Brexit il momento è arrivato

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Brexit, flags of the United Kingdom and the European Union on asphalt road with legs

di Giuliano Konda

Alla fine di questa settimana gli eurodeputati britannici e il personale amministrativo lasceranno per sempre il Parlamento europeo.

Conosciamo tutti la strada travagliata che ha portato fino a questo punto ma se dobbiamo considerare il bicchiere mezzo pieno possiamo dire di aver scongiurato la Brexit senza accordo.

Per fortuna un accordo di recesso è stato siglato tra Unione Europea e Gran Bretagna e questo renderà sicuramente meno traumatica l’uscita del Regno Unito dall’Europa.

L’accordo di recesso prevede che le normative europee vengano rispettate fino alla scadenza dell’accordo, di conseguenza i giudici inglesi possono in questo periodo disapplicare le norme inglesi in contrasto con quelle europee.

Un altro elemento fondamentale contenuto nell’accordo è la tutela dei cittadini europei residenti in Gran Bretagna e viceversa, tutti i cittadini europei residenti in Gran Bretagna potranno continuare a risiedere ed a lavorare tranquillamente, ovviamente vi sarà un incremento della burocrazia che non potrà sicuramente far piacere.

Durante il periodo di transizione il diritto UE continuerà ad applicarsi al Regno Unito e al suo interno.

L’UE tratterà il Regno Unito alla stregua di uno Stato membro, salvo per la partecipazione alle istituzioni e alle strutture di governance dell’Unione.

Il periodo di transizione darà a amministrazioni, imprese e cittadini il tempo di adeguarsi e permetterà all’Unione Europea e al Regno Unito di negoziare le relazioni future.

Le disposizioni finanziarie dell’accordo di recesso assicurano che il Regno Unito e l’UE adempieranno a tutti gli obblighi finanziari pattuiti.

La metodologia concordata consente di onorare tutti gli impegni congiunti nei confronti del bilancio UE (2014-2020),compresi gli impegni ancora da liquidare alla fine del 2020 e le passività non compensate da attività.

Il Regno Unito continuerà a garantire i prestiti fatti dall’UE prima del suo recesso e riceverà in restituzione la sua quota delle garanzie non utilizzate e dei recuperi successivi derivanti dall’attivazione delle garanzie per tali prestiti.

La transizione durerà un anno e il premier inglese Boris Johnson ha già affermato che non intende prolungarla, ciò comporterà che l’UE e UK dovranno sedersi nuovamente intorno ad un tavolo e stabilire di quale tipo saranno i futuri rapporti.

Solo il tempo ci potrà dire se la Gran Bretagna avrà fatto bene o no, ad oggi possiamo solo esprimere un profondo dispiacere per questa scelta.

Il sogno di un’Unione Europea unita e forte non deve in nessun modo fermarsi, la Brexit deve rappresentare un’ulteriore spinta a far meglio e perseguire l’obiettivo chiamato Stati Uniti d’Europa.