Il futuro del riformismo, prima le persone

di Vittorio Pecoraro



Siamo ragazze e ragazzi che in questi anni hanno dedicato le loro energie al Partito Democratico. Ci siamo sempre riconosciuti nella migliore tradizione riformista italiana e crediamo in una sinistra di governo capace di tenere insieme idealità e realtà, senza cedere alla sirene del massimalismo.


In ogni angolo d’Italia abbiamo lavorato per rendere il nostro Partito uno spazio aperto, di dialogo costruttivo e propositivo, in cui le diverse storie, politiche, culturali ed umane potessero contaminarsi a vicenda per costruire una nuova idea di Paese.


Abbiamo condiviso scelte importanti prese in questi anni, prima fra tutte quella di aderire alla famiglia dei Socialisti Europei, e abbiamo sostenuto la recente stagione dei governi del centrosinistra, rivendicando il valore dei loro provvedimenti, come il reddito d’inclusione, gli ecoreati, il divorzio breve, la legge sul dopo di noi, il biotestamento e le unioni civili.


Il Partito Democratico ci ha posto di fronte ad una nuova sfida congressuale, una sfida celebrata mentre il Paese sembra egemonizzato culturalmente e politicamente dalle nuove destre, oltre che impaurito e diviso al suo interno.


Dobbiamo ripartire dal riconoscere i nostri errori e affrontare le ragioni della sconfitta, senza perdere tempo in una continua polemica solo interna e retrospettiva. È arrivato il momento di tornare in campo, per offrire un’alternativa di speranza e opportunità, per tutti.


Noi siamo fermamente convinti che il perimetro da difendere sia quello della della democrazia liberale, ma non ci può essere nessuna libertà senza eguaglianza. Ecco perchè dobbiamo moltiplicare gli sforzi nella riduzione delle disuguaglianze economiche, sociali ed ambientali, partendo dal rilancio di quel grande strumento di promozione e protezione sociale che è stato il nostro welfare e dall’avvio di una stagione di investimenti pubblici che sappia coniugare sviluppo e questioni ambientali, un grande ​New Deal ​verde italiano ed europeo.


Grandi sfide però richiedono un partito nuovo, non nell’estetica, ma nella sostanza. Un contenitore aperto alla società e l’intellettualità, che torni a ridare valore alla militanza e sappia mettere al centro un reale rinnovamento generazionale, tema trascurato dalle precedenti segreterie.


Noi per fare tutto questo pensiamo che occorra non sono costruire una comunità coesa, ma anche darsi una prospettiva chiara e radicale, che siamo convinti che oggi solo l’elezione a Segretario di Nicola Zingaretti possa garantire.


Ci rivolgiamo allora a tutti i giovani che hanno a cuore le sorti di uno dei più grandi partiti riformisti d’Europa per chiedere domani di andare a votare alle primarie per la mozione Zingaretti. È tempo di scegliere. Prima le persone.

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