I SINDACI DEVONO GIOCARE LA SFIDA DEL 5G

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intervista di Marco Lasagna*

Sindaco Matteo Ricci, presidente di ALI-Autonomie locali italiane: le potenzialità del 5G interessano anche la sfera pubblica?

«La sfida del 5G sta dentro a quella delle smart city. Semplificare la vita dei cittadini è l’obiettivo a cui devono guardare le nostre città. Questa infrastruttura è fondamentale per rendere il Paese omogeneo. Aumentando efficacia e velocità, migliorando la nostra competitività e riducendo i divari attuali tra territori. Le applicazioni, anche nella dimensione pubblica, sono innumerevoli in ogni settore. In definitiva è un punto che riguarderà il futuro delle imprese, della sanità, della mobilità, della pubblica amministrazione e della sicurezza. Contribuendo a migliorare la qualità della vita delle persone».

Lo scenario attuale può agevolare la lotta contro il digital divide?

«Partiamo da una considerazione: oggi lo spazio vale molto più di prima. La fase del lockdown ha messo in evidenza tutta la sua importanza con riflessi evidenti su ambiti come il turismo e sulle politiche abitative. Ma è anche un ribaltamento di quel modello di sviluppo che è andato affermandosi negli ultimi decenni e che ha privilegiato i grandi centri a scapito dei piccoli Comuni e delle aree interne. Il cambio di paradigma rappresenta adesso una grande opportunità per i nostri borghi».

In che modo?

«Lo svuotamento delle aree interne verso i centri urbani è andato avanti a lungo, ma oggi si presenta l’occasione per una possibile inversione di tendenza. Occorre però orientare sul tema una parte importante delle risorse europee che verranno, in modo da favorire questo riequilibrio territoriale e ridare slancio ai piccoli centri che nel tempo hanno perso terreno a vantaggio delle città. Per concretizzare il disegno, dunque, dobbiamo investire sulle infrastrutture e sul digitale, utilizzando i fondi del Recovery Fund. Se non lo facciamo, rischiamo di perdere un treno che passa solo una volta».

Quale appello si sente di fare ai sindaci che ad oggi si sentono ancora indecisi ad accettare questa sfida rivoluzionaria sulle nuove infrastrutture del 5G?

«Abbiamo visto che il tema tecnologico esce rafforzato dalla pandemia. Ci sono necessità che non si possono più rimandare. I sindaci devono giocare con grande coraggio la sfida del 5G: se perdiamo l’opportunità di modernizzazione delle città e del Paese resteremo indietro. Sicuramente sono necessarie iniziative di formazione per gli amministratori e campagne di informazione per tutti sul tema. Ma bisogna accelerare: per questo motivo, stiamo lavorando come Ali a una rete di Comuni pro 5G per sensibilizzare i cittadini sui vantaggi di questa tecnologia. Bisogna anche insistere sulla diffusione della banda ultralarga, che è un punto strettamente interconnesso. Velocizzando il processo di modernizzazione e recuperando i ritardi».

*designer, appassionato di innovazione