Assenti, non giustificati

di Francesco Clementi
@ClementiF


Non mi sorprende, in queste ore, il silenzio delle “anime belle”: quelle che invocarono, qualche anno fa, addirittura l’avvento della tirannide e, ora, di fronte allo scempio palese della Costituzione, del procedimento legislativo, delle regole costituzionali, tacciono.


Studiosi, professionisti, intellettuali, imprenditori, politici, giornalisti, attori, registi, scrittori, cantanti…che fine hanno fatto?

Stanno tutti zitti in coro.


Eppure, quanti si sono fidati, ingenuamente, di costoro; quanti italiani, giovani e anziani, studenti e discenti, hanno creduto loro e alla loro presa di responsabilità; quanti hanno creduto alla formale durezza e alla apparente fermezza delle loro stentoree parole di condanna.

D’altronde: se chi sa, condanna. Chi non sa, a maggior ragione, dà loro retta.


Il silenzio di oggi, invece, conferma che si trattava di altro, appunto. Di un egoismo travestito, ammantato da una falsa ma sapiente responsabilità.


Si badi bene, il mio non è un discorso di forma, ma di sostanza: quella che rende un Paese consapevole di avere una “classe dirigente” capace di guidarlo nelle difficoltà: quella che ebbero, in modo vario, Gobetti, Amendola, Gramsci, Sturzo, Dossetti, Foa, La Pira, Fanfani, Calamandrei, Spadolini, Ciampi e…Moro – Aldo Moro, sì… -…ai quali costoro, proprio costoro, non poco si sono richiamati, abusando delle loro parole, della loro autorevolezza.

 


Certo, tutto è perfettibile. Sempre. E quanti – tanti – errori sono stati fatti, a partire da chi si è intestato quel referendum del Paese, per il Paese, come un plebiscito su di sé. In modo furioso e cieco. Sbagliando e di molto.


Certo, tutto è perfettibile. Sempre. E quanti – tanti – errori sono stati fatti, a partire da chi si è intestato quel referendum del Paese, per il Paese, come un plebiscito su di sé. In modo furioso e cieco. Sbagliando e di molto.


E tuttavia, la sicumera delle parole di costoro rimane. Così come rimane il loro silenzio di oggi, che risuona con tutta la forza delle campane della domenica di Pasqua.

Ricordatevene, domani, quando sarà. Perchè sarà, statene certi.

Riguardo a queste persone…non resta che pensare che, quando si è distribuita la responsabilità per il ruolo che si svolge nella società, costoro fossero assenti. Di certo, non giustificati.


Fabrizio De André saprebbe bene come trattare costoro.

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