L’apparenza sta uccidendo il merito e il talento

di Lapo Secciani
@seccianilapo

 

Sono deluso e rattristato di come e di quanto sia sceso il livello della politica (e con esso anche quello culturale) nel nostro Paese.
Sono esterrefatto da come si sia trasformata la comunicazione politica (e sociale), come si sia potuto barattare la verità e l’importanza dei risultati concreti a favore della visibilità mediatica, rincorsa al vuoto consenso e sciacallaggio sulle difficoltà degli italiani.

Un tempo la Politica aveva il compito e il dovere di indicare soluzioni e di trovare risposte; oggi la politica vive indicando nemici, spesso e volentieri anche immaginari, e facendo domande.

 

La Politica è il più alto compito che un uomo (o donna, ovviamente), possa assolvere e lo deve svolgere con completo senso di servilismo verso l’interesse del Paese, non verso un partito, verso la pancia degli elettori, verso una piattoforma web, o nell’interesse personalistico.

 

Oggi giorno siamo riusciti ad elevare a “valore” politico la caccia alle streghe, cioè al nemico, l’indicare sempre e comunque un oscuro avversario che trama nell’ombra contro, abbiamo elevato l’ignoranza, sdoganandola dai bar di periferia, abbiamo azzerato il valore culturale, il merito e la competenza, dando parola a chiunque, soprattutto su argomenti e questioni di cui non sanno niente. Abbiamo scelto di inseguire la mediocrità, come panacea per non mostrare le nostre mancanze e abbiamo criminalizzato il talento e il merito, poichè evidenzia la nostra incapacità.

 

La Politica doveva inseguire l’eccellenza, doveva essere la risposta ai problemi del Popolo e del Paese, oggi la politica è solo uno strumento. Uno strumento per fare carriera, uno strumento per mantenere il consenso, non importa cosa di concreto si realizzi, l’importante è solo dare la percezione di fare.

 

Un tempo gli uomini del fare erano silenziosi lavoratori che lasciavano spazio alla forza dei risultati ottenuti; una volta si viveva di #sostanza.

 

 

Oggi i risultati non contano, oggi conta apparire. Abbiamo sacrificato il nostro spirito critico e la nostra voglia di approfondire, annichilendo dubbio e curiosità, sull’altare di una vuota vanità. Abbiamo rinunciato al diritto di vivere in una società meritocratica inseguendo l’illusione di essere qualcuno, di avere una impalpabile visibilità.

 

La politica non parla più di programmi, non offre più soluzioni e risposte, ma da in pasto alle masse nemici, complotti, colpevoli. La politica, così come oggi la interpreta la nostra classe dirigente altro non è che una battaglia tra galli (spennati) che strillano e si beccano tra loro; rimpallandosi responsabilità, colpe, accuse… senza avere il coraggio di prendere in mano questa difficile situazione e proporre soluzioni e risposte concrete.
Basta, non si può governare, ne fare opposizione puntando il dito e inveendo oggi contro uno, domani contro l’altro. Sparando alla cieca tanto per far rumore. Non è la politica che voglio per il mio Paese; io immagino un’altra Politica: silenziosa, concreta, educata, credibile, meritocratica e competente.

 

Inseguiamo leader “umani” perchè ci rassicurano, perchè non ci fanno sentire inappropriati, perchè non feriscono il nostro ego e ci facciamo governare da chi non ha competenze, credibilità e professionalità per ricoprire ruoli così importanti, lo facciamo perchè tutto questo ci rassicura; “Se anche lui è riuscito ad emergere lo posso fare anche io”.

 

Abbiamo abbandonato e spesso scherniamo o insultiamo chi ha dimostrato nel tempo si essere serio, competente e professionale, poichè ci imbarazza, poichè mostra i nostri limiti e ci fa capire che: “mai potrò occupare le posizioni che occupa lui”.

 

Stupida vanità. Stupidi noi.

 

Combatterò con tutte le forze, con tutto me stesso, contro chi eleva l’ignoranza a valore, chi preferisce indicare nemici invece che soluzioni, chi annichilisce il talento e il merito a favore della mediocrità.

 

L’Italia ha bisogno di fuoriclasse, l’Italia ha bisogno di talento, l’Italia ha bisogno di competenza e di credibilità.
Siamo il Paese del saper fare, il Paese di Ferrari, di Ferragamo, di tante, tantissime piccole e medie imprese che hanno fatto dell’eccellenza il proprio marchio di fabbrica nel mondo, siamo l’Italia degli artigiani, siamo l’Italia dell’arte e della cultura… il nostro DNA non è fatto da mediocrità, da ignoranza, da pressappochismo.

 

Non dimentichiamolo, non scordiamo chi siamo… l’Apparenza è nemica del Fare.

 

Noi siamo il Fare. Questa è l’Italia che dovremo scegliere di essere.

 

E scegliere chi essere è una cosa che spetta solo e soltanto a ognuno di Noi, possiamo scegliere.

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