Elon Musk il visionario

di Marco Lasagna
@marcomillenium
 

Per parlare di Elon Musk, CEO di Tesla, SpaceX, Neuralink e cofondatore di PayPal, occorre fare alcuni cenni alla sua infanzia; si narra ad esempio che ad un certo punto della sua vita aveva letto tutti i libri della biblioteca scolastica e di quella del quartiere già in terza o al massimo quarta elementare.

 

Sua madre racconta che era d’abitudine vederlo “rinchiudersi nel suo cervello” e capisci che è in un altro mondo, e lo fa ancora oggi, «Ormai lo lascio stare, perché so che sta progettando un nuovo razzo o qualcosa del genere».

 

Gli amici ricordano che Musk portava a scuola modellini di razzi e li faceva decollare durante la ricreazione.

 

Più avanti con gli anni, ripeteva «Mi piacciono molto i videogiochi, ma se anche ne progettassi di bellissimi, che influenza avrei sul mondo? Ben poca.
Di solito giungeva alla stessa conclusione: Internet, le energie rinnovabili e i viaggi spaziali erano le tre aree che nel prossimo futuro si sarebbero trasformate in modo più radicale, e i tre mercati in cui il suo lavoro poteva avere l’impatto maggiore.

 

Si ripromise di avviare progetti in tutti e tre quei settori. «Parlavo di queste idee a tutte le mie ex ragazze e alla mia ex moglie. Dovevo sembrare pazzo, immagino».

 

La sua determinatezza è evidente quando disse ad un investitore in venture capital: «Ho la mentalità di un samurai», lo informò. «Preferirei commettere seppuku piuttosto che fallire».

 

Anche il suo carattere piuttosto scontroso, sua moglie ad esempio diceva che mi faceva continuamente notare i miei difetti. «Sono tua moglie, non una tua dipendente», Elon rispondeva. «Se tu fossi una mia dipendente ti licenzierei», ribatteva.

 

È una persona molto intelligente, «Le persone molto intelligenti a volte faticano a capire che non tutti riescono a stare al passo con loro», ripensò al suo stage alla Bank of Nova Scotia: la lezione più importante che aveva imparato in quel periodo, ovvero che i banchieri sono ricchi e stupidi, ora gli sembrava una straordinaria opportunità da sfruttare.

 

Dopo la vendita di Pay Pal si dedicò allo sviluppo delle sue passioni.

 

Quando si sparse la voce sulle ambizioni di SpaceX, i migliori progettisti di Boeing, Lockheed Martin e Orbital Sciences con una tolleranza elevata al rischio si trasferirono nella startup.
Certo le difficoltà all’inizio erano enormi, non solo di tipo finanziario, fu un lavoro lungo e stressante, intercalato da esplosioni (che i tecnici chiamavano eufemisticamente “smontaggi rapidi non previsti”)

 

Su Tesla, il piano originale era di fare il meno possibile per distinguere stilisticamente la macchina da una Lotus.

 

Durante il lavoro, Elon e il resto del Cda ci dissero: «Avete una sola possibilità di riuscire. Il cliente deve restare a bocca aperta, e la Lotus non è abbastanza bella». Era raro che Tesla fermasse il lavoro per analizzare nel dettaglio una situazione. L’azienda sceglieva un piano d’attacco, e se falliva in qualcosa falliva in fretta e tentava subito un nuovo approccio.

 

Tesla era riuscita a tenere abbastanza bassi i costi legati al personale.

 

Assumeva i neolaureati di Stanford, una delle università più prestigiose degli Stati Uniti, a 45.000 dollari anziché gli esperti da 120.000 che probabilmente non avevano neppure altrettanta voglia di lavorare sodo.

 

In Silicon Valley si parlava di lui con quel nome strano, che spendeva tutti quei soldi per costruire razzi e auto elettriche, testimoniando una miscela di coraggio, estro creativo e incomprensibile temerarietà.

 

Di fatto vige il detto che non esistono persone famose ed equilibrate. Se fossero equilibrate non proverebbero a diventare famose.

 

Curioso anche il suo approccio con le donne, ricorda così l’incontro con l’attrice britannica Talulah Riley: «Era davvero bella, ma quello che mi frullava in testa era: Oh, immagino che siano due modelle». Sai, con la maggior parte delle modelle non si riesce a fare conversazione. Ma Talulah parlava molto volentieri dei razzi e delle auto elettriche. Era quella la cosa interessante.

 

Space X era nata per portare in orbita satelliti spia, per le comunicazioni, per la televisione, Internet, la radio, la meteorologia, i GPS e i servizi di imaging.

