Danilo urla per i giovani esclusi

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Mancano 4 giorni al voto per le elezioni regionali in Emilia-Romagna, come accade in occasioni come questa in città impazzano i manifesti con le facce dei candidati, le iniziative politiche si moltiplicano, nonostante le fredde serate invernali le piazze diventano teatro per i famosi comizi. Tra tanti politici, noti e meno noti, con ambizioni più o meno grandi c’è un ragazzo poco più che ventenne, studente dell’Università di Modena e Reggio Emilia che pochi mesi fa guardava il tramonto sul Bosforo e oggi si divide tra i libri, il lavoro in banca e una campagna elettorale che sta affrontando con entusiasmo e voglia di dimostrare che i giovani sono molto di più di come li raccontano.

Danilo Squitieri, classe 1998 di Reggio Emilia, è il più giovane candidato alle regionali, ha la faccia pulita e lo sguardo di chi ha voglia di cambiare le cose. Ieri sera su Instagram scriveva:

La mia giornata parte alle 6 del mattino. Mi sveglio, faccio colazione e filo a lavorare. Ormai di rado sono a casa. Dopo lavoro incontro associazioni, persone, comunità. Mia madre è sempre stata una donna che non si è mai interessata di politica più di tanto, ogni tanto me lo chiede:”Ma perché lo fai?”
Non è semplice da spiegare. A 21 anni ho fatto di tutto, ho studiato all’estero, ho lavorato all’estero, lavoro in banca, studio tutt’ora all’università e adesso ho deciso anche di candidarmi. Perché lo faccio?
Lo faccio perché ho sempre sognato di fare tutto questo. Ascoltare, mettermi a disposizione, interagire, proporre. Lo faccio perché mi sono stancato, a 21 anni delle etichette:”Ma voi giovani non vi impegnate, non fate mai niente”, lo faccio per tutti quelli che non si sono mai sentiti rappresentati, per quelli che si sentono traditi dalla politica.
In questi giorni penso e ripenso a quello che sarà dopo il 26 di gennaio. Vi confesso che ho pensato di lasciar perdere, ho pensato di mollare tutto, dopo questa tornata. Poi però la sera incontro persone, gli amici mi chiedono di andare a svolantinare, le persone dicono che sono fiere di me, di tutto ciò che sto facendo, anche se sono una trottola. Allora oggi voglio assicurarvi che comunque vada, dopo il 26 io sarò qui. Tutto questo rappresenta l’inizio di un percorso molto più ampio, ragazzi è arrivato il momento:“Dobbiamo Salvare la Repubblica delle Banane”

Squitieri come mai ha scelto di sostenere Stefano Bonaccini?

«La mia è stata una scelta molto semplice, oltre a tutti i numeri che si possono trovare che parlano di un’Emilia-Romagna prima regione in Italia per l’utilizzo dei fondi europei, crescita dei flussi turistici, export, PIL, consumi, investimenti, Bonaccini garantisce quella continuità di buona amministrazione e competenza e allo stesso tempo quella voglia di migliorarsi e di ricercare nuove sfide che interessano anche a noi giovani».

Sarà candidato nella lista civica Bonaccini Presidente, a 21 anni, com’è nata la sua candidatura?

«La mia candidatura è stata improvvisa e sorprendente. Sono tornato da poco da Istanbul, la politica è sempre stata tra i miei interessi, ma non ho nessuna tessera di partito. Mi hanno proposto la candidatura – da civico – alle regionali ed ho accettato perché penso che i giovani abbiano bisogno di qualcuno che possa rappresentarli, che possa portare la loro voce, o il loro urlo come piace dire a me, in Regione».

Come sa Fondazione Ora! organizza innòva, un talk dedicato al tema dell’innovazione. Secondo lei la Regione Emilia-Romagna cosa deve fare per essere sempre più innovativa?

«Andiamo verso una rivoluzione tecnologica senza precedenti e dall’Emilia-Romagna dobbiamo prepararci ad affrontare i cambiamenti del futuro. La sfida dell’innovazione sarà un percorso lungo e tortuoso che dovremo affrontare investendo prima di tutto sulla formazione dei nostri giovani e dei nostri lavoratori».

Come?

«Investire risorse, studiare noi per primi e preparare gli emiliano-romagnoli al futuro. Nel mio programma dico che dobbiamo creare dei corsi di formazione ad hoc per quelli che saranno i lavori del futuro. La vera innovazione sarà anticipare il cambiamento, non subirlo per portare il futuro nella direzione che vogliamo».

Ormai siamo alle battute finali il 26 gennaio (dalle 7 alle 23) si voterà. Lei ha detto che vuole portare l’urlo dei giovani in Regione, cosa intende esattamente?

«Voglio portare l’urlo dei giovani in Regione perché semplicemente i giovani si sentono esclusi dalla politica. Pensano che sia una cosa per vecchi, e chi può dargli torto. Ma secondo me non lo è. La politica è una cosa per giovani e noi giovani per troppo tempo siamo stati fuori dai processi decisionali che ci riguardano, per troppo tempo nessuno ci ha ascoltato. Tutti parlavano di noi e nessuno parlava con noi, ecco perché la voce non basta più, dobbiamo urlarlo e io sono pronto a fare da portavoce a tutti questi giovani qui».