LA FASE 2 NON ESISTE

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di Maura Manghi

Ho ascoltato con attenzione la conferenza stampa di Conte di ieri sera.

Appena sarà disponibile leggerò con attenzione il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), ma da quello che ho sentito – dal Presidente Conte – la “Fase 2” praticamente non esiste.

Il prossimo 4 maggio potranno aprire solo le industrie manifatturiere (molte delle quali comunque erano già aperte) ma non solo non sono stati annunciati i regolamenti e le misure per il trasporto pubblico, necessario per recarsi sul posto di lavoro, non solo per molte attività, e relativi posti di lavoro, non vi sono linee guida o sono assolutamente irrealistiche. Ad esempio uno studio professionale con due o tre dipendenti non può essere costretto ad osservare le stesse misure di sicurezza di uno stabilimento produttivo tipo la FCA, ex FIAT). Addirittura i lavoratori (impiegati o operai che siano) non potranno nemmeno prendersi un caffè.

Il prossimo 4 maggio apriranno i grossisti, ma non il commercio al dettaglio, i negozi dove portare le merci. Gli studi professionali sono aperti da sempre, ma i clienti, o potenziali clienti, non hanno il permesso di andarci, visto che si continuerà a poter uscire solo per comprovati motivi di lavoro o di salute o per fare la spesa. Si potrà fare attività fisica all’aperto, ovviamente da soli, senza riaprire palestre e centri sportivi che ormai sono in ginocchio.

Sarà possibile andare a trovare i parenti, ma non fermarci a mangiare con loro.

Gli esercizi commerciali, alzeranno le serrande il 18 maggio (se tutto andrà bene), e gli artigiani per la persona (parrucchieri ed estetisti), condannati ad una lunga inattività fino al 1º giugno. È possibile che molti di questi non riapriranno proprio più.

Per altri mesi non guadagneranno, ma non potranno licenziare i dipendenti. Metterli in cassa integrazione non garantirà loro un reddito immediato, se qualcosa andrà storto non verrà nemmeno pagata ed il famoso prestito da 25 mila euro, garantito dallo Stato, per molti resterà un miraggio irraggiungibile.

Non è così non si prepara il Paese alla convivenza col virus, che, come ci avvertono tutti gli epidemiologi, ci accompagnerà per mesi, se non anni e farà parte del nostro destino; così si affossa definitivamente l’economia italiana.

A parte il tono – a tratti paternalistico – che mal si sposa con il momento che stiamo vivendo e che sarebbe meglio non tenesse ad ogni conferenza stampa (la maggior parte degli italiani è pienamente consapevole dei problemi che causa una pandemia alla società), trovo che la cosiddetta “Fase 2” annunciata dal Presidente del Consiglio Conte semplicemente non esista.

Se le misure annunciate sono il risultato del lavoro di un’ennesima commissione o task force mi chiedo in quale mondo vivono o hanno vissuto questi esperti e con quali criteri siano stati selezionati e scelti per risollevare l’Italia da uno dei momenti più difficili della sua storia recente?

Se le misure e i provvedimenti annunciati sono invece il frutto di scelte politiche allora le scelte di questo Governo sono scelte nelle quali non mi riconosco e che dimostrano ancora una volta che la classe politica italiana è totalmente estranea e lontana dalla realtà nella quale vive il Paese.