InFEDE: RIPOSATEVI UN PO’

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di Marco Gasparini

Siamo tutti, per tutto, presi e occupati: ogni santo giorno ciascuno è impegnato su vari fronti, sia per il lavoro sia per la famiglia sia per le faccende che gli stanno a cuore. 

Ora ci avviciniamo, invece, al cuore dell’estate e questi giorni dovrebbero comunque saperci regalare il giusto stacco dalla quotidianità occupata per abitare la quotidianità disoccupata, quella della gratuità, disinteressata dai tornaconti lavorativi, ripiegata sul dare e sull’avere. I giorni estivi ci regalano la possibilità di abitare altri spazi, di vedere altri luoghi, di vivere una disoccupazione straordinaria che ci libera da costrizioni e impellenze.

Anche Gesù – che di cose ne sapeva molte – chiede ai suoi discepoli il giusto stacco dagli impegni dell’annuncio: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». 

Io ho la fortuna di vivere vacanze bellissime perché non rimango a vivere dove vivo tutto l’anno, vado ad abitare altrove da dove sto di solito: il riposo, così, si qualifica per il sapersi ritirare, tirare fuori da quello che è usuale per l’inusuale e così vivere diversamente. Questo, credo, sia lo scopo del viaggio, del visitare luoghi diversi e mai visti prima. Chi ha dunque la fortuna di spendere l’estate altrove penso conosca la bellezza di aprire orizzonti nuovi, di incontrare gente nuova, di accostare una vita nuova, che – al ritorno – sostanzia la prima, il nostro “habitat” naturale.

Lo disse splendidamente Rainer Maria Rilke: «Nasciamo, per così dire, provvisoriamente, da qualche parte; soltanto a poco a poco andiamo componendo in noi il luogo della nostra origine, per nascervi dopo, e ogni giorno di più».