 

In Space X, un ex dirigente ha descritto l’atmosfera che si respira in azienda come una macchina del moto perpetuo, alimentata da una strana miscela di insoddisfazione e ottimismo incrollabile.

 

Nei colloqui di assunzione cercavamo persone che avessero costruito macchine fin dall’infanzia ed il colloquio con Elon, poteva durare dai trenta secondi ai quindici minuti.

 

Si dice che Elon abbia una gran capacità di prendere decisioni importantissime con grande rapidità.

 

È così ancora oggi.

 

Tesla crea la prima auto “Model X” (qui) per soppiantare la tecnologia delle auto tradizionali che finiscono per trasformare l’input della benzina nell’output della propulsione con un’efficienza del 10-20 per cento. Infatti gran parte dell’energia (circa il 70 per cento) va perduta sotto forma di calore nel motore, mentre La Model S invece ha solo una dozzina di parti mobili: il pacco batterie invia istantaneamente l’energia al motore grande come un’anguria che fa girare le ruote.

 

La “Model S” (qui) è efficiente al 60 per cento circa, e dissipa quasi tutto il resto in calore.
L’auto non ha necessità di cambi d’olio o rodaggi di cui preoccuparsi, perché la “Model S” non ne aveva bisogno, essendosi sbarazzata di gran parte delle componenti meccaniche dei veicoli a combustione interna.
Tesla si era efficiente anche nell’assitenza. Mentre il proprietario dormiva, i tecnici di Tesla accedevano all’auto tramite la sua connessione Internet e installavano aggiornamenti del software.
Ha inoltre creato un’App per smartphone che permette di accendere a distanza l’aria condizionata o il riscaldamento e di visualizzare su una mappa il punto in cui è parcheggiata l’auto.
Altri aggiornamenti software miglioravano le prestazioni della “Model S”: dalla sera alla mattina apparivano nuovi controlli di trazione per la guida in montagna o in autostrada, o l’auto iniziava a ricaricarsi molto più velocemente di prima, o acquistava nuovi controlli vocali.

 

Tesla aveva trasformato l’auto in un gadget: un dispositivo che continuava a migliorare anche dopo averlo comprato.
In sintesi l’auto Tesla cambia radicalmente l’idea del mezzo di trasporto. È un computer su ruote.

 

Elon Musk aveva costruito l’equivalente automobilistico dell’iPhone.

 

L’auto è in grado di individuare gli ostacoli e prevenire le collisioni, e può guidarsi da sola tramite il GPS. «Più avanti sarà possibile chiamare la macchina», disse Musk. «Verrà da voi ovunque vi troviate. È un’altra cosa che mi piacerebbe fare. Molti dei nostri progettisti lo stanno scoprendo in questo istante, insieme a voi. Vorrei che il connettore di carica si infilasse da solo nella macchina, come un serpente. Penso che faremo qualcosa del genere.»

 

«Quando il vero self-driving sarà approvato dalle autorità di regolamentazione, si potrà chiamare la propria Tesla da qualsiasi luogo», ha scritto Musk sul sito ufficiale, in quella che ha definito «Parte Seconda del Piano Generale di Tesla.»
«L’auto verrà a prendervi e voi potrete dormire, leggere o fare tutto quello che volete mentre andate a destinazione. Inoltre potrete aggiungere la vostra auto alla flotta condivisa di Tesla, semplicemente premendo un pulsante sull’app Tesla del vostro telefono, e l’auto produrrà un guadagno per voi mentre siete al lavoro o in vacanza, coprendo interamente o addirittura superando il costo del leasing mensile.»

 

Che dire è un vero visionario, anche se l’immagine di Musk nei panni di un esperto di design mi è sempre sembrata bizzarra. Ha la mentalità del fisico e il temperamento dell’ingegnere.

 

Elon dice: «Ho un temperamento ossessivo-compulsivo. So essere uno stronzo e faccio sbagli come chiunque altro, ma ho la scorza dura perché ho accumulato molte cicatrici. L’importante per me è vincere, anzi stracciare gli avversari. Chissà perché? Probabilmente dipende da qualche inquietante buco nero psicanalitico o cortocircuito neurologico.»

 

Ashlee Vance scrittore del libro da cui ho preso spunto per scrivere questo Post, dice: ha gli stessi difetti, commette gli stessi errori e affronta gli stessi ostacoli di chiunque altro, ma resto ancora convinto che Musk porterà a compimento le sue missioni. Non è programmato per fallire.

 

Per chi volesse approfondire i temi trattati suggerisco l’acquisto del libro: Elon Musk “Tesla, Space X e la sfida per un futuro fantastico” di Ashlee Vance, Hoepli editorie (qui per acquistarlo).

 

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