Come vedi l’Europa?

di Giusy Russo



Si avvicinano le elezioni europee, ma in che modo viene vista l’Unione Europea dagli abitanti del vecchio continente? Il Pew Research Center[1]lo ha chiesto direttamente a loro in un sondaggio condotto la primavera dello scorso anno in dieci Paesi.


Oltre alle convinzioni personali di ciascuno, negli anni eventi come i flussi migratori e l’esito del referendum sulla cosiddetta Brexit oppure azioni come le misure adottate dopo la crisi economico-finanziaria, possono aver condizionato le opinioni degli europei.


Il primo dato che colpisce è che in media il 74% ritiene che l’Ue abbia assicurato la pace, il 64% ritiene che garantisca valori democratici e più della metà pensa che grazie all’Unione Europea venga raggiunta anche una maggiore prosperità. Tuttavia meno del 50% degli europei pensa che l’Ue non sia né inefficiente, né invadente e una fetta pari al 62% è convinta che non riesca a capire fino in fondo le esigenze dei cittadini.



La domanda in grado di riassumere tutti questi aspetti e che mira a sapere se, in generale, si è favorevoli o contrari all’Ue, vede una maggioranza del 62%. A guidare la speciale classifica sono Polonia, Spagna, Germania e Olanda. Per la cronaca, il punteggio medio dell’Italia è 58%. Come è facile aspettarsi, nei vari Stati membri, i punteggi più bassi, e quindi più alti di insoddisfazione, sono stati registrati tra i sostenitori dei partiti euroscettici. Più favorevoli i giudizi dei giovani, in particolare dei ragazzi con età compresa tra 18 e 29 anni. Inoltre, in sei delle dieci nazioni esaminate, gli elettori di partiti collocati a sinistra hanno un’opinione positiva nei confronti dell’Ue.


Il think tank americano ha voluto distinguere tra Unione Europea e Parlamento europeo. Il parere nei confronti di questa istituzione è leggermente più negativo rispetto a quello dato all’Ue nel suo complesso e si ferma esattamente al 50%, con la Polonia sempre in testa, seguita da Svezia e ancora Olanda e Spagna. 


Dubbi e riserve nei confronti dell’Unione Europea vengono giustificati con il modo in cui è stata gestita la crisi economico- finanziaria, basti pensare che in Grecia, Italia, Spagna, Francia e Regno Unito la maggioranza ritiene che le persone vivano peggio di venti anni fa, da un punto di vista economico. Tra i greci la percentuale di chi la pensa in questo modo arriva addirittura all’87%. 


Purtroppo il pessimismo non riguarda solo il passato, ma anche il futuro. Detto in altre parole, per il 58% degli europei, le nuove generazioni staranno economicamente peggio di quelle attuali ed è soprattutto la Francia ad esserne convinta.



Dalla dettagliata analisi del Pew Research Center emerge il desiderio di alcuni Paesi ad avere un minor numero di immigrati, in particolare in Grecia, Ungheria e Italia. In media in Europa, più della metà ritiene che essi vogliano restare distinti dal resto della società e che la loro presenza possa addirittura incrementare il rischio collegato al terrorismo. Tuttavia gli immigrati sono visti anche con favore,infatti una media del 53% afferma che questi ultimi rendono il loro paese più forte grazie al loro lavoro. Inoltre, una percentuale consistente è favorevole ad accogliere persone qualificate e coloro che fuggono da guerre e violenza. Non esiste solo l’immigrazione ma anche l’emigrazione. Il fenomeno di chi lascia il proprio Paese per cercare fortuna altrove è ritenuto un problema soprattutto in Grecia, Spagna, Italia e Ungheria. 


Lo studio del Pew Research Center è stato reso noto lo scorso marzo sui dati raccolti nel 2018 ma è facile supporre che, se venisse ripetuto quest’anno, mostrerebbe risultati analoghi. C’è tuttavia un modo ancora più attendibile per scoprirlo e per capire qual è l’atteggiamento nei confronti dell’U, ovvero attendere l’esito delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo del prossimo maggio.



[1]https://www.pewglobal.org/2019/03/19/europeans-credit-eu-with-promoting-peace-and-prosperity-but-say-brussels-is-out-of-touch-with-its-citizens/

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