In Fede: Voi ne avete mai trovata una?

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di Marco Gasparini

Abbiamo tutti (per tutto) bisogno di luce. Non a caso il periodo natalizio – quando celebriamo il “venire alla luce” del Figlio di Dio, il Cristo Salvatore – è da sempre un tempo luminoso; non accendiamo mai tante luci come in questi giorni: nelle nostre case, per le strade, nelle piazze. Già lo stesso Gesù si definì “la luce del mondo”. Ma se abbiamo bisogno di luce (la cosa che chiudiamo per ultima prima di addormentarci, quasi ad esorcizzare il buio che mai vorremmo) abbiamo bisogno anche di punti di riferimento, magari di persone che – come lo erano le stelle per i nocchieri – ci aiutino a trovare la rotta e a seguire la giusta direzione. Potrebbero essere come quelle luci (i “punti luce”, per l’appunto) che troviamo in alcuni locali fashion e semi oscuri, punti luminosi che mostrano la direzione nel pavimento o come quelli che si accendono nella cameretta di un bambino per non farlo sentire solo e completamente al buio.

Io, e mi reputo fortunato, ne ho trovate tante di persone così nella mia vita; uomini e donne, giovani e meno, che mi hanno aiutato a crescere, a camminare, ad andare avanti. Alcune di loro sono segni luminosissimi che splendono ancora, altre si sono affievolite o addirittura spente, per tanti motivi.

Una leggenda ebraica racconta che ogni uomo viene sulla terra con una piccola fiammella sulla fronte, tipo una stella accesa che gli cammina davanti. Quando due persone s’incontrano, le loro luci si fondono e si ravvivano, come due ceppi sul focolare. L’incontro, così, è riserva di luce. Quando un uomo per molto tempo è privo di incontri, la sua stella, quella che gli risplende in fronte, piano piano si smorza, fino a spegnersi. E costui va, senza più una stella che gli cammini avanti. La nostra luce vive di incontri. O la nostra vita è presenza luminosa per qualcuno o non è nulla. O rischiariamo l’esistenza o la tristezza di qualcuno o non siamo. O portiamo luce o moriamo.

La Bibbia (per chi la conosce) è piena di questi segni luminosi: a Noè è donato un arcobaleno, ad Abramo un figlio, a Mosè mostrato un roveto ardente, a Maria appare un angelo, a Giuseppe un sogno, i pastori trovano un Bambino nella mangiatoia, i Magi sono guidati da una stella… 

Alla fine, un segno c’è sempre e per tutti, anche oggi. E non sono casuali: piccoli segni sommessi – che possono essere addirittura persone – e che sono delle vere e proprie epifanie di bontà, che hanno occhi e parole come stelle. Ci auguriamo di trovarle, di averle sempre accanto. E magari di esserlo noi per qualcuno.