In Cina sono pronti al Grande Fratello

di Alessio Pecoraro
@alessiopecoraro

 

Se pensiamo al Grande Fratello l’associazione immediata è con il programma televisivo teatro, recentemente, della telerissa tra Fabrizio Corona e Ilary Blasi. Il reality show però prende il nome dal personaggio di un romanzo, 1984 di George Orwell, ed è proprio al personaggio inventato dallo scrittore britannico che la Repubblica Popolare Cinese deve essersi ispirata per il nuovo programma di “credito sociale” (SCS).

 

Una sorta di scheda di valutazione personale per il miliardo e 400 milioni di cittadini cinesi. Da qui a pochi anni – si legge nel programma ufficiale del Partito Comunista – consentirà alle persone affidabili di muoversi in libertà impendendo invece, ai meno affidabili, di fare anche solo un piccolo passo.

 

Considerando l’impegno della Cina nel campo dell’intelligenza artificiale questo sistema sarà supportato dai più moderni meccanismi tecnologici di sorveglianza: telecamere a riconoscimento facciale, body scanning, geo tracking in modo da monitorare da vicino ogni singolo cittadino.

 

A determinare il punteggio sarà poi l’accesso ad archivi più tradizionali: archivi amministrativi, cartelle mediche, registri finanziari, valutazioni scolastiche e casellari giudiziari.

 

Nel caso del sistema di crediti studiato da Sesame (uno dei partner tecnologici del progetto controllata dal colosso dell’e-commerce Alibaba) i cittadini saranno misurati su una scala compresa tra 350 e 950 punti e i fattori presi in considerazione saranno: il rispetto delle scadenze delle bollette, la capacità di adempiere ai propri obblighi contrattuali, la veridicità delle informazioni personali (ad esempio il numero di cellulare e l’indirizzo), le abitudini d’acquisto e il tenore dei commenti sui social network. 

 

I cittadini che otterranno i migliori punteggi riceveranno trattamenti vip in hotel e aereoporti, prestiti agevolati, corsie preferenziali per entrare nelle migliori università, posti di lavoro migliori, ma anche “regali”. La casa automobilistica Ford ha concesso ai cittadini con un punteggio superiore ai 700 punti di provare, gratis, per tre giorni l’ultimo modello lanciato sul mercato. I più scarsi invece rischiano il divieto di viaggiare con treni e aerei, l’accesso al credito e i posti di lavoro pubblici. Insomma una sorta di esclusione sociale.

 

Sono tante le black list già attive, in una di queste il giornalista classe 1975 Liu Hu che aveva firmato alcune inchieste nei confronti di funzionari del Partito accusati di corruzioni. Il giornalista e blogger ha perso la causa di diffamazione ed è finito agli arresti domiciliari nella sua città natale, gli è stato impedito ogni spostamento e i suoi account sui social network chiusi. Nel 2017 6,5 milioni di cinesi non hanno potuto viaggiare a causa di un punteggio troppo basso.

 

Quello che stanno cercando di fare in Cina è senza dubbio il più importante progetto di ingegneria sociale mai tentato. Se avrà successo sarà la prima dittatura digitale del mondo, proprio come quella immaginata da Orwell nel lontano 1949.

 

Un sistema che sarà capace di valutare i cittadini anche in base agli acquisti ed alle relazioni sociali, per esempio se il tuo migliore amico o tuo padre si facessero scappare qualche commento negativo sul governo rischieresti di perdere punti, quindi alla lunga capace anche di determinare le relazioni interpersonali.

 

C’è da dire che i cinesi abituati ad un governo con un ruolo incisivo nella vita privata danno alla privacy un valore totalmente diverso a quello che le diamo in occidente e per loro il bene della comunità è molto più importante rispetto ai diritti individuali per cui il programma è stato accolto con molto interesse e da commenti perlopiù positivi.

 

Attraverso il “credito sociale” il Partito Comunista Cinese punta a riguadagnare parte del controllo perso a causa del rapido sviluppo economico del Paese.

 

Attualmente il progetto SCS è sperimentale e su base volontaria, ma dal 2020 il sistema dovrebbe entrare a pieno regime e riguardare tutti i cittadini cinesi. Una prospettiva definita dal Lushan Policy Institute un incubo orwelliano.

CONDIVIDI o STAMPA