D’Arrigo vuole mettere in cammino l’Europa

È l’ideatore di ANCI Giovane, la componente riservata agli under 35 dell’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia, dal 2013 al 2018 a capo dell’Agenzia Nazionale dei Giovani, l’ente vigilato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Commissione Europea, che si occupa per l’Italia dei programmi europei rivolti ai giovani. Classe 1976, Come Ronaldo – il fenomeno – e Totti Giacomo D’Arrigo, di Nizza di Sicilia, comune della città metropolitana di Messina è impegnato nel suo nuovo ruolo di Presidente di Fondazione Erasmo (www.erasmofondazione.eu) una realtà giovane e dinamica che prende il nome da un grande umanista europeo.

 

Partiamo subito dal suo ultimo progetto, Fondazione Erasmo, di cosa si tratta?

«Della prima Fondazione su scala europea che nasce da crowdfunding; dal basso e chiedendo a tutti non soltanto di sostenerla ma anche di partecipare con idee, suggerimenti, proposte. Il Comitato Promotore, che ho l’onore di guidare, è aperto ed ha scelto un percorso partecipato, mettendo al centro proprio la mobilità e l’investimento sul capitale umano da qui la scelta della formula della Fondazione di partecipazione non solo nella denominazione ma anche nella pratica permettendo a tutti di partecipare sia in fase di costituzione sia in fase di gestione e governance».

 

Lo scopo di Erasmo è condividere e promuovere i diritti alla mobilità, ma cosa significa per lei questa parola?

«La mobilità è la migliore e la più forte tra le conquiste dell’Unione Europea. Non parlo soltanto dell’aspetto valoriale ma è quella che ha generato nel concreto effetti positivi dal punto di vista economico, civile e culturale. Pensi all’Erasmus o alla libera circolazione di merci, competenze, imprese, tutti elementi che fanno si che oggi il nostro continente sia la parte più ricca e meglio formata del mondo, quella più attenta a investire e valorizzare le persone».

 

Ha tirato in ballo l’Europa, senza entrare in discorsi politici, come vede oggi il nostro Continente?

«Oggi l’Europa è ad una curva fondamentale della propria storia. Ci sono spinte interne ed esterne per limitarne la forza. Brexit è un esempio ed è sotto gli occhi di tutti. Il processo di integrazione ha davanti ostacoli e resistenze fortissime e se si arresta l’Europa rischia di essere una grande incompiuta, non più soltanto entità sovranazionale, non ancora realtà politica. Cito il manifesto promotore di Erasmo: l’Europa vive un momento epocale, nel tempo sono cambiati il suo ruolo, il funzionamento e la percezione: ciò che sino a ieri rappresentava speranza trasmette paura, ciò che incuteva paura oggi è visto con speranza. Oggi il futuro dell’Europa ha fascino, sorpesa, sfida e pericoli e tocca a i cittadini europei saperlo affrontare e determinare».

 

Lasciamo un attimo da parte Erasmo visto che incontrandola non possiamo non parlare di giovani. Lei ha fondato ANCI Giovane, ha scritto “L’Italia cambiata dai ragazzini”, ha guidato l’Agenzia Nazionale dei Giovani. Quei ragazzini l’Italia l’hanno cambiata davvero?

«Le esperienze che ho avuto la possibilità di vivere in modo quotidiano mi hanno certamente permesso di avere un punto di osservazione diretto e approfondito sulla realtà delle nuove generazioni in Italia e non solo. L’idea di far nascere ANCI Giovane ha aperto un faro e fatto emergere una realtà che stava fuori dal dibattito politico e dei luoghi della decisione: sono più di 20.000 gli amministratori, sindaci, assessori e consiglieri comunali , under 35 che ogni giorno sono chiamati ad amministrare, gestire risorse, comunità, investimenti, ed essere già oggi classe dirigente. Era una realtà sconosciuta ed inascoltata oggi è riconosciuta e autorevole; un’esperienza che è divenuta anche un libro andato in ristampa. Alla guida dell’Agenzia Nazionale per i Giovani abbiamo allargato la platea dei beneficiari di un programma europeo (Erasmus+) di investimento sul capitale umano arrivando a oltre 2700 progetti finanziati e gestiti con oltre 70.000 under 30 coinvolti a tutte le latitudini e con la leaderschip totale nel Mediterraneo per politiche di mobilità. Fuori di retorica posso dire che ogni giorno queste energie cambiano il Paese, spesso nella disattenzione generale. Oggi l’Italia è migliore e le nuove generazioni chiamate a responsabilità o impegno civico diretto hanno contribuito non poco a ciò».

 

In questa intervista è ricorrente la parola mobilità, c’è un progetto che l’ha entusiasmata particolarmente?

«Quelli che mi hanno entusiasmato di più sono le attività realizzate nelle periferie urbane e nelle aree povere del Paese: Corviale, Rossano, Iglesias, Norcia per citarne alcune ma anche per testimoniare che ovunque, anche nelle realtà più difficili, vi sono persone su cui investire e idee e valori che se messe nella condizione di avere “chances di vita”, fanno la differenza».

 

A chi si rivolge Fondazione Erasmo?

«A coloro che hanno già beneficiato della mobilità: studenti, lavoratori, imprenditori, ed a coloro che ancora non ne hanno beneficiato. Singoli cittadini, associazioni, istituzioni, privati, chiediamo a tutti di sostenere una realtà no profit che vuol alzare alta la bandiera della mobilità e difendere, valorizzare, promuovere, supportare progetti e politiche di mobilità. Su questo crinale passa la dimensione di futuro per tutti, culturale ed economica. Condividere e promuovere i vantaggi della mobilità, valorizzare e investire sul capitale umano sono gli scopi di Erasmo Fondazione di Partecipazione e chiediamo a tutti di partecipare, aderire, contribuire a determinare un orizzonte che includa tutto ciò, per tutelare la libertà più importante che la costruzione europea ci ha dato: uno spazio libero da vivere».

 

Chiacchierando con D’Arrigo il tempo passa veloce, ascoltandolo si percepisce quel giusto mix tra competenza ed entusiasmo. Un ragazzino – citando il suo libro – che vuole continuare a cambiare le cose da una prospettiva diversa ma non per questo meno stimolante. Prima di salutarci c’è il tempo per un’altra domanda:

 

Abbiamo parlato di mobilità, giovani, Europa, dei progetti che l’hanno entusiasmata maggiormente. Ma il progetto che ha nel cassetto qual è?

«Quello che realizzeremo nei prossimi mesi, la nascita di Erasmo: una grande realtà che a vario titolo mobiliterà centinaia di persone su scala europea. Chiunque potrà esserne protagonista attraverso internet, i social network e la campagna di crowdfunding».

 

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