La rete di PA social continua a crescere

intervista di Giusy Russo

 

Si avvicina il PA Social Day, l’evento nazionale dedicato alla nuova comunicazione pubblica, in contemporanea in 18 città italiane. L’appuntamento è per il 18 giugno. Abbiamo pensato di farci spiegare di cosa si tratta e cosa c’è da sapere su PA Social direttamente dal presidente dell’associazione Francesco Di Costanzo.

 

PA Social è la prima associazione italiana dedicata allo sviluppo della nuova comunicazione, resa possibile dagli strumenti offerti dal Web, nata nel 2015 grazie all’esperienza di un gruppo di comunicatori, capo uffici stampa, social media manager operanti a livello governativo. Sul sito web dell’associazione si legge che tra gli obiettivi principali di PA Social vi è la creazione di una rete nazionale relativa alla nuova comunicazione. A che punto siamo?

«Direi che la situazione è molto positiva, l’Ocse ci ha riconosciuto di essere la prima rete di questo genere a livello internazionale. In Italia siamo pieni di buone pratiche, nazionali e locali. PA Social sta crescendo costantemente, oggi può contare su oltre 700 soci, 18 coordinamenti regionali, numerosi tavoli di lavoro tematici, una comunità sempre più ampia fatta di PA, utilities, imprese, professionisti, amministratori, manager, cittadini. Resta molto lavoro da fare, ma possiamo essere soddisfatti dei risultati raggiunti».

 

Tra le sue iniziative vi è la collaborazione tra l’associazione e Facebook, chiamata PA Social Academy, un percorso formativo per conoscere meglio le potenzialità offerte da Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger. Come sono andati gli incontri e quali risvolti positivi possono avere questi strumenti per migliorare la qualità dei servizi e permettere un più agevole accesso alle informazioni? In particolare c’è qualche esperienza già realizzata che merita maggiore attenzione e vale la pena replicare?

«La PA Social Academy è un percorso di formazione gratuito, aperto a tutti, che si concentra sul buon utilizzo delle piattaforme della famiglia Facebook. Abbiamo unito la rete, le buone pratiche, le professionalità di PA Social con l’ottima idea di Facebook di aprire a Roma un Centro per le competenze digitali, il Binario F, dove si sono svolte le lezioni. C’è  in tutta Italia una grande richiesta di formazione e aggiornamento sulla nuova comunicazione (web, social network, chat, intelligenza artificiale), come Associazione stiamo cercando di mettere a disposizione sempre più occasioni in tutta Italia con varie collaborazioni, con le aziende dei social, con Anci, con le Università, con nuovi format. L’Italia è piena di esperienze positive, lo scambio di buone pratiche costante porta alla nascita di nuove pratiche, è un processo virtuoso che noi cerchiamo da sempre di promuovere e incoraggiare. Tutte le piattaforme social e chat possono migliorare il rapporto tra settore pubblico e cittadino, vanno usate bene, dobbiamo sfruttarne le potenzialità positive e per farlo servono professionalità dedicate, organizzazione, conoscenza degli strumenti, aggiornamento costante».

 

Anche con Linkedin è nata una collaborazione. In questo caso lo scopo è diffondere e sviluppare un utilizzo sempre più professionale di questa piattaforma per il settore pubblico. Cosa è emerso dagli incontri avvenuti da nord a sud a partire dal mese di marzo?

«Un bellissimo tour che sta toccando tantissime città italiane. L’obiettivo anche in questo caso è la qualità di utilizzo delle piattaforme, LinkedIn è spesso associato alla sola sfera professionale, ma in realtà mette a disposizione del settore pubblico tantissime funzionalità che vanno molto oltre lo “storico” utilizzo per la ricerca e l’offerta di lavoro. LinkedIn ha molte potenzialità di crescita, soprattutto nei numeri, la PA può essere maggiormente presente e sfruttare meglio questa opportunità, per questo stiamo portando avanti il percorso che è un mix di formazione e divulgazione». 

 

Gli ambiziosi obiettivi di PA Social necessitano di studi e approfondimenti per indirizzare proposte e iniziative. A coadiuvare l’associazione vi è quindi l’Istituto Piepoli con il quale è nato Osservatorio nazionale sulla Comunicazione Digitale per monitorare l’impatto che il mondo digitale ha in ambito economico, sociale e culturale. Quali sono gli aspetti più sorprendenti e quelli più utili emersi dalle ricerche condotte?

«L’associazione si occupa di divulgazione e scambio di buone pratiche, formazione, pubblicazioni, crescita della comunità/community e appunto di ricerca. L’Osservatorio è nato dalla collaborazione con l’Istituto Piepoli per capire cosa cercano, vogliono, sentono i cittadini rispetto alla Comunicazione Digitale. Proprio in occasione del PA Social Day 2019, il prossimo 18 giugno, uscirà una nuova ricerca, ma intanto credo che i dati più interessanti (si possono trovare tutte le analisi effettuate in questi anni su www.pasocial.info) siano: un cittadino su due si aspetta di trovare le informazioni della PA sugli strumenti di nuova comunicazione, nella fascia d’età 18-54 anni il dato è ancora più alto e raggiunge quasi il 60%; sei italiani su dieci considerano i social un’importante occasione di lavoro, il 90% chiede alla PA maggiore possibilità di partecipazione e informazioni in tempo reale. Resta anche in questo caso molto lavoro da fare, ma i dati indicano una strada chiara: servono servizi, informazioni, comunicazione di qualità anche e soprattutto su web, social, chat, intelligenza artificiale».

 

E veniamo all’appuntamento del 18 giugno. Il primo PA Social Day è avvenuto lo scorso anno, con un evento in contemporanea in 17 città italiane. I temi trattati sono stati molteplici, dall’educazione al digitale alla sanità, dai servizi pubblici all’intelligenza artificiale. Tutti avevano come comune denominatore la nuova comunicazione pubblica e l’evento è stato un successo. Cosa c’è da sapere sull’edizione 2019? Come è possibile seguire il PA Social Day di quest’anno?

«Il PA Social Day è un evento unico nel suo genere, il primo a livello internazionale dedicato alla nuova comunicazione con città impegnate in contemporanea in tutta Italia. Quest’anno, il 18 giugno in orario 9.30-13.30, saranno 18 le città coinvolte con il riferimento generale della nuova comunicazione e una tematica da approfondire in ogni territorio. Tutti gli eventi saranno in diretta web (su www.pasocial.info la pagina dedicata con le 18 finestre live) e social con #pasocial, saranno tantissime le persone impegnate in tutta Italia. Si può partecipare fisicamente ai 18 eventi e anche seguire virtualmente tutte le città. Sarà un racconto straordinario dell’Italia della nuova comunicazione pubblica. Come detto uscirà una nuova ricerca dell’Osservatorio nazionale sulla comunicazione digitale; nascono i Quaderni di PA Social, una nuova pubblicazione scientifica di approfondimento sui temi della nuova comunicazione che uscirà con il numero zero in occasione del PA Social Day; grazie ai partner InfoCamere, L’Eco della Stampa, Digital4Democracy avremo i dati legati alle imprese innovative, un monitoraggio web e social dedicato, una libreria audio con tutti i contenuti. Un ringraziamento va sicuramente alla straordinaria comunità PA Social in tutta Italia che ogni volta riesce a stupire per l’entusiasmo, la professionista, la voglia di fare sempre di più correndo sulla strada dell’innovazione». 

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