ITALIA E ALBANIA: UNA LUNGA STORIA DI AMICIZIA

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di Giuliano Konda

Sono passati tanti anni dall’approdo al porto di Bari della nave mercantile Vlora, era il lontano 8 agosto del 1991.

Quel giorno migliaia di albanesi (circa 20000) sbarcarono nel capoluogo pugliese in condizioni terribili ed in cerca di un futuro migliore. Sognavano l’Italia che fino a quel momento avevano visto solo in televisione, sognavano la libertà che si respirava in Italia.

L’accoglienza di tutto il popolo pugliese, ma più in generale italiano, fu straordinaria, migliaia e migliaia di cittadini aprirono le porte di casa propria senza pensarci due volte, accolsero intere famiglie e fu come se ci conoscessimo da sempre.

Il popolo albanese è un popolo fiero, un popolo che ama la propria terra: una terra splendida e ricca di storia che ha vissuto anni di sofferenza ma che non ha mai perso quella fierezza e quel coraggio che hanno permesso all’Albania – ed al suo popolo – di superare anche i momenti più bui.

Un popolo, quello albanese, che si sente a pieno titolo europeo, nonostante cinque secoli di dominio ottomano il senso di appartenenza al Vecchio Continente non si è mai affievolito.

Il periodo più buio, quello dell’antieuropeismo, dopo l’indipendenza del 1912, fu sicuramente quello del comunismo. Il dittatore Hoxha capendo che l’Europa rappresentava la libertà per gli albanesi decise di stringere rapporti politici con l’Unione Sovietica e successivamente di mettere in atto un isolamento insensato, estromettendo cosi l’Albania e gli albanesi dal resto del mondo.

Nonostante un regime dittatoriale durato molti anni il sogno europeo non si è mai affievolito e a distanza di trent’anni dalla caduta del muro di Berlino, e con esso il comunismo di matrice sovietica, l’Europa resta un tema all’ordine del giorno nell’agenda politica e tra la gente in Albania.

L’Albania ha ancora molta strada da fare per conformarsi, a pieno titolo, agli standard europei, ma in questi sforzi non deve essere lasciata sola. L’Unione Europea prendendo la decisione di aprire i negoziati di adesione per l’Albania e la Macedonia del Nord, dimostra un forte senso di responsabilità per i Balcani.

Il popolo albanese nel sogno europeo sente di poter dare un contributo decisivo allo sviluppo dell’Unione, un esempio di questo sono le migliaia di cittadini albanesi residenti nei paesi membri, i quali partecipano attivamente alla vita sociale e allo sviluppo economico e culturale dei Paesi dove risiedono.

La diaspora e le sue nuove generazioni sono il miglior biglietto da visita per l’Albania europea.

In Italia si stima secondo i dati Istat risiedano più di 440 mila albanesi, a questo dato vanno poi aggiunti anche tutti coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana, una comunità perfettamente integrata, una comunità attiva che partecipa alla crescita dell’Italia e alla sua vita sociale, una comunità che è stata capace di creare un ponte tra i due paesi.

A novembre del 2019 l’Albania è stata colpita da un terribile terremoto che ha creato devastazione e provocato tante vittime, ma nel momento in cui il distretto di Durazzo era in ginocchio e l’Albania, tutta, era straziata dal dolore, l’Italia non ci ha pensato due volte ad inviare il proprio aiuto: centinaia di donne e uomini sono partiti per aiutare a salvare vite umane, nel nostro momento peggiore l’Italia ci ha teso la mano e questo nessun albanese lo dimenticherà.

Il legame tra Albania e Italia è un legame che è sempre esistito e continuerà ad esistere perché è un legame di popoli prima ancora che un legame politico, è un legame basato sulla solidarietà e sulla fratellanza, e nei momenti più bui questo legame si rafforza ancora di più.

Come ha detto il Premier Edi Rama: “L’Albania non è un paese ricco ma neanche un Paese privo di memoria”, saremo sempre accanto all’Italia soprattutto nei momenti di difficoltà perché è proprio in questi momenti che gli amici veri si aiutano.

La battaglia contro il coronavirus la vinceremo insieme, uniti.