Europa dei Cittadini e delle Imprese, un’opportunità e una risorsa che troppo spesso diamo per scontata.

di Lapo Secciani



Una missione di tre giorni a Bruxelles, nel cuore politico dell’Europa, utile per tessere relazioni, per confrontarmi con gli attori della politica comunitaria e per conoscere in modo più approfondito le dinamiche e le logiche che governano il parlamento Europeo.


Un’esperienza intensa, che ho avuto modo di vivere grazie all’invito della Fondazione Ora! con la quale abbiamo deciso di portare alle istituzioni europee il nostro progetto Accelerazione Italia, una proposta alternativa al reddito di cittadinanza, che punta sulla valorizzazione del Saper Fare, del merito e del talento.


L’Europa e la sua unità sono un valore unico e imprescindibile, del quale non si può fare a meno, perché capace di garantire opportunità e competitività alle imprese e diritti alle persone. Grazie all’Europa siamo più forti, come Paese e come individui; un beneficio che troppo spesso diamo per scontato, ignorando cosa saremmo oggi senza un’Europa unita e concentrandoci invece su quelle piccole cose che ancora possono essere migliorate.


Un modo miope di vedere le cose, che non aiuta a far crescere questo straordinario progetto di integrazione sociale, culturale ed economico.


Torno a Modena e in Italia con la consapevolezza e la convinzione che non può esistere un’Italia competitiva senza un’Europa unita; oggi quando indichiamo il mercato domestico parliamo di mercato comunitario, non più di mercato nazionale o locale.


Grazie all’Unione Europea i nostri distretti produttivi e industriali sono sempre più interconnessi con gli altri distretti europei, questa interconnessione crea sinergie, sviluppa innovazione e aumenta il livello di benessere. Io appartengo al territorio Modenese, terra che vive di distretti, importanti e incisivi, dall’automotive, passando per il biomedicale, il tessile fino ad arrivare alle ceramiche; posso confermare quanto le imprese, anche le PMI, del territorio siano interconnesse tra loro e collegate e legate ad altre realtà europee.


Tutto questo esiste ed è possibile perché esiste l’Europa.


In quei tre giorni passati a Bruxelles ho percepito in maniera netta quanto l’Unione Europea sia un’opportunità per le imprese e per l’Italia; poiché attraverso i vari uffici delle regioni e grazie alle istituzioni europee è possibile costruire relazioni, sinergie e cooperazione tra soggetti economici di paesi differenti; da queste relazioni si può comprendere quali siano le necessità, le esigenze e le problematiche comuni, trovando ad esse soluzioni, oltre che dare modo agli stessi imprenditori di costruire opportunità economiche, capaci di creare benessere e di distribuire ricchezza.


Per cogliere però appieno le opportunità che l’Europa offre occorre trovare risposte capaci di migliorare l’integrazione tra i popoli europei, azione che a mio avviso può essere compiuta solo e soltanto attraverso la promozione di una cultura europea condivisa da tutti gli stati membri, da inserire all’interno di una riforma scolastica comunitaria. Accanto a politiche volte alla costruzione di un popolo europeo, capace di creare una reale unità nel rispetto delle diversità, è altresì necessario informare e divulgare, nei singoli territori, quelle che sono le attività e il lavoro quotidiano svolto dall’Europa e all’interno del Parlamento Europeo.


Ad oggi non sono le politiche europee a sostegno delle economie e degli interessi dei Paesi membri a mancare, ma una consapevolezza diffusa e accettata di cosa sia l’Europa unita e di quanto questo progetto sia utile, tanto alle Persone, quanto alle Imprese. 


Serve costruire una narrazione efficace e semplice, capace di colpire il cuore delle persone, basata sui fatti, realistica e in grado di comunicare quelle che sono le opportunità, del vivere all’interno della Comunità Europea, rispetto agli ostacoli e alle difficoltà.


Serve contrastare una narrazione populista che ha trasformato il “ce lo chiede l’Europa” in “è colpa dell’Europa”, una bugia inventata per nascondere la necessità di taluni interventi dolorosi, proprio perché mai intrapresi per anni.


