Conoscersi al tempo dei social network

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immagine: Facciabuco.com

di Emanuela Goldoni

 

Immaginate di trovarvi a percorrere un tragitto di strada assai frequentato. State mirando con lo sguardo un punto fisso, lontano, per non perdere la concentrazione e arrivare dritti dritti alla meta. All’improvviso, mentre le vostre braccia accompagnano il movimento veloce e ritmato del vostro corpo, una mano picchietta sulla vostra spalla destra. Voi di scatto vi girate, pensando a uno scherzo di qualche amico, che vi ha riconosciuto.

 

“Ciao, piacere di conoscerti!”. Sgomenti, sbarrate gli occhi, non capite. “Ma come? Ero girata di spalle, non so nemmeno chi sia”. Pensate tra di voi, oscillando la testa avanti e indietro per verificare che non vi sia qualche telecamera nascosta. “Prima o poi doveva succedermi. Sono su un programma tipo “candidcamera”, vero?”. No, non siete su Candid Camera. Non c’è candore, non c’è ingenuità, non ci sono telecamere. La persona sconosciuta davanti a voi attende una replica. Che so, un sorriso di circostanza, un “I don’t speak Italian”, un asettico “Piacere tutto mio” o un meno gentile, ma sicuramente più puntuale e pertinente “Ma chi te conosce”.

 

Ecco, appunto.

 

Voi non conoscete davvero la persona che con tanta “normalità” vi si è avvicinata. In fondo voleva solo conoscervi. Così, fuori contesto. Senza aver mai scambiato nemmeno uno sguardo prima, di quelli che per convenzione, in fila dal salumiere ci si scambia. No, NP. Non Pervenuto. E per questo, per istinto di sopravvivenza e auto-conservazione, l’unica cosa che vi verrebbe in mente di fare è la seguente: chiamare il 112.

 

Ora, immaginate che tutto questo accada quotidianamente sui social network, dove ci siamo abituati a oltrepassare la barriera delle convenzioni sociali.

 

Dove (algoritmo permettendo) ci conosciamo tutti ed enne-mila, anche se una parte di noi, sa benissimo che si tratta di una conoscenza superficiale.

 

Ora, dicevo, immaginiamo, che qualcuno, uno sconosciuto, davvero si prenda la briga di scrivervi in privato.
Ecco, il messaggio recita: “Ciao, piacere di conoscerti”. Non trovate distonico questo gesto? Non vi verrebbe voglia di oscillare la testa, avanti e indietro, per controllare che non vi siano telecamere in giro? Non vi verrebbe voglia di visualizzare il profilo di questo utente per verificare che magari non abbiate almeno uno zio in comune? Avete controllato? Bene, in comune avete zero.

 

A me però – non so voi – questa cosa manda in cortocircuito.
In che senso: “Ciao, piacere di conoscerti”. Perché piacere? A me questa irruzione provoca disagio, imbarazzo, incertezza.

 

E continuo a pensare che l’unica risposta plausibile, stando così le cose, sia 112.

 

Altroché 42.