INFRASTRUTTURE E TRASPORTI AL TEMPO DEL COVID19

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di Alessandro Romano

L’emergenza COVID 19 ha cambiato completamente le nostre vite e ha interrotto la quotidianità, che oggi ci manca più che mai . Questa pandemia ha anche ridefinito la mobilità del nostro Paese, vedendo azzerati i traffici terrestri, marittimi  ed aerei legati ai  segmenti business e leisure.

Ciò  ha  fatto emergere e risultare forte, però, la presenza di 2 tipologie di trasporto legati alla possibilità di svolgere i servizi essenziali: il Trasporto Pubblico Locale e il trasporto di merci.

Forse i  settori su cui si intende garantire il massimo sforzo ed impegno, ma che allo stesso tempo, a volte, risultano i settori che hanno bisogno di interventi costanti per raggiungere la miglior qualità del servizio, a seguito dei continui cambiamenti ed innovazioni che vengono introdotti.

Ecco che viene definita in tal senso  la rilevanza  del TPL, che  grazie a tanti uomini e donne che operano in questo  comparto  garantiscono così in questi giorni di emergenza a medici, operatori sanitari, lavoratori nel settore alimentare e nelle forze dell’ordine di essere presenti ogni giorno per svolgere ed offrire un servizio ed un presidio essenziale.

Oggi più che mai capiamo la valenza di tale settore e di tutti quei lavoratori che lo compongono. Comprendiamo, inoltre, la funzione sociale che svolge e le sfide che si pongono in fase post-emergenziale, ma che si ponevano già prima di essa; ovvero la garanzia di un trasporto adeguato ad intercettare la domanda di spostamenti dei lavoratori e degli studenti pendolari, i quali devono trovare un servizio adeguato alle istanze con mezzi accessibili, moderni, sostenibili e sicuri.

Insomma tutto ciò dimostra quanto sia vitale un settore che occupa a livello nazionale 124.000 addetti, trasporta 5,4 miliardi di passeggeri all’anno e vede un fatturato di quasi 12,5 miliardi di Euro annui per il quale è necessario definire la costituzione di un tavolo per predisporre misure condivise e strutturate tra Governo, enti locali, ed aziende di TPL, da adottare  in fase emergenziale (che continuerà)  e in quella successiva come chiedono le associazioni di settore.

Proprio durante questo periodo abbiamo  scoperto quanto sia fondamentale il ruolo degli autotrasportatori e della mobilità delle merci, che permette quotidianamente di ricevere nei supermercati, alimentari e quindi nelle nostre case prodotti di prima necessità.

Collegato ad esso il sistema logistico di ricezione e movimento delle merci in arrivo per cielo, per mare e per terra da e verso l’ estero, ma anche di quelle che si muovono all’interno del territorio nazionale grazie alla mobilità di tanti mezzi (su gomma e ferro).

Da non trascurare anche il trasporto aereo con il totale azzeramento del traffico passeggeri. Quest’ultimo rimane attivo con voli di rimpatrio di connazionali all’estero, ma bisogna pensare ad un piano per il settore pronto al termine di questa situazione di emergenza fondamentale  per sostenere il comparto turistico a cui va data la possibilità di stringere accordi con i vettori aerei per riprendere le strategie abituali.

Questo potrebbe garantire un primo flusso di mobilità di persone in fase di ripartenza del mercato passeggeri.

Infine sul trasporto aereo ,   va’ inserita una riflessione   a seguito dell’intervento statale in Alitalia, inserito nel D.L. “Cura Italia “, finalizzato ad ottenere una compagnia aerea che (ri)parta da una flotta ed un personale in numero minore rispetto a quello in attività e  basata su un medio-corto raggio. Il ragionamento di qualunque la tipologia di intervento su Alitalia deve tenere  conto di un piano di sviluppo che veda la mobilità interna sempre più limitata quanto riguarda il traffico terrestre e veda più voli interni da Milano, Roma, Venezia, Torino e Bologna  verso Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna non solo nella stagione estiva.  

In una prospettiva di innovazione dei trasporti nel medio-lungo termine sarebbe utile lo sviluppo di collegamenti, con l’acquisto di elettrotreni ad alta velocità a composizione ridotta a quattro vetture capaci di essere imbarcati su traghetti Villa S.Giovanni-Messina, collegamenti ad alta velocità per la Sicilia da Milano e da Roma.

Parlando di mare, è fondamentale renderlo un luogo di unione e non di confine, sia culturale che  economico. La dimostrazione di affetto e di aiuto dell’Albania dimostra che un mare può unire dei popoli (qui l’articolo di Giuliano Konda per innovatalk). Questo periodo di re-visione totale può ridare vita a diversi progetti, quale ad esempio quello di una macroregione Adriatico-Ionica, che veda nel mare uno sviluppo infrastrutturale di rotte e di collegamenti, di autostrade del mare per merci e passeggeri e una nuova vita per i porti.