InFEDE: DOVE ANDIAMO?

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di Marco Gasparini

Per muovermi verso località sconosciute uso sempre “Waze”, un’app simpatica e aggiornata in tempo reale da tutti coloro che sono per strada in quel momento. È un navigatore intuitivo, di immediato utilizzo e preciso. Certo, poi ci sono anche satellitari di grido, con segnaletiche luminose e vocine che ti guidano: insomma, oggi non puoi perderti, qualcosa o qualcuno che ti tiene sulla strada giusta c’è sempre, c’è chi veglia sulla tua sicurezza e anche sulla correttezza del tuo andare verso la mèta. 

Nella vita, infatti – come per strada – non è sufficiente sapere dove andare. Se abbiamo bene in mente verso cosa tendiamo, non sempre sappiamo come arrivarci. Se abbiamo la fortuna di credere, però, una marcia in più – oltre l’auto più figa che possiamo avere – ce la dà Cristo, l’homo viator per eccellenza, colui che faceva del cammino la sua vita, tanto che i suoi followers li trovava per strada…

A Tommaso, che chiedeva lumi sulla via giusta da trovare per una piena realizzazione di sé, è proprio Gesù che risponde identificandosi con “la via”. Nella vita c’è una segnaletica che è sempre difficile intercettare o interpretare. Spesso si trova un bivio, ci sono tante strade sbagliate, tante proposte facili, tante ambiguità o scorciatoie accattivanti ma false. 

La risposta di Gesù alla domanda di Tommaso è semplice: «Io sono la via, la verità e la vita». Cristo, col suo Vangelo, col suo esempio, col suo stile, con i suoi umanissimi gesti d’amore è la via che porta a una piena e duratura felicità.

E chi ce la fa?, potremmo obiettare. Gesù stesso ci incoraggia: «abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me». Della serie: una cosa è pensare di essere sulla strada giusta, ma tutt’altra è credere che la tua strada sia l’unica. Provare per credere.