IL COVID SARÀ UN JEANS A ZAMPA O UN SANDALO CON IL CALZINO?

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di Matteo Spaggiari

Siamo in piena fase boh, ovvero sia nessuno ha capito se stiamo uscendo dall’emergenza o è solamente la quiete prima di una nuova tempesta. Abbiamo parlato per mesi e mesi di contagi, morti e guariti, abbiamo pianto davanti alle immagini delle bare di Bergamo portate via dai camion dell’Esercito, abbiamo empatizzato con persone di cui non conoscevamo nemmeno il nome, abbiamo pensato (e scritto) “ne usciremo migliori”, abbiamo capito di essere dannatamente delicati, abbiamo imparato ad apprezzare un sorriso, abbiamo amato il calore di un abbraccio. Tutto al passato perché tutto è passato.

Ci siamo dimenticati di tutte queste piccole gemme che questo nero lockdown ci aveva concesso e siamo tornati a litigare come cani randagi. I fedeli della quarantena contro i liberal party, i pro-mascherina contro i no-mascherina, quelli che stringono mani e fanno selfie contro quelli con un cervello.

Però, in mezzo a questa confusione una cosa è certa, il Covd-19 non è più di moda, diciamo che dobbiamo solo capire se diventerà come i jeans a zampa d’elefante (ritornerà ciclicamente) o come i sandali con i calzini (casi in calo e circoscritti alla Riviera Romagnola in estate).

Con il passaggio da tendenza a vintage, anche il coronavirus inizia a sentire il primo abbassamento di popolarità. Prima era presente nelle canzoni commerciali e ora è relegato all’indie, prima era su tutte le prime pagine e ora è rimasto solo in quelle dei necrologi, prima ne parlavano tutti e ora (fortunatamente) ne parlano solo i “professoroni”.

Ma perché questo triste e inesorabile declino?

Semplice, è tornata la campagna elettorale per le regionali.

Vi lascio un momento per finire di scoppiare i botti per la felicità.

Si, siamo in campagna elettorale e i nostri politici si sono ripresi tutto quello che era loro (non saprei scriverlo in lingua originale, ma andrebbe letto con la voce di Genny Savastano uno dei protagonisti di Gomorra). Ospitate televisive, dirette Instagram, interviste ai giornali e tour elettorali. Tutto nel rispetto delle normative post-Covid.

No, non è vero, nessuna delle regole per evitare il contagio è stata seguita. Mascherine abbassate alla reunion del centrodestra (me li ricordavo diversi i Ricchi e Poveri) e cascate di selfie (posso? Ah no?) da far impallidire Lady Gaga senza il rispetto delle distanze di sicurezza. Conferenze stampa utilizzando la propria mascherina come antistress rendendo totalmente inutile il suo utilizzo. Strette di mano a tutti i propri sostenitori senza guanti e/o utilizzo del tocco di gomito. Diciamo che se avessero preso e condannato al rogo un virologo a caso, avrebbe fatto pensare molto meno alla possibilità di essere in un secondo Medioevo. Però, sono certo di essere io “quello sbagliato”.

Per concludere, dato che il Covid è passato di moda, non è meglio utilizzare qualche piccola accortezza per farlo rimanere tale ed evitare che ritorni prepotentemente come l’amore verso gli anni ’80?

P.S.

Se qualcuno, leggendo questo articolo si è sentito offeso probabilmente avrà come screen åsaver una gigantografia del Senatore Simone Pillon. Dunque è giusto che si indegni per un articolo volutamente ironico.