Le certezze effimere di Pomeriggio Cinque (II^ parte)

di Carlo Taglini
@CarloTaglini

 

#Sopravvivenza Mia nonna chiarisce subito quale sia per lei l’importanza del programma: “quello che raccontano è importante perché voglio vedere cosa fanno e cosa ne pensano anche loro. Potrei trovarmi anche io nella stessa situazione dei vari protagonisti ed evitare dei problemi”. Un primo aspetto da sottolineare è quindi che il programma è visto da alcune persone (perlopiù quelle che si muovono poco di casa) come una sorta di guida per affrontare i problemi del mondo moderno.

 

#PerzoneFalze Un esempio di quanto detto sopra viene offerto dal primo caso di cronaca affrontato nel corso del programma, quello di un tizio che dopo essere sparito da casa (ed aver lasciato un biglietto cifrato nel quale implorava il perdono dei famigliari, ma non si sa bene per che cosa) è stato ritrovato in Scozia, ma (apparentemente) incapace di parlare italiano e di ricordare alcunché del suo passato. Barbara (D’Urso ndr) e la sua troupe si erano già occupati della vicenda nei giorni passati, mettendo in serio dubbio la veridicità del racconto dell’uomo. Oggi, quindi l’annuncio del trionfo, in diretta TV: “da quanti giorni ci occupiamo dello smemorato? Da quanti giorni diciamo che siamo d’accordo con gli inquirenti? Ebbene, lo smemorato ha confessato!”. Quindi l’agghiacciante verità (?): “pare che sia tutta colpa della suocera!”. Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe inscenato tutto questo per fuggire dalle grinfie della suocera, donna oppressiva nei suoi confronti e che gli avrebbe reso la vita impossibile. Mia nonna si mostra però impassibile di fronte a questa notizia e chiosa con un “sono cose che possono succedere”.

 

#Giustizia L’attenzione si sposta poi sul processo a Norbert Feher, criminale serbo ma conosciuto in Italia come Igor il Russo, il quale si è reso protagonista di almeno 4 omicidi tra Italia e Spagna. In concomitanza dell’inizio del processo ad Igor in Spagna (dove è stato arrestato), Barbara ha in collegamento un ospite speciale: “vi ricordate di Igor? Noi abbiamo la foto esclusiva di lui in carcere che segue il processo. Ma NOI saremo lì con lei, con la moglie di Davide Fabbri, con la moglie della prima vittima!”. Parte quindi il collegamento nel quale appare una donna  visibilmente scossa in compagnia dell’inviata di Canale 5: “colpa dello Stato. – esordisce la donna – è grazie a loro che sono rimasta sola. Senza Davide non so cosa farò”. “NOI c’eravamo ai tempi delle indagini” ribatte Barbara prima di lanciare un servizio che riassume la storia delle indagini su Igor, con in sottofondo musica incalzante e tonalità crescente. Mia nonna, pur non ricordando quasi nulla della vicenda, è spaventata dallo sguardo di Feher e commenta con un “Vè ec ghegna” (“guarda che faccia” in italiano). Una volta finito il servizio, la D’Urso esprime le aspettative del suo pubblico nei confronti della “bestia” : “[NOI] ci aspettiamo una pena severissima”.  In chiusura di servizio, c’è tempo per un’ultima preghiera da parte di Maria, la moglie di Fabbri, la quale sottolinea il pericolo che la perizia psichiatrica chiesta dall’avvocato della difesa di Feher possa portare ad uno sconto della pena. “È per verificare la possibilità che Igor sia affetto da bipolarismo, Barbara – sottolinea l’inviata – non è volta a ottenere uno sconto della pena”. Ma Barbara non arretra di un centimentro: “NOI rimaniamo a quello che ha chiesto Maria. NOI siamo con Maria e con i parenti delle vittime”.
La cosa che colpisce è quindi la presunzione di autorità della presentatrice, che si autonomina a difesa del popolo contro le nefandezze di Igor ed i possibili errori dei giudici. A prescindere dal fatto che Norbert Feher sia un delinquente e che debba essere processato, Barbara si spinge addirittura a chiedere che non venga fatta una perizia psichiatrica.

 

