LA GENTILEZZA RENDERÀ IL MONDO UN POSTO MIGLIORE

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Massa Lombarda a dispetto del nome si trova in Emilia-Romagna, in provincia di Ravenna per l’esattezza. La Màsa come viene chiamata la città in dialetto romagnolo dal 2019 ha nella giunta comunale, del sindaco Daniele Bassi, Elisa Fiori, giovane designer, al quale il primo cittadino ha affidato le deleghe ai Servizi culturali, Politiche giovanili e Associazionismo culturale. 
 
La raggiungiamo, telefonicamente, dopo l’inaugurazione della panchina viola di Massa Lombarda. Ci spiega che viola è il colore della gentilezza e sulla panchina, realizzata grazie ai volontari Auser che hanno voluto donare alla città sia la panchina viola ma anche due panchine rosse simbolo della lotta alla violenza sulle donne, hanno affisso una targa in cui si legge “oggi scegli di essere gentile”.
 
Assessore partiamo da qui, cos’è la gentilezza?
 
«La gentilezza deve essere una scelta quotidiana, un valore imprescindibile da tramandare alle generazioni future».
 

Lei oltre alle “classiche” deleghe ha una delega molto particolare. È, anche, assessore alla gentilezza. In un ambiente, come quello politico, dove lo scontro è molto alto come si concilia il suo ruolo?

«Ho accettato questa delega anche per questo, la politica da sempre è associata allo scontro, ai toni alti, alle discussioni aggressive ma politica per me è confronto e comprensione, capire il cittadino e di conseguenza capire i bisogni della propria comunità cittadina, questo deve essere il punto di partenza di qualsiasi amministrazione».

Assessore Fiori veniamo al tema dei giovani. Che momento è questo per le ragazze e i ragazzi del suo comune e più in generale, per i giovani italiani vista l’emergenza covid-19? 

«Arriviamo da un momento davvero difficile e non possiamo abbassare la guardia, si combatte contro un nemico invisibile che improvvisamente ha sconvolto le nostre abitudini di vita, è quindi innegabile: la pandemia ci ha cambiato e ci sta cambiando e probabilmente questo cambiamento continuerà a lungo. I giovani, per cui incontrarsi e condividere momenti di aggregazione è fondamentale, sono una delle categorie che più ha risentito di questa emergenza che ci ha costretti in casa e ha cambiato le nostre relazioni e il modo di intenderle. Dalla loro hanno però la capacità di adattarsi, di reagire repentinamente e di sapersi destreggiare con estrema agilità in un mondo fatto di legami a distanza ed ecco che allora sono loro i primi a cambiare le abitudini relazionali e mediatiche, all’interno delle loro famiglie svecchiando stili di vita e convenzioni. Dopo il primo naturale momento di sconforto abbiamo visto giovani buttarsi nel volontariato aiutando le situazioni più fragili, riscoprendo il vero significato di comunità, giovani che hanno deciso di donare il loro tempo per il bene di tutti, perché mai come in questi momenti abbiamo bisogno di sentirci vicini».

Quali sono i progetti che state portando avanti come assessorato alle Politiche giovanili in questo periodo?

«Abbiamo diversi progetti in campo che stiamo modificando e riadattando alle esigenze del momento e, come dicevo prima, in questo i ragazzi sono di grande aiuto sfoderando la creatività tipica della loro età».

La cultura è ferma ormai da mesi, a livello comunale quando e come pensate di ripartire?

«Sono stati mesi molto difficili per la cultura ma siamo pronti a ripartire ovviamente mettendo sempre al primo posto la sicurezza dei nostri cittadini. Sarà un’estate diversa, ma non possiamo lasciare i nostri cittadini a mani vuote, dopo mesi di lockdown gli eventi diventeranno una boccata d’aria fresca necessaria! Quindi si riparte dalle piccole manifestazioni, mostre, cinema all’aperto, una piccola Arena nel nostro magico Lavatoio, scegliendo location più ridotte ma comunque suggestive per riscoprire i nostri “posti del cuore” che tanto ci sono mancati in questi mesi».

Chiudiamo il cerchio di questa chiacchierata ritornando al tema che ha aperto il nostro incontro. Cosa vuol dire “gentilezza” per lei? E perché è importante in questo periodo storico?

«In questo periodo storico in cui è così facile essere volgari e sgarbati, in cui l’aggressività sembra essere stata sdoganata, la gentilezza diventa quasi un atto rivoluzionario! Troppo spesso la gentilezza viene associata alla debolezza, ma non è così, essere gentili vuol dire avere empatia con chi ti sta intorno e con la tua città ed è da qui che bisogna partire. Parole come: “grazie”, “prego”, “scusa” non possono essere dimenticate, non dobbiamo lasciare che scompaiano, gentilezza è educazione e parte dai piccoli gesti che a volte diamo per scontati: è sorridere a chi incontri semplicemente perché state percorrendo la stessa strada e soprattutto la gentilezza è come un’onda, una catena».

Ci spieghi meglio questo concetto…

«La gentilezza provoca gentilezza, una parola, un gesto, un atteggiamento gentile possono davvero cambiare la giornata a qualcuno che magari a sua volta la cambierà a qualcun altro ancora e così via. Immaginiamolo in larga scala e avremo un mondo migliore».