Comunicare con entusiasmo. Ecco la ricetta #PAsocial

Lo scorso venerdì al Binario F from Facebook, il primo competence center italiano del social network di Menlo Park, si sono radunati tutti i coordinatori regionali di #PAsocial l’associazione nata nel 2017 che ha come obiettivo quello di proseguire e rafforzare il percorso di crescita di una rete nazionale della nuova comunicazione. Quali sono le novità che l’associazione è pronta a mettere in campo? Lo abbiamo chiesto al Presidente Francesco Di Costanzo (foto di Francesco Pierantoni) l’uomo che ha avuto l’intuizione – unica nel suo genere – di mettere insieme (e sotto la stessa sigla) tutti quelli che si occupano di comunicazione pubblica.


#PASocial è nato come gruppo di lavoro di comunicatori e giornalisti impegnati nella Pubblica Amministrazione. Poi, due anni dopo, la nascita dell’associazione. Quanto è cresciuto il progetto in questi anni?
«È cresciuto e sta crescendo tantissimo. Siamo partiti nel novembre 2015 come gruppo di lavoro spontaneo di giornalisti, comunicatori, social media manager del Governo e di strutture statali collegate, per poi allargarsi molto su tutti i territori. Da luglio 2017 è la prima associazione nazionale dedicata alla nuova comunicazione (web, social, chat, intelligenza artificiale) e oggi può contare sul oltre 700 soci, 15 coordinamenti regionali, tavoli tematici, un’ampia attività nazionale e locale di divulgazione e scambio di buone pratiche, formazione, ricerca, pubblicazioni, creazione e ampliamento di una community sempre più grande e forte. Sono nati e stanno crescendo tanti nuovi progetti come numerose partnership sulla formazione, l’Osservatorio nazionale sulla Comunicazione Digitale, la piattaforma dei professionisti della nuova comunicazione e molti altri (sul sito www.pasocial.info si possono trovare tutte le informazioni e tutte le attività ndr). La partecipazione, il confronto, le opportunità e le attività sono cresciute tanto, dobbiamo continuare sulla strada dell’innovazione con lo stesso entusiasmo con cui siamo partiti nel 2015».  


Pochi giorni fa ha riunito tutti i coordinatori regionali dell’associazione. Quali sono le novità che proporrete nel 2019?
«Sono tante. Prima di tutto i coordinatori e i coordinamenti regionali sono fondamentali, siamo la prima rete a livello internazionale nel suo genere e la presenza e il confronto sui territori è decisiva per crescere ulteriormente e soprattutto per dare sempre risposte migliori ai tantissimi che nel nostro Paese fanno un lavoro straordinario sulla nuova comunicazione. Le novità sono i tanti percorsi di formazione che stiamo mettendo in campo, in autonomia e con partnership importanti come i progetti con Facebook, LinkedIn, ANCI, Fpa, le Università, l’Ordine dei Giornalisti e ne arriveranno altri. L’Osservatorio sulla Comunicazione Digitale creato con l’Istituto Piepoli, il rafforzamento e l’ulteriore allargamento dei coordinamenti regionali e dei tavoli tematici, l’attività di divulgazione e scambio di buone pratiche che da sempre portiamo avanti e che sarà sempre più ampia ad iniziare dai nostri eventi nazionali annuali: il PA Social Day – quest’anno il 18 giugno -, gli Stati Generali della nuova comunicazione pubblica e l’Assemblea nazionale. Ai numerosi appuntamenti su tutti i territori, alle nuove occasioni come quello che sarà organizzato dall’Osservatorio. Senza dimenticare il nostro lavoro “storico” sul riconoscimento delle nuove professionalità, la nuova organizzazione della comunicazione, l’aggiornamento della legge 151. Il lavoro da fare è molto e le opportunità sono sempre di più. Se dovessi scegliere un hashtag direi #staytuned…».

   
Un programma davvero corposo. Fin ora qual è la cosa della quale è più fiero e il piccolo rimpianto che si porta dietro?
«Sono molto orgoglioso della rete di persone che siamo riusciti a creare in questi anni, è davvero straordinario vedere l’entusiasmo, la professionalità, la voglia di fare di migliaia di persone in tutta Italia. Serviva una casa e una strada comune da seguire, credo che PA Social sia questo ed è un orgoglio, spero non solo per me. Rimpianti non so, ci abbiamo messo tutti tanto impegno e la crescita è evidente, forse non essere ancora riusciti a far capire pienamente alla politica, tutta senza distinzioni di bandiera, e ad una parte della dirigenza, l’importanza della nuova comunicazione, non solo per la comunicazione politica, ma soprattutto per i servizi e le informazioni al cittadino. È un passaggio culturale, un percorso non immediato, quindi non molliamo e andiamo avanti con sempre più convinzione».

 
Come sa, Fondazione Ora! che di innòvatalk è l’editore si occupa prima di tutto di innovazione. Come ultima domanda le chiedo qual è il progetto più ambizioso che avete in cantiere?
«Ci siamo presi un impegno: passare dalla quantità alla qualità. Il web, i social, le chat, l’intelligenza artificiale sono straordinari strumenti di servizio pubblico, informazioni, dialogo, interazione. Non basta più esserci, dobbiamo starci bene e sfruttare le potenzialità positive di questi strumenti combattendo con la qualità l’utilizzo scorretto».

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