#Malasanità Il terzo argomento del giorno riguarda un presunto (se non probabile) caso di malasanità che ha visto protagonista una giovane coppia di Palermo ed il loro povero bambino morto pochi giorni dopo il parto. “Mi è arrivata una mail da alcuni spettatori” afferma la D’Urso con tono greve e sguardo tra l’addolorato e il severo: “Io sono qui per voi, per le cose leggere ma anche per quelle serie”. Una volta compreso di cosa si sta parlando, mia nonna (ben prima di aver sentito la storia per intero) non ha dubbi: “hanno ragione, ormai negli ospedali non si sa più cosa combinano”.
In collegamento ci sono 4 persone, ossia i due giovani genitori (Giovanni e Irene) e le rispettive madri (Anna e Rosalia). Irene inizia a raccontare la sua via crucis all’interno dell’ospedale (si sarebbe recata almeno tre volte al Pronto Soccorso prima di essere visitata in maniera approfondita) e i maltrattamenti che avrebbe subito. Barbara D’Urso segue il racconto palesando cenni di sofferenza sempre più frequenti ed accentuati, portandosi prima le mani sul volto ed arrivando poi sull’orlo della commozione, con le mani raccolte come se fosse in preghiera. Fino a quando, al culmine del pathos, Barbara interrompe il racconto della madre con una domanda: “e tu eri lì che ti accorgevi di tutto?”. La commozione è forte e allora prendono la parola le madri dei due genitori: “la negligenza c’è stata, altroché”, afferma Anna “Chissà da quanto tempo stava soffocando”, aggiunge Rosalia: “il bambino doveva portare la speranza dopo che era morto il nonno”. Il dolore, ad uso e consumo del pubblico di casa, assume quindi una dimensione che va oltre il puro episodio di malasanità e abbraccia aspetti più profondi, dinamiche più intime, nelle quali ciascuna famiglia in ascolto può facilmente identificarsi.

Dopo un breve servizio del quale il dottor Francesco Labate, responsabile di Ostetricia e Ginecologia all’ospedale Cervello di Palermo, nega che vi siano stati negligenze da parte dei medici, la D’Urso chiude l’argomento con un auspicio: “spero che il mio intervento possa far partire un’indagine. Abbiamo messo luce su questa brutta vicenda”. E poi una supplica nei confronti del pubblico, prima di lanciarsi sull’argomento successivo: “perdonatemi perché per me è veramente difficile a volte cambiare discorso”. Questo servizio – che di fatto rappresenta il cuore della puntata del 31 ottobre (e non a caso è stato piazzato a metà della trasmissione) – ha effettivamente portato alla ribalta l’ennesimo, presunto caso di malasanità. Premesso che non ho nessun motivo di dubitare che sia avvenuto ciò che hanno raccontato i genitori (i condizionali che ho usato nel descrivere gli eventi sono d’obbligo), colpisce il taglio dato dalla conduttrice, volto soprattutto a creare un legame emotivo se non morboso tra le vittime e i telespettatori. Il fatto che ancora prima di sentire i dettagli della vicenda mia nonna affermi che le vittime abbiano sicuramente ragione, testimonia quanto ormai una fetta di italiani sia assuefatta da casi come questi e che quindi tenda a fraternizzare con le (presunte) vittime ed a condividerne il dolore.
Perché, come ha detto mia nonna all’inizio del programma, “un domani potrebbe capitare anche a noi”.

 

#Babygang L’argomento successivo è quello della professoressa di Vimercate (MB) che durante la lezione è stata colpita dal lancio di vari oggetti da parte dei suoi studenti tra i quali una sedia. Pare che l’increscioso episodio abbia visto coinvolti un po’ tutta la classe, con ragazzi che lanciavano gli oggetti ed altri che avrebbero spento la luce e chiuso le persiane in modo da rendere la classe buia ed i colpevoli non riconoscibili. Anche qui mia nonna ha pochi dubbi circa le cause del comportamento dei ragazzi: “hanno della cattiveria dentro. È impossibile andare avanti […] ci vuole del coraggio, anche perché adesso i ragazzi vedono i genitori che si picchiano e di conseguenza fuori casa fanno la malora”. Il racconto assume subito toni drammatici: “l’insegnate riesce a salvarsi solo perché è riuscita a scappare dalla classe”. Non sono comunque i cinque giorni di prognosi a scandalizzare Barbara, quanto la dinamica degli eventi, comunque al vaglio degli inquirenti. “È stata colpita da una sedia su una spalla, quindi è stata aggredita alle spalle da un branco […] Io trovo tutto questo assurdo, ci uniamo anche NOI all’abbraccio alla professoressa”. Poi la bomba finale, con Barbara che guardando la telecamera lancia un appello agli aggressori: “se volete aggredire un’insegnante, ABBIATE IL CORAGGIO di farlo guardandola in faccia”. Quindi il problema pare essere nuovamente non tanto l’aggressione di per sé, ma il fatto che l’aggressione sia avvenuta alle spalle.
Anche qui, ci troviamo di fronte ad un caso di cronaca che è grave ma che rischia di essere esasperato oltremodo. Il fatto che si arrivi a sostenere che la professoressa si sia salvata la vita solo perché è riuscita a fuggire dalla classe, che si dia maggior risalto alla natura “vigliacca” del gesto, certifica la volontà di esaltare alcuni aspetti della vicenda senza voler raccontare fedelmente i fatti. Che è di fatto una cosa normale dal momento in cui vengono presentati e riassunti casi come questo nel giro di 360 secondi.

