Fermarsi a pensare

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Invasion of the Barbarians or The Huns approaching Rome - Color Painting

di Alessio Pecoraro
@alessiopecoraro

 

Poco meno di tre anni fa quando è nata l’idea di innòva abbiamo deciso di raccogliere talenti e metterli in connessione tra loro per promuovere e creare innovazione. Lo abbiamo fatto a Reggio Emilia, in una città che fa parte di un territorio eccezionale, l’Emilia Romagna, in cui vivono tantissimi talenti che lavorano ogni giorno sui temi dell’innovazione tecnologica e sociale. Un luogo in cui si può pensare e costruire il domani. Abbiamo dato vita ad un bellissimo laboratorio di idee e innovazione che anno dopo anno ha coinvolto sempre più persone, ognuno con il suo curriculum e i suoi interessi, attorno al tema del futuro.

 

Viviamo un epoca di molteplici connessioni e sempre più veloci. Una recente indagine dell’istituto YouGov ha rivelato che per l’87% degli italiani lo smartphone è la cosa a cui non potrebbero rinunciare perfino in vacanza. Nell’epoca di internet l’ideologia sta via via rendendo sempre meno importante la competenza. Così viviamo il paradosso di avere a disposizione, nel palmo di una mano, un numero infinito di informazioni ma non le usiamo, ci rinchiudiamo nelle nostre bolle utili solo a rafforzare i nostri convincimenti (giusti o sbagliati che siano) senza l’ausilio di dati e ricerche.

 

Grazie anche ai social network ognuno si sente quasi in dovere di far conoscere la propria opinione su tutto, spesso (troppo spesso) senza averne le competenze. Così rinchiusi ognuno nelle proprie gabbie ideologiche, come nel piccolo mondo antico di Guareschi ma senza il rapporto umano che contraddistingueva i suoi personaggi più celebri, il parroco Don Camillo e il sindaco comunista Peppone, qualsiasi cosa è diventata buona per buttarla in rissa.

 

Così in un vortice di parole a mezzo byte e scritte sui muri virtuali di Facebook e degli altri social network sono arrivati i nuovi barbari. Alessandro Baricco nel suo libro che si intitola proprio “I Barbari” dice che è dall’alto che bisognerebbe guardare. È dall’alto che forse si può riconoscere la mutazione genetica, cioè le mosse profonde che poi creano, in superficie, i guasti che conosciamo.

 

Abbiamo deciso di seguire il consiglio di Baricco e salire fino ai 484 metri sul livello del mare di Cortona. È da li che vogliamo osservare, interrompere il flusso di parole ed ascoltare, osservare ed ascoltare. Al tempo delle dirette Facebook, di Instagram che diventa tv, dei tweet a tutte le ore del giorno e della notte c’è bisogno di un esercizio nuovo: pensare.

 

Il barone Charles-Louis de Secondat noto come Montesquieu (1689-1755), in un suo saggio ci esorta a riflettere. Il pensare crea silenzio e si nutre di silenzio perché è un «parlare a se stessi». Ed è proprio questo che manca a chi parla troppo agli altri, correndo il rischio di proporre appunto il vuoto, l”aria fritta, la banalità. Ecco perché sono necessari la meditazione, l’ascolto, la lettura. Nelle sue prediche volgari San Bernardino da Siena aveva una bella battuta: «Dio ti ha dato due orecchi e una lingua, perché tu oda più che tu parli».

 

C’è un pezzo importante dello schieramento riformista italiano che dal prossimo 30 agosto al prossimo 2 settembre si riunirà a Cortona. Abbiamo accolto il loro invito ed abbiamo deciso di esserci anche noi, per ascoltare, confrontarci ed imparare. Vogliamo osservare, senza tifare, discutere, senza litigare, imparare, senza assecondare.

 

Verso la conclusione del suo libro sui barbari Baricco scrive: «Nella grande corrente mettere in salvo ciò che ci è caro. È un gesto difficile perché non significa mai metterlo in salvo dalla mutazione, ma, sempre, nella mutazione, Perché ciò che ci salverà non sarà mai quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare, perché ridiventasse se stesso in un tempo nuovo».

 

Ecco in questa epoca di mutazione che, molti di noi cresciuti nel filone dei Cliton e dei Blair fino a Obama e Renzi, faticano a comprendere c’è bisogno di ridiventare noi stessi in un tempo nuovo. Noi che vogliamo innovazione e futuro correre assieme, noi che non ci riconosciamo in un cognome altrui ma che amiamo definirci “noistessiani”, noi che dai barbari non vogliamo scappare ma imparare a comprenderli, noi che tra l’Olanda al mondiale del 1974 e la smart city troviamo un senso anderemo a Cortona con lo spirito e la libertà di innòva.

 

C’è una frase dello scrittore inglese Chesterton che è bene tenere sempre a mente: «Il mondo non finirà per mancanza di meraviglie, ma per mancanza di meraviglia», il nostro viaggio è aperto a chi vorrà aggiungersi perché vogliamo metterci in cammino insieme, la salita per osservare i barbari dall’alto, come dice Baricco, non sarà un momento di fatica ma di stupore. Guarderemo la mutazione dall’alto e ci lasceremo ammaliare dalla bellezze, che c’è in ogni cosa, perché per costruire l’alternativa c’è bisogno di fermarsi a pensare.