La Reggio Emilia che vogliamo costruire

 

In vista del voto per scegliere il sindaco di Reggio Emilia (si vota domenica 26 maggio dalle 7 alle 23) e rinnovare il consiglio comunale incontriamo Maura Manghi, presidente dell’ordine dei notai di Reggio Emilia, già consigliere comunale (dal 2014) e ricandidata per un posto in sala del Tricolore.

 

Manghi dopo cinque anni di amministrazione Vecchi come è cambiata Reggio Emilia?

«Credo che Reggio in questi anni sia profondamente cambiata. Innanzitutto dal punto di vista urbanistico. Ricordo che ad inizio consiliatura c’era ancora lo scavo del parcheggio in Piazza della Vittoria, non c’era la riqualificazione dell’isolato ex INPS ed ex Poste, non si era sviluppato il progetto ex Reggiane con il capannone 18 e il rifacimento di piazzale Europa, non c’erano tutte le opere iniziate o completate previste dalla riqualificazione delle periferie e delle facciate del centro. E molte altre cose che sarebbe troppo lungo ricordare. Ma in generale oggi Reggio è sull’orlo di una più completa trasformazione, da “paesone” a vera e propria città, grazie anche alla crescita dell’Università e delle nostre istituzioni culturali».

Ha passato cinque anni in sala del Tricolore, perché ha deciso di ricandidarsi?

«Mi sono ricandidata perchè vorrei essere partecipe proprio del completamento di questa trasformazione. Siamo abituati a tempi compressi, ma spesso cinque anni non sono sufficienti per completare un progetto. Mi piacerebbe essere attivamente coinvolta in questo processo. Poi vorrei anche avanzare alcune idee e proposte nuove. Anche perchè nel primo mandato non sempre hai la competenza e l’autorevolezza per incidere veramente. Nella politica, come nella vita e nelle professione, per avanzare e realizzare proposte valide devi prima prepararti e studiare».

Quali sono i progetti più ambiziosi che, se eletti, intendete portare avanti assieme a Luca Vecchi?

«Il primo obiettivo è certamente quello di completare il cambiamento strutturale della città, poi dare un maggior impulso allo sviluppo culturale di Reggio. Anche il turismo dovrà a mio parere contare sulle eccellenze culturali che possiamo mettere in campo. Attenzione particolare alla viabilità non solo col completamento delle nuove vie di scorrimento progettate, ma anche con una razionalizzazione di quella esistente. Infine, ma probabilmente dovrebbe essere il primo punto, un programma incisivo di riequilibrio ambientale. Meno inquinamento dell’aria e del suolo, meno emissioni di gas serra, ma anche un progetto concreto per come far fronte alla sfida che ci pone il cambiamento climatico, col suo alternarsi di periodi di siccità ed improvvisi eventi atmosferici violentissimi. Ne dovrà tener conto il comparto delle costruzioni, quello appunto della viabilità, quello dei trasporti su ferro ed in generale quello delle infrastrutture del territorio».

Veniamo al tema caldo della sicurezza; lei se ne è occupata nella segreteria provinciale del Partito Democratico e proprio questo tema è il cavallo di battaglia della destra. Quali sono le differenze tra voi e la Lega di Salvini ad esempio?

«La sicurezza è fondamentale. Non solo oggi: nel contratto fra cittadini e stato il primo patto è proprio quello che garantisca l’incolumità fisica e morale dei cittadini stessi. Quanto ci divide dalla Lega e da altri della stessa parte politica è che noi vogliamo rassicurare i cittadini, farli sentire appunto protetti e seguiti, e non aumentare ogni giorno le paure con un nuovo “nemico”, un nuovo “cattivo”. Aumentare le paure può servire a conquistare qualche voto, ma non risolve e non affronta le vere necessità. Sono poi convinta che la sicurezza si ottiene in primo luogo garantendo operatività e capacità delle forze dell’ordine, riducendo, ma di molto, i tempi dei processi penali, creando la possibilità di eseguire veramente le sentenze. Se un criminale è condannato deve scontare la pena, se un non cittadino è oggetto di un provvedimento di espulsione deve effettivamente essere allontanato dal territorio nazionale. Aumentare le pene ed i proclami senza riscontro sulla riduzione effettiva dei crimini ricorda molto le famose, ed inutili, “grida” manzoniane ed è solo indice di impotenza. La sicurezza si ottiene poi con la coesione sociale, rinsaldando i rapporti fra i cittadini, creando controlli di comunità. Così se un giorno mi assento da casa so che un vicino avvertirà per tempo le forze dell’ordine di movimenti sospetti, se devo percorrere una strada che reputo poco sicura so che c’è un campanello amico che posso suonare e così via».

Manca pochissimo al voto di domenica, se eletta qual è il primo impegno che si sente di prendere con i reggiani?

«Il primo impegno, a brevissimo termine è quello di rivedere il sistema del trasporto pubblico urbano con più minibù e navette, anche nelle ore serali, di collegamento con parcheggi scambiatori e stazione Mediopadana. E poi avviare subito laboratori di cittadinanza in centro per verificare insieme ai cittadini le reali necessità del quartiere e controllo di comunità sia in zone del centro, sia nei quartieri della città che ancora ne sono privi».

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