 

#Scandali La seconda parte del programma, dedicata agli “scandali” come afferma Barbara: “siamo qui anche per farvi sorridere”, si apre con l’entrata in scena di una miriade assortita di personaggi parte di una manodopera mediatica che si autoalimenta grazie a comparsate in TV, partecipazioni a reality show e che ha nello studio di Pomeriggio Cinque una specie di vetrina; si sa, il programma della D’Urso è anche una piccola agenzia di collocamento. Oggi per esempio sono presenti Costantino Vitagliano (modello e protagonista assieme all’amico Daniele Interrante del film dimenticabile “Belli dentro”), Francesca De André (nipote di Fabrizio De André, ex GF, Uomini e Donne e via dicendo), Valerio Merola (ex presentatore famoso per le presunte dimensioni extra-large del pene, come ricorda malizionsamente Barbara D’Urso: “Chi può dimenticare lo scandalo del merolone?”), Floriana Messina (presentata come “Floriana del GF”, in modo da renderne più chiara [?] l’identificazione) e Monica Setta in collegamento da una località non meglio specificata.
Diventa difficile capire quale sia il tema del dibattito, nel senso che si inizia parlando di alcuni “sexy manichini” utilizzati per rallentare il traffico a Catania per poi passare, attraverso un bazaar di polemiche, ed incomprensioni di varia natura (gli ospiti parlano continuamente uno sopra all’altro) al lancio di un servizio avente come protagonista Floriana “del Grande Fratello” che è stata arrestata dalla polizia per atteggiamenti “troppo sexy”.

Nel servizio in realtà non succede nulla di che, c’è appunto Floriana in un parco della Capitale in una giornata soleggiata, vestita con un abito azzurro che manda bacini alla telecamera (mentre in sottofondo si ascolta “sexy back” di Justin Timberlake) e infastidisce gente che lavora nel parco. Infine il grande scandalo: “volevo fare un giro sulla giostra ma sono stata allontanata, le mamme si sono scandalizzate per come ero vestita ed hanno chiamato gli agenti”.
In studio succede un po’ di tutto. Il primo ad immolarsi a difesa di Floriana è ovviamente Valerio Merola: “le donne hanno tutto il diritto di andare in giro come vogliono, la bellezza è un dono”.  Seguono gli applausi del pubblico, i dubbi di Barbara circa la ricostruzione del misfatto (“ma non ci credo, ja. Ci deve essere un altro motivo”), la condanna della risentita Floriana (“una persona che mi giudica in base all’abbigliamento è un ignorante”, in effetti basterebbe chiudere gli occhi e ascoltarne i discorsi profondi che certificano un importante spessore culturale) e la chiosa sempre di Valerio Merola, vero mattatore di questo scorcio di programma: “ha ragione Floriana. Barbara è sempre vestita sexy ed è una delle donne più ammirate d’Italia”. Partono applausi, che fanno da sottofondo sonoro al sorriso compiaciuto della D’Urso: Merola ha segnato un rigore a porta vuota.

Dopodiché partono due approfondimenti: un video nel quale Francesca De Andrè balla la pole dance ed uno riguardante un servizio fotografico di Costantino Vitagliano anche se non si capisce bene cosa c’entrino con lo “scandalo” di Floriana. Vitagliano, risentito per essere stato accusato da qualcuno (non identificato) di avere il pannolone per via di un abito che sembra un pigiama ha tempo di confessare un proprio vizio: quello di bere il caffeuccio a petto nudo “come fa un bravo campano”. Mi rendo conto che mia nonna sta capendo ovviamente ancora meno di me e che, probabilmente, questo collage di servizi inutili, ammiccamenti, frasi fatte e ovvietà assortite ha come unico scopo di ricordare a quelli a casa dell’esistenza di taluni personaggi.

Lo scempio continua con il servizio riguardante il fenomeno delle sexy cuoche, ragazze che vengono pagate per andare a cucinare a casa della gente vestite con solo un grembiulino che copre (bene, per sommo dispiacere di Merola) l’intimo. Il servizio prosegue poi tra frasi e battutine equivoche, quelle che piacciono tanto a noi italiani medi:“intratteniamo gli ospiti”, “il menù lo sceglie il cliente”, “il costo dipende dal servizio”, “gli dico sbatti le uova e lui esegue”, “poi dopo la cena c’è lo spettacolino”. Vengono quindi rintuzzati i dubbi di un divertito Merola “per sapere cosa c’è devi ordinare una cena anche tu” (“Ti dò la mia carta di credito”, replica disperatamente il Nostro nel mezzo del delirio generale dello studio) e si chiarisce chi sono i clienti abituali: “di solito sono gli addii al celibato […]”; il tema si chiude con l’attentato alla virilità di Costantino il quale alla frase “ma c’è anche l’uomo che fa questa cosa” (ossia che viene a cucinare mezzo svestito), risponde subito (con faccia schifata) “ah ma a me non mi interessa”, perché si sa, tutti abbiamo “tanti amici gay”, i “Gay sono persone favolose”, ma guai che si possa anche lontanamente insinuare che anche noi si possa fare parte della famiglia arcobaleno.

 

In chiusura di trasmissione poi i fuochi d’artificio: c’è Elena Morali (da Los Angeles) che deve scegliere il costume per Halloween per una festa, gli immancabili commenti di Merola riguardanti gli outfit della bella Elena e poi la promozione del secondo numero del magazine di Pomeriggio Cinque ed il tutorial per fare le patatine con il ketchup per “conquistare” un bambino.

 

qui per leggere la prima parte dell’articolo di Carlo Taglini.

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