Il modello start-up è fallito?

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Nell’arco di poco meno di vent’anni, la parola “start-up” è passata da etichetta più desiderata da sfoggiare a un buffet metropolitano a formula in grado di far inarcare sopracciglia se non proprio alzare gli occhi al cielo durante una riunione di lavoro. Per Riccardo Maggiolo, fondatore del Progetto Job Club, l’ideologia della Silicon Valley è in crisi e l’Italia, se vuole ripartire, non deve seguirla (qui l’articolo completo pubblicato su HuffPost).

Non è d’accordo con la tesi di Maggiolo Patrizio Donnini Gallo, imprenditore fiorentino che ha lanciato Keesy la start up del turismo che vuole offrire una soluzione innovativa per chi gestisce strutture extra-alberghiere.

Non concordo completamente con l’artcilo di Maggiolo, perché ritengo che abbia affrontato alcuni punti di vista ma ne abbia ignorato altri. Alcuni punti trattati meriterebbero molta discussione ma per me rimane un punto fisso: le start-up, in gran parte tecnologiche, hanno portato e porteranno immensi vantaggi alla società.

La tecnologia, in tutti i campi, sta portando benefici su tanti aspetti. È vero ci sono tanti problemi nelle start-up, ma facciamo alcuni esempi:

  • Uber ha introdotto nuovi modi di muoversi e di spostarsi;
  • Tesla, prima o poi, con i driverless cars contribuirà enormemente nella lotta ai cambiamenti climatici;
  • Amazon, che è stata una start-up e ora fa grandi profitti, ha rivoluzionato il modo di comprare. Sicuramente riducendo la possibilità di acquistare sotto casa ma permettendo di avere ciò che si cerca in tempi ridotti e confrontandola con il mercato per ottenere il miglior prezzo;
  • Teladoc potrebbe rivoluzionare il modo di relazionarsi (online) con medici e terapeuti;
  • Crowdstrike ha creato un sistema innovativo di protezione contro gli hackers aumentando la sicurezza in un ambito sempre più pericoloso;
  • Shopify ha permesso ai commercianti di vendere i loro prodotti in maniera più efficiente;
  • Zoom ha creato un modo di comunicare visualmente a distanza favorendo, tra l’altro, il lavoro a casa propria in questo periodo storico.

Ci sono decine di aziende che, tramite tecnologie e innovazioni di vario genere, stanno trasformando il modo di vivere di milioni di cittadini.

In ogni caso, le start-up sono un contenitore di nuove idee ed un’Universita per gli imprenditori che spesso escono dal mondo dell’istruzione senza alcune conoscenze e – infine – confrontare il sistema americano con quello italiano, attuale, non è ragionevole.

Negli Stati Uniti d’America ci sono a disposizione enormi capitali, gli investitori non esitano a finanziare progetti di aziende in cui credono, ben consapevoli dei rischi e gran parte di loro sono veri e propri visionari che si aspettano non solo un ritorno economico dal loro investimento, ma anche la possibilità di vedere un futuro diverso.