Non dovrebbe chiedercelo l’Europa di avere una sanità funzionante, un sistema energetico autosufficiente, una giustizia rapida ed efficiente. Non dovrebbe chiedercelo l’Europa di avere controlli sanitari di alto livello sull’alimentazione, regole per il rispetto dei diritti umani, un’economia sostenibile e un debito sopportabile.


Queste sono richieste figlie del buon senso e dobbiamo essere, per primi, noi Italiani a pretenderle, o almeno dovremmo. E se per mettere in pratica queste giuste misure abbiamo bisogno che ce lo vengano a ricordare altri, perché da soli non siamo assolutamente in grado, allora meno male che ce lo chiede l’Europa.


Bisogna evitare di minimizzare e sottovalutare l’unica vera fortuna a cui il nostro Paese è rimasto ancorato negli ultimi 20 anni: l’Europa comunitaria. Se i “politici” dentro i paesi (e in particolare in Italia) non raccontano ciò non è nell’interesse dei cittadini, ma solo ed esclusivamente nel loro interesse: per continuare a sopravvivere e farsi scudo, della loro incapacità di fare riforme, riparati del “nemico Europa”.


Vi lascio con 5 spunti utili a sottolineare quanto l’Europa e la sua coesione degli Stati membri è indispensabile per noi, Italiani e cittadini europei; un manifesto utile, in questi tempi dove si tende a dare per scontano benefici che scontati non lo sono e mai dovrebbero esserlo.


A. Il mercato unico

La pace tra i popoli deriva dall’armonia fra economie. Questa intuizione geniale è la fortuna più grande che inconsapevolmente viviamo e a permesso una crescita enorme portando l’economia europea ad essere la maggiore del mercato mondiale.


B. 4 libertà fondamentali

1. La libera circolazione delle persone che è molto di più di una libertà turistica poiché questa è collegata alla libertà di ogni cittadino di stabilirsi in ogni Stato membro con pari diritti dei residenti.

2. La libera circolazione delle merci allarga la portata che offre il mercato interno, aumentando le possibilità di crescita delle imprese, degli imprenditori e quindi dei dipendenti, dando vita alle norme di tutela dei consumatori, voluta dall’Europa e prima inesistenti.

3. La libera circolazione dei capitali è stato il principio assoluto che ha consentito di realizzare buona parte del mercato unico, unione monetaria compresa, permettendo la realizzazione della libertà di circolazione dei lavoratori e della libertà di stabilimento in ogni Paese dell’Unione. 

4. La libera circolazione dei servizi garantisce al lavoratore che si sposta in un altro Stato la parità di trattamento rispetto ai lavoratori che di quel paese hanno la nazionalità; una riforma di grande importanza, per imprese e lavoratori, in termini di tutela dell’uguaglianza e lotta alla discriminazione sul lavoro.


C. Unione Monetaria e Unione Bancaria

La crisi ci sarebbe stata anche con la Lira, che sarebbe andata in pezzi con l’economia italiana al seguito. L’Euro è stato però uno dei pochi baluardi nella crisi: ha conservato il suo valore, permettendo ai risparmi di milioni di cittadini di non volatilizzarsi nel nulla. La moneta unica permette immediatezza negli scambi, maggiore stabilità e maggiore crescita.

Prima dell’Euro in Italia si faceva così: politiche dissennate, crescita zero e debito alle stelle, tanto poi si svalutava la Lira; un modus operandi che ci ha portato sull’orlo del disastro. E proprio l’Euro ci ha salvato.


D. I diritti

Esiste oggi un bagaglio granitico di tutele che ogni cittadino europeo possiede, indipendentemente dalla sua nazionalità. La stragrande maggioranza delle leggi che tutelano l’uguaglianza sul posto di lavoro, il diritto a un giusto processo, il rispetto dell’ambiente, la tutela della salute sono europee. 


E. Le fondamenta di una pace duratura

Sembra un’ovvietà oggi. L’Unione Europea è figlia dei conflitti più terribili della storia e nasce da una fondamentale intuizione dei suoi padri: la pace tra i popoli passa prima dalla pace tra le economie. Dietro il mercato, dietro la moneta unica e dietro alcuni esempi di burocrazia che possono sembrare inutili, vi è il più grande progetto di pace, convivenza e fratellanza mai sperimentato nella storia.

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