Disobbedienza e impegno civile

di Rossella Giulia Caci


Viviamo sempre più sprofondati in un clima di chiusura, di diffidenza, di sfiducia. Di ostilità verso gli altri, di razzismo per il colore della pelle, di odio per la diversità: di religione, di lingua, di cultura, di abitudini e costumi. Stiamo diventando la società della paura, del pregiudizio, Dell esclusione. Ci stiamo chiudendo dentro una gabbia di ignoranza e preconcetti.


L’epoca dei muri di separazione, che avevamo data per sepolta trent’anni da, una nuova florida e cupa stagione, dall’Italia, all’Europa, al Medioriente, all’America. Ecco perché per noi del Tam Tam di Pace è doveroso intervenire sulle conseguenze dell’applicazione della legge: bambini fuori dalle scuole, persone trasferite e percorsi educativi, sanitari e di lavoro interrotti. Vogliono che abbiamo paura e che ci abituiamo a respingerci l’un l’altro, a pensarci come nemici, a difenderci armi in pugno.


Questa barbarie culturale genera barbarie materiale, fatta di leggi per l’esclusione, per la negazione dell’accoglienza e della cittadinanza. “Centinaia di persone trasferite come se fossero oggetti, interrompendo così percorsi educativi, sanitari e di lavoro, calpestando i diritti e producendo disagio sociale e ingiustizie”.


Tam Tam di Pace – il tavolo delle associazioni di pace di Modena – denuncia le drammatiche conseguenze dell’applicazione della legge su Sicurezza e Immigrazione, il così detto “decreto sicurezza” (decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132): “E’ inammissibile che bambine e bambini, già vittime di soprusi nei loro Paesi di provenienza e protagonisti di tragici viaggi verso l’Europa, vedano calpestati il loro diritto al divertimento, allo studio, alla felicità: si chiederanno perché sono costretti ad abbandonare il luogo dove stavano costruendo la loro vita e si stavano creando un futuro. Infine, l’aumento delle persone nelle strade, perché non più inserite in percorsi di accoglienza, aumenterà la percezione diffusa di insicurezza e i numeri della “delinquenza da sopravvivenza”, creando l’emergenza che fino ad ora non esisteva e sulla quale si potrà costruire la prossima campagna elettorale”. Tam Tam di Pace non ha mai considerato i grandi centri come una soluzione, perché concentrazione e separazione impediscono processi positivi, ma il “decreto sicurezza” è peggiorativo e rischia di trasformarsi in una delle pagine più buie della nostra storia. “È compito delle cittadine e dei cittadini responsabili opporsi alle leggi che violano i diritti fondamentali delle persone. Ci sono momenti nella storia in cui l’obbedienza non è più una virtù, come ammoniva don Milani, e la disobbedienza, attuata con tutti i mezzi democratici, diventa un dovere morale – afferma Tam Tam di Pace -. L’indignazione va trasformata in impegno civile e per questo proseguiremo il percorso di sensibilizzazione, dialogo e confronto su questi temi, affiancandolo a risposte concrete verso una normativa che di fatto viola i diritti umani più elementari”.

CONDIVIDI o STAMPA