Cultura e turismo, due facce della stessa medaglia

di Giovanna Ilaria Pecoraro



Incrementare il comparto è ormai una scelta strategica per tanti territori, che mirando talvolta esclusivamente al mero scopo economico svalutano la valenza culturale del fenomeno.
I riferimenti naturalistici, paesaggistici o di qualsivoglia forma di artisticità sono insiti nel fare turismo e pertanto l’iniziativa economica dovrebbe nascere dalla volontà di portare in auge un qualcosa di cui si è fieri, che si vuole esporre e lusingare.


Per tale motivo è necessario che alla base di ogni iniziativa turistica ci sia una forte interdipendenza tra gli attori e la realtà in cui operano.
Sarebbe difficile far primeggiare una peculiarità se di quest’ultima non ne abbiamo a cuore il suo valore; non sarebbe possibile darne lustro se nel nostro sentire una risorsa non è ritenuta tale.


Essere parte del motore economico turistico è una missione di salvaguardia e di propaganda culturale,realizzabile grazie all’empatia tra il luogo e le risorse umane.
Molti scenari offrono grandi servizi, località non propriamente pullulanti di attrattive turistiche sono cresciute con strategie ad hoc, volte alla creazione di un qualcosa di straordinariamente grande ma cosìstrepitosamente effimero; perché si sa, se l’unico motore per l’ingranaggio è dato dal “fare business” il valore creato è pressoché evanescente.


Maturando una visione turistica con questi presupposti, il corso naturale del nostre azioni non può che portare ad offrire dei servizi non solo di alta qualità in cui si bada al benessere del turista, ma bensì ad offrire esperienze, facendo pervenire al cliente il nostro sentimento per il bene offerto, salvaguardandolo con politiche di turismo sostenibile, avendo a cuore di imprimere nella mente del cliente il nostro scenario suggestivo.


Credere fortemente in ciò che si sta vendendo è uno dei metodi più infallibili per ricevere feedback positivi dai nostri ospiti, e perché no, anche dai nostri concittadini.
Chiara evidenza è che le orde disomogenee sui territori, il turismo mal controllato, le razzie di beni culturali, non fanno piacere neppure alla cittadinanza che popola il suolo da cui nascono le pulsioni turistiche; e questo si può evitare trasmettendo il valore del bene goduto attraverso il nostro modus operandi di fruizione a terzi.


Certamente questa visione romantica ma efficace del comparto, deve essere guidata da una valida strategia di sviluppo territoriale, per dirla ai giorni nostri, con un attento studio al “destination marketing”; perché se molti contesti hanno la possibilità di veicolare i propri beni in maniera potremmodire “naturale”, per il richiamo primitivo al bene paesaggistico, altre realtà necessitano di una strategia finemente costruita per permettere al terziario di prendere piede dove meno ci si aspetta.


Ciò non toglie che, per offrire un servizio all’altezza delle aspettative sempre più esigenti dei turisti, anche quelle località più “fortunate” per vocazione naturale, debbano studiare le proprie mosse convalutazioni di carattere strettamente economico, e giocare al meglio con l’aiuto delle risorse umane le proprie carte.


Ne è un esempio il fenomeno degli alberghi diffusi, dimore in disuso o comunque poco proficue per unaserie di motivazioni legate all’agibilità territoriale o per l’incomprensione del proprio potenziale, che hanno dato vita ad una forma di turismo del tutto originale, puntando appunto sull’aspetto emotivo,permettendo di vivere la località attraverso gli occhi e gli usi dei cittadini, i migliori offerenti della cultura locale.


Un territorio non è altro che l’unione di due componenti:

• L’ambiente: tutto ciò che è di naturale sorge su un territorio.

• L’antropizzazione: tutto ciò che l’uomo con le sue capacità trasforma.


Quando si parla di Marketing territoriale, normalmente, si parla di un vero e proprio piano strategico di programmazione; si cerca di lavorare su due linee guida in continua relazione, dove il ruolo delle amministrazioni pubbliche è quello di progettare un piano che vada in due direzioni opposte: marketing interno inteso come promozione e valorizzazione di tutte le peculiarità presenti nel territorio e marketing esterno che ha lo scopo di realizzare l’attrattività del territorio e di sottolineare vantaggi di comunicazione, di know how e di investimenti messi in atto sul territorio.


Sicuramente dopo aver vissuto una tipologia di turismo del genere, se ben amministrata, segnerà positivamente il turista ed innescherà lo scopo primario dell’iniziativa: creare business.


Oggi grazie anche alle tecnologie far conoscere il proprio business è diventato abbastanza semplice, sebbene sia da tener conto delle modalità di impatto delle nostre informazioni sui comportamenti del turista.


Uno dei canali principali che hanno contribuito a rilanciare il marketing turistico e ad intraprenderestrategie di comunicazione ad esso legate è sicuramente il web; riuscire a farsi trovare dai potenziali clienti è la prima e fondamentale fase per gli operatori turistici che desiderano ampliare i propri confini della comunicazione.


Sfruttare le potenzialità culturali di un territorio rende dunque l’esperienza offerta agli altri come vissuta anche in prima persona, suscitando l’interesse per il patrimonio e incrementando la crescita nei mercati di riferimento.

CONDIVIDI o STAMPA