IL DIGITALE IN AIUTO DELLA DEMOCRAZIA

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Lo scorso 27 marzo per la prima volta un parlamento regionale si è riunito in modalità telematica grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie. A presiedere l’aula virtuale Emma Petitti, neo Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, che nonostante le restrizioni imposte dalle misure di contenimento alla diffusione dell’epidemia coronavirus ha dato continuità – grazie al digitale – all’attività democratica. La Petitti da sempre attenta al mondo dell’innovazione ha fatto compiere un passo nel futuro all’organo elettivo emiliano-romagnolo, l’abbiamo raggiunta per chiederle come è nata e come si è sviluppata l’idea.

Petitti l’idea di convocare l’assemblea in web conference come è nata?

«In questo momento delicato dettato dall’emergenza del Coronavirus, ci siamo posti una semplice domanda: possiamo bloccare l’attività legislativa regionale in una fase in cui più che mai le persone ci chiedono di esserci?»

Che risposta vi siete dati? 
«La risposta è venuta da sè. Non potevamo fermare l’attività del consiglio regionale, fondamentale per la rappresentanza democratica e per la prosecuzione dell’attività legislativa. Da qui l’idea di rendere la seduta dell’Aula virtuale attraverso una web conference. In questo modo, pur rispettando tutte le restrizioni determinate dal Coronavirus, l’Assemblea legislativa ha continuato e continuerà a operare ed essere efficiente. Mai come adesso le Istituzioni devono agire senza fermare o rallentare l’attività ordinaria. Oggi la tecnologia ci permette di essere connessi tra noi seppur a distanza. Un’opportunità che va sfruttata e anzi utilizzata a nostro favore. Da settimane, con questa modalità telematica, abbiamo svolto diversi Uffici di Presidenza e riunioni di Capigruppo. Gli spostamenti devono essere limitati il più possibile, i contatti tra le persone pure, a interesse della tutela della salute pubblica. Questo però non significa arrestarsi, ma trovare delle soluzioni alternative. Oggi la priorita è che la Regione, insieme al Governo, alle Province e ai Comuni, continui a lavorare e individuare delle misure per uscire il prima possibile da questa situazione e per limitare al massimo i danni economici».

Siete stata la prima Assemblea regionale a scegliere la strada della web conference. Quali sono le principali differenze tra la convocazione “classica” e quella “on-line”?

«La tecnologia, sicuramente, non può sostituire il contatto umano. Ora però la cosa fondamentale è rimanere operativi e al servizio della comunità, salvaguardando la salute di tutti. Ma, a mio avviso, non si è trattato di una semplice videoconferenza: abbiamo messo in campo un sistema innovativo e all’avanguardia che rappresenta uno strumento di democrazia digitale trasparente e in linea con i nostri regolamenti».

Dal punto di vista tecnico avete riscontrato problemi o disservizi?  

«Il giorno prima della seduta abbiamo svolto tutti insieme delle prove tecniche per testare il funzionamento del programma e per “orientarci” all’interno di questa nuova modalità di lavoro. Ha funzionato. La scaletta è stata rispettata e ciascun consigliere ha avuto modo di votare e intervenire senza problemi».

Quanta gente era collegata? 

«Eravamo circa una quarantina. Io in qualità di presidente ero l’unica fisicamente in viale Aldo Moro insieme al direttore e alcuni funzionari. I consiglieri e le consigliere erano invece tutti a casa davanti a un computer».

Come sono stati gestiti i lavori?

«Si è svolto tutto come da programma: ordini del giorno, comunicazioni, votazioni, interventi, informativa del Presidente Bonaccini sulla situazione Covid-19 in Regione. Abbiamo aperto l’Assemblea con un minuto di silenzio per le vittime e un sentito ringraziamento a tutti coloro che sono in prima linea per contenere la diffusione dell’epidemia. Non nascondo che questi momenti siano stati di forte commozione».

Per la realizzazione dell’intervista si ringrazia Benedetta Cicognani