Ecotassa, l’ennesima proposta che non fa bene alle nostre imprese

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di Lapo Secciani



Maserati rappresenta un marchio storico italiano, un’eccellenza del Saper Fare che unisce un’eleganza senza tempo a un’innata sportività.


Maserati fa parte della storia dell’automobile italiana, è parte integrante del territorio della Regione Emilia-Romagna e più nello specifico del territorio modenese.


Un’azienda che affonda le radici in questa terra del Fare, che attraverso essa è cresciuta ed è rinata, grazie alla visione del compianto, oggi più che mai, Sergio Marchionne. Un marchio che nel piano industriale presentato il 1 giugno 2018 dallo stesso Marchionne sarebbe dovuta diventare il marchio improntato sullo sviluppo dell’elettrico, uno sviluppo che partiva da quella bellissima vettura che è l’Alfieri e che avrebbe dovuto portare il tridente a produrre nel 2022 100.000 vetture.


Questa bellissima azienda, che unisce tradizione, fascino, eleganza, sportività, sobrietà e carattere sarà il marchio italiano che più di tutti subirà l’introduzione dell’ecotassa (voluta dal MoVimento 5 Stelle) e, vivendo già oggi una situazione complicata, dovuta al rallentamento del settore automotive -19% in Europa e alla forte frenata delle vendite in Cina, vede probabilmente compromesso quel piano industriale che avrebbe portato Maserati al centro del mercato dell’elettrico rafforzando il marchio e il tessuto economico sociale del territorio Emiliano.


Nove modelli Maserati sono quelli che sono: Ghibli B, 4p B, Gran Turismo B, Gran Cabrio B, Ghibli D, 4p D, Levante, Gran Turismo D, Gran Cabrio D.


Un provvedimento che, se influirà ulteriormente sul ribasso dei volumi di vendita, porterà non solo difficoltà per il Tridente, ma anche per le tante aziende del settore che lavorano con e per Maserati.


Mi chiedo cosa ne pensi il MoVimento 5 Stelle Emilia-Romagna e cosa possono rispondere ai tanti dipendenti del Tridente, quali scuse addurranno, a quali manine si riferiranno, rispondendo alle preoccupazioni delle tante PMI che lavorano per Maserati e per tutto il comparto Automotive Italiano, considerando che sono 14 in totale i modelli del gruppo FCA che saranno penalizzati.


La cosa interessante è che in una situazione di contrazione della produzione, con una Regione, quella dell’Emilia-Romagna, che, come ha ricordato il Presidente Bonaccini, è la locomotiva italiana, con il suo +1,4%, si adottino politiche che sembrano colpire in modo evidente il nostro tessuto economico-sociale, danneggiando tanto le imprese, quando conseguentemente i cittadini.


Dopo le uscite del ministro Toninelli sul passante di Bologna e i dubbi espressi su infrastrutture indispensabili per lo sviluppo industriale (in Italia e in Europa) come l’autostrada Cispadana e la bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo, l’idea del vice Premier Luigi Di Maio, di introdurre un’ecotassa che danneggia le auto italiane, prodotte in Italia (per altro), è una bestialità che un territorio produttivo e basato sul Saper Fare non può accettare.


In questa lunga disanima esprimo tutta la mia contrarietà a una proposta politica che sta distruggendo ciò che, con tanta fatica e sudore, i piccoli e medi imprenditori dell’Emilia Romagna, con il contributo di instancabili e onesti lavoratori stanno facendo, tendendo su il PIL Italiano.


È inutile, Ministro Di Maio, pensare al Reddito di Cittadinanza, se non si sostengono e si supportano quei territori che hanno tante piccole imprese che sono l’eccellenza del Saper Fare italiano.


Da parte mia farò tutto il possibile, con proposte e azioni concrete, per contrastare questa azione politica scellerata e dannosa, per chi come noi è abituato a lavorare e produrre.


L’innovazione, la ripresa economica, la capacità di migliorare la condizione ambientale e socio economica di un Paese passa dalla capacità di investire nelle imprese.