La goccia cinese

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di Emanuela Goldoni


Da qualche tempo a questa parte, tutti i giorni mi paleso sugli account social dei nostri ministri per ricordare loro di impegnarsi, affinché la questione “ricerca scientifica” in Italia non sia trascurata o peggio, non diventi solo un belletto programmatico propagandistico. 

In particolare lascio lì o su Facebook o su Twitter un mio messaggio, ogni giorno diverso, ma parlando sempre dello stesso tema, quello della ricerca, appunto. 


Ogni giorno, non sempre puntuale, ma ogni giorno mi presento.

Fino a ieri pensavo che fosse colpa dei politici, perché è facile scaricare la responsabilità sugli interlocutori più distanti da noi. 

Poi ho cominciato a reputare complici di questo silenzio i grandi editori (che certo hanno terribili colpe).

Infine sono giunta ad una conclusione: la colpa è tua. 


Se non ti interessa la ricerca scientifica, allora non ti interessa la vita. Sarebbe fantastico avere la certezza di campare in salute fino a cent’anni, senza dolori particolari o deturpazioni con cui convivere. Senza il pensiero che potresti morire da un momento all’altro. Sarebbe addirittura bello se tua madre o tuo padre, o tuo fratello o tua sorella o tuo marito, o tua moglie o il tuo partner potessero confidare nel crowdfunding per raccogliere fondi e partire magari per gli USA, dove alcune strutture sono attrezzate per somministrare ai pazienti le terapie con CAR-T. 


Poi però mi è venuto in mente che io di pazienti oncologici ne ho visti e farebbero molta fatica a sostenere un viaggio così lungo, nelle loro condizioni, per mete così lontane. 

Quindi è anche colpa mia.