nel merito di questi corsi, perennemente in offerta eccezionale, capaci di rivoluzionare in poche ore, in pochi giorni, la tua vita, poiché non è nel mio stile: non sono portato a ”distruggere” preferisco invece “costruire”. Mi limito a dire, come persona e come professionista, che chi decide di imprendere (sia esso un imprenditore, un formatore o altro) deve essere conscio e consapevole del proprio ruolo sociale, oltre che economico.

Fare l’imprenditore, essere un formatore, professionista o un manager significa creare valore e benessere per il prossimo, non significa guadagnare, soprattutto, al di sopra di tutto.

Per me imprendere significa pensare prima di tutto al prossimo. Il nostro è soprattutto un ruolo sociale.

 

“[…]La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia.[…]”

 

Queste sono parole di Adriano Olivetti, un uomo che, in questi tempi, potrebbe insegnarci e ricordarci molto. Queste parole valgono tanto per le fabbriche, quanto per le chi fa formazione, anzi soprattutto per chi ha deciso di essere un formatore.

Quante persone oggi, credono (o vogliono credere) e ricercano soluzioni veloci, semplici e chiavi in mano per cambiare la propria vita? Quanti giovani? Quante donne e uomini, vittime della crisi, desiderano sentirsi dire che è facile, che puoi farcela senza dover fare ulteriori (e alle volte anche umilianti) sacrifici?

Aiutare le persone in difficoltà, far crescere e costruire un futuro ai giovani non significa parlare alla loro pancia, non vuol dire raccontare quello che loro vogliono sentirsi dire.

Questo è prenderli per il culo. Scusate mi è scappato; non posso però pensare che il mio guadagno sia costruito sul dramma e le difficoltà del prossimo.

Aiutare il prossimo vuol dire prepararlo alle difficoltà, essere sinceri, dare loro strumenti concreti e tangibili che possono portare un piccolo ma reale beneficio, un vantaggio e uno strumento da mettere in pratica subito.

 

Nella mia esperienza professionale, nel corso della mia vita non ho memoria di risultati duraturi e straordinari raggiunti in pochi passi e senza fatica. Mi è invece capitato molto spesso di vedere persone che con fatica e sudore, perseverando per lunghi periodi riuscivano a raggiungere  piccoli risultati momentanei.

Certo queste persone che dopo tanta fatica non sono riusciti a costruire niente di duraturo e straordinario, probabilmente sbagliavano il metodo e probabilmente non avevano le giuste competenze. Un fatto però è inconfutabile e vero: chiunque abbia realmente raggiunto risultati, personali ed economici, straordinari e duraturi ha fatto enormi sacrifici, non si è tirato mai indietro, ha faticato tantissimo e ha dovuto fare delle scelte, alle volte anche dolorose.

Il successo non si raggiunge mai pienamente, si costruisce giorno dopo giorno, per tutta la nostra vita. Sentirsi arrivati è la fine per chi vuol crescere e chi si stente arrivato difficilmente può trasferire reali contenuti utili a chi deve emergere da situazioni difficili o deve costruirsi un futuro. Non ho mai sentito una persona di successo dire quanto egli sia una persona di successo. L’umiltà è la prima caratteristica di chi il successo l’ha realmente raggiunto.

Ecco perché non ho mai sentito nessuna donna o uomo di successo dire “sono arrivato” o “è stato semplice”, ma ho invece sempre visto queste donne e questi uomini perseverare, tenere la testa bassa e lavorare senza sosta.

 

A chi cerca soluzioni facili, veloci e sicure io dico: non esistono. Il nostro Paese, la nostra storia economica e sociale si è sempre basata sul Saper Fare, sulla sostanza e sull’essere. Volete crescere e volete accrescere la vostra competenza professionale e/o personale? Non guardate l’apparenza, guardate la sostanza, approfondite e informatevi, non fermatevi a ciò che vedete, che vi vogliono far vedere.

La formazione, quella di livello, quella fatta da donne e uomini di successo, quella capace di darti spunti (non soluzioni e tenete a mente quello che ho appena detto: spunti non soluzioni) capaci di stravolgere la tua vita, professionale e/o personale, quella che ti entra dento e ti cambia, costa e costa tanto. Questa formazione non è in offerta e non costa 197 euro, ma non costa neanche 497. Questa formazione costa 1.000, 2.000, anche 3.000 euro… al giorno!

 

Quindi adesso ditemi e domandatevi o chi vede formazione a queste cifre è un ladro o la formazione in offerta continua, a 197 euro non è così sconvolgente e stravolgente.

 

Io posso dirvi che ad alcuni di questi corsi da 1.000, 2.000 euro al giorno ho partecipato, soprattutto nei primi anni del mio percorso professionale, quando ero in ascesa e non ero ancora caduto, quando potevo permettermeli. In questi corsi non ho mai trovato soluzioni, spunti si (e anche sconvolgenti) e non ho mai sentito nessun formatore, persone che hanno diretto multinazionali e lavorato per top brand del Made in Italy, dirmi che mi avrebbero indicato la soluzione a tutti i miei problemi, che in pochi e semplici passi sarei riuscito ad arrivare al successo. No, in quei corsi non mi hanno mai detto che sarebbe stato facile, non mi hanno mai detto che per arrivare al successo, come hanno fatto loro, dovevo seguire i loro consigli. Eppure ancora oggi, a distanza di anno, alcune delle parole che mi hanno detto sono scolpite nella mia mente, indelebili e indimenticabili.

 

La qualità, quella vera si paga.

Una Ferrari non costa come una Dacia. Un vestito di sartoria non è neanche avvicinabile a un abito di H&M. Quanti panini di McDonald’s puoi mangiare con quello che spendi mangiando un solo piatto da Bottura? Un bottiglia di Ornellaia non è come bere un cartone di Tavernello.

Se tutto questo vale per i prodotti di consumo, per l’agroalimentare, per l’automotive, per l’abbigliamento e per tutti, nessuno escluso questa differenza di prezzo e di valore è abbinabile a una diversa e differente qualità perché nella formazione questo non lo si percepisce cosi chiaramente?

Forse perché è un bene intangibile, forze perché oggi giorno la comunicazione e il linguaggio che usiamo ha dimenticato il valore del fare, dell’essere, per spostare l’attenzione sull’apparire e sul dire.

 

In questo periodo storico, nel quale stiamo subendo una crisi valoriale profonda, nel quale si assiste alla costruzione di carriere, di progetti politici, di aziende, basate solo ed esclusivamente sull’apparenza, sul rumore (del nulla) c’è bisogno di ritrovare quel silenzio del fare, quella sobrietà dell’essere.

 

Vorrei una formazione e dei formatori che educassero e stimolassero alla ricerca dell’essenza, che preparassero alla fatica, al sudore e al “dolore”; non che illudessero raccontando una realtà che non esiste e che per chi magari è in cerca di un’ancora di salvezza trova invece una zavorra che lo porta a fondo.

 

Con le speranze, con i sogni, con le vite e le aspirazioni delle persone non si lucra e non si scommette.


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