InFEDE: CHE PECCATO!

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di Marco Gasparini

Chissà quante volte è capitato di dirci “ma perché l’ho fatto? E ora? Potrò rimediare?”.

Lo diciamo anche quando succede che qualcosa non quadra: “che peccato!”.

Sono tutte espressioni che usiamo quando ci rendiamo conto di un’azione – volontaria o involontaria – sbagliata. E così vorremmo che il male fatto a una persona non ci fosse più, come quel po’ di sugo che, inevitabilmente, va a macchiare la camicia appena indossata.

Sbagliamo, ci rendiamo conto che è capitato con coscienza, ma in un soprassalto d’ira o di cattiveria. Le conseguenze, però, rimangono. 

C’è chi ammazza per odio o per rubare, per idee politiche o per malaffare, e anche noi – che grazie a Dio non uccidiamo – ci sentiamo spesso egoisti e cattivi, stracciamo affetti e sentimenti. Potremo ancora ritornare innocenti? Molti credono che le uniche possibilità siano il castigo e la vendetta; e se anche la giustizia deve fare il suo corso, resta sempre un cuore ferito, una vita spenta. “Peccato”, chiamiamo noi cristiani questa colpa, che oltre a distruggere sentimenti, legami e vita abbruttisce lo spirito e l’anima, spegne la speranza e cancella l’innocenza. 

Sono tornato a riflettere su queste cose quando un amico mi ha confidato tutta la sua fatica a credere che ci possa essere una via d’uscita al male del mondo, costruito dai peccati degli uomini.

Se prendessimo in mano la Bibbia, però, ci renderemmo conto del numero altissimo dei racconti di perdono, storie torbide che conoscono un happy ending generoso e riabilitante. 

Nel Vangelo si fa carico di raccontarcene una un tizio alquanto bizzarro. È Giovanni il Battista, il profeta che vede Gesù e lo indica presente: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo». È proprio Gesù Cristo che ha la possibilita di sradicare dal cuore il peccato, di ridare l’innocenza perduta.

Non è una medicina psicologica per far passare il senso di colpa, o un terapia contro il rimorso. Dio è proprio l’unico che sa ricucire le ferite che il male provoca in noi, è lui che va oltre ogni castigo. Se facciamo del male, ciò non toglie che esista qualcuno che invece è disposto ad amarci e quindi a farci vivere e portare frutto, perché è l’amore ciò che fa la differenza.

Per la nostra fede è Gesù che prende su di sé il nostro male, il cumulo dei nostri odi, delle nostre cattiverie e ci ridona la salvezza, la serenità e la pace. 

A volte, per ricucire uno strappo e per riprendere un’amicizia bastano una scusa, un passo indietro, un gesto di umiltà.

Così riusciamo a riabilitare la nostra esistenza trovando una vita nuova.