La grande differenza tra Steve Jobs e Barbara D’Urso

di Carlo Taglini
@carlotaglini

Nella mia analisi di Pomeriggio Cinque, il programma televisivo di Canale5 a mio avviso principe del trash televisivo italiano, mi era evidentemente sfuggito un dettaglio non irrilevante: Barbara D’Urso ogni volta che va in onda dimostra (in maniera del tutto inconsapevole) che in economia è l’offerta a determinare la domanda e non viceversa. E dimostra anche, che il lancio di prodotti di bassa qualità non porta a nessuna innovazione ed a nessun rendimento crescente nel medio-lungo periodo.

Lanciare un prodotto: la finta Marchesa.
Sono oramai mesi che le televisioni e le radio della galassia Mediaset (leggasi “Berlusconi”) sono in balìa delle scorribande della temibile Marchesa Daniela del Secco di Aragona. Questa signora, alla quale non riesco ad attribuire un’età definita (potrebbe avere dai 40 ai 90 anni, ma se dovessi scommettere punterei su un 65), è da tempo al centro di una polemica multiforme che vede coinvolti Maria Monsè, la contessa Patrizia De Blanck, Riccardo Signoretti e vari nobili decaduti che, a vario titolo, vengono ospitati nel salotto della nostra Barbara, perlopiù alla domenica ma anche durante la settimana. La polemica riguarda non solo il presunto mancato possesso del titolo nobiliare da parte della contessa ma anche numerose bambinate che a turno hanno visto coinvolti un po’ tutti questi personaggi e la signora Daniela. 

Stiamo parlando di episodi ridicoli, polemiche puerili. Cose che sono accadute a tutti noi più o meno al tempo dell’asilo. Come qualcuno avrà notato, non ho voglia di entrare nel dettaglio di siffatte polemiche: sarebbe un esercizio oltremodo faticoso per me perché parliamo non solo di storie molto complicate ma altresì molto confuse, tale esercizio non porterebbe quindi a nulla. Perché la vera domanda è un’altra: chi sono tutte queste persone che girano nei salotti di Barbara D’Urso? Sono appunto ospiti di questi salotti televisivi, come Pomeriggio Cinque e Domenica Live, ed esistono in quanto tali.

Come ho già spiegato in un altro articolo (qui), sono personaggi senza particolari abilità ma disposti a tutto pur di rimanere sulla cresta dell’onda della diretta televisiva.

La Marchesa (per me è Marchesa e credo che a questo punto il titolo le spetti di diritto) è un personaggio creato dalle menti geniali degli autori di Mediaset, dalla teatralità di Barbara D’Urso. Un personaggio che è diventato uso e consumo dei telespettatori (e radioascoltatori) Mediaset, un personaggio del quale nessuno sentiva la necessità ma che ora riempie le domenica pomeriggio di milioni di persone annoiate (o che semplicemente si addormentano sul divano appena dopo aver messo su Canale 5). Un prodotto che soddisfa un bisogno già esistente, quello di riempire i pomeriggi di tante persone, anche solo conciliandone il sonno post-pranzo domenicale. A nessuno sarebbe mai fregato qualcosa della Marchesa, ma ora tante persone ne parlano, giusto per parlare di qualcosa.

Prodotti utili e prodotti inutili.
Con il Personal Computer e con l’iPhone ha funzionato nello stesso modo. Prima del 2006, nessuno sapeva di aver bisogno di un iPhone, poi, una volta che la gente ha iniziato ad usarli, si è capito che questi non erano semplicemente cellulari, ma smartphone, oggetti le cui funzionalità e potenzialità andavano ben oltre l’invio di messaggi o le chiamate. Ed allora l’innovazione “smartphone” ha iniziato a diffondersi, cambiando le abitudini delle persone e aprendo le strade ad ulteriori innovazioni che fino a 20 anni fa potevano sembrare solo fantascienza. Il medesimo discorso può essere fatto per le criptovalute e per qualsiasi prodotto innovativo ma sicuramente non per la Marchesa Daniela del Secco d’Aragona o per altri personaggi facenti parte del bestiario televisivo di Mediaset. Perché sarà pure l’offerta a creare la domanda ma la domanda per un prodotto innovativo dura indubbiamente di più che quella per un prodotto altamente sostituibile. Della Marchesa si potrà fare a meno, basterà inventare un nuovo personaggio e creare una nuova esigenza: non più quella di capire se la signora Del Secco sia o meno una nobildonna.
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