LE NOSTRE STRADE PER IL FUTURO DELLE MARCHE

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Intervista di Alessandro Romano

Il tema delle infrastrutture soprattutto in un Paese come l’Italia che su questo versante sconta un colpevole ritardo rispetto a molti altri Paesi europei è centrale quando si parla di futuro. Lo è ancora di più alla vigilia di un’importante tornata elettorale come quella del prossimo 20 e 21 settembre nella quale si eleggeranno i presidenti di 5 regioni tra cui la regione Marche.

Abbiamo incontrato Maurizio Mangialardi, 55 anni, sindaco di Senigallia, in provincia di Ancona, presidente di ANCI Marche e candidato presidente per la coalizione di centro sinistra per parlare del suo programma elettorale sul tema delle infrastrutture e dei trasporti.

Mangialardi quali infrastrutture ritiene  prioritarie da cui realizzare per il futuro delle Marche?

«Riguardo al tema delle infrastrutture, più che di priorità parlerei di una visione d’insieme, capace di sanare i problemi strutturali che affliggono della nostra regione e riconnetterla al resto d’Italia e all’Europa. Oggi è possibile ragionare in prospettiva perché finalmente ci sono le risorse che arriveranno dall’Europa, ben 8 miliardi per le Marche, che dovranno essere destinate a questo scopo. A tal proposito ho già presentato un programma molto dettagliato al ministro Gaultieri, che contiene, solo per fare alcuni esempi, il collegamento del porto di Ancona con la statale 16, la terza corsia autostradale da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto, il completamento della Fano-Grosseto, l’ammodernamento dell’ultimo tratto della Salaria, la Pedemontana Fabriano-Sassoferrato-Cagli, e la Transcollinare Piceno-Fermana».

Nelle scorse settimane si è dibattuto molto di un possibile arretramento a monte del tratto di ferrovia tra Pesaro e Termoli, vicino all’autostrada A14, per realizzare nell’attuale tracciato la più lunga pista ciclabile d’Europa lungo una costa. Si può ritenere quest’opera un’importante occasione per poter da una parte portare l’alta velocità ferroviaria sul versante adriatico, e dall’altra poter rafforzare forme di turismo alternative, come quello legato all’uso della bicicletta ?

«L’arretramento della ferrovia è una questione complessa, ma vogliamo metterla in agenda per discuterne con gli ordini professionali, le associazioni di categoria e le amministrazioni locali. Da lì, infatti, passa la prospettiva di una regione che guarda al futuro, alla mobilità sostenibile, alla piena valorizzazione del litorale in chiave turistica. Ma da questo punto di vista, la stessa cosa vale per il sistema infrastrutturale che collega area costiera e fasce collinari e montane. La manutenzione e il potenziamento di tale rete viaria e delle ciclovie, magari sul modello della Ciclovia Adriatica che stiamo già realizzando sulla costa, sono azioni indispensabili per costruire un’offerta turistica integrata, in grado di valorizzare la bellezza del nostro mare con le meraviglie del paesaggio interno».

Il completamento del raddoppio della tratta ferroviaria Falconara-Orte non è ancora stato completato. Quali possono essere i passi per una velocizzazione dei collegamenti tra le Marche e Roma?

«Per il raddoppio della Orte-Falconara la Regione ha già messo nel mirino il tratto Fabriano Albacina e stanziato 77 milioni di euro. Il completamento dovrà avvenire tramite le risorse previste dal Recovery Fund, e non a caso lo abbiamo inserito all’interno della pianificazione che abbiamo presentato al ministro dell’economia Gualtieri. Inoltre, con i nuovi fondi si potrà realizzare il secondo tratto di connessione fra Castelplanio e Fabriano, mentre sulla tratta ferroviaria Adriatica sono stati studiati progetti per fare in modo di avere un potenziamento di questa linea a servizio dell’intero asse Adriatico con un prolungamento dell’alta velocità da Bologna a Bari”.

La superstrada Fano-Grosseto è stata inserita tra le opere rilevanti da completare nel cosiddetto piano “Italia veloce”. Quanto è prioritario investire e quali sono le infrastrutture su cui scommettere per connettere al meglio il versante adriatico con quello tirrenico, oltre che la costa con le aree interne?

«La Fano-Grosseto è un’opera rimasta ferma per troppi anni. Ora che le risorse ci sono non possiamo attendere ulteriormente. Così come la già citata Pedemontana, opera che unisce una parte fondamentale del territorio regionale e, in modo particolare, alcune aree interne che più di ogni altro hanno bisogno di infrastrutture per lo sviluppo e per la sicurezza».

Infine,quali possono essere le strategie da adottare per rendere il porto di Ancona sempre più attrattivo per il traffico di navi cargo e passeggeri ?

«In primo luogo la creazione del molo per l’attracco delle navi da crociera di ultima generazione. Ne ho già parlato con il presidente dell’Autorità portuale Rodolfo Giampieri: si tratta di un intervento fondamentale per l’economia e la crescita del turismo regionale. Parlando invece più in generale, penso che i porti delle Marche potrebbero connettere le due autostrade del mare del Mediterraneo Orientale e Occidentale. Un sistema adeguato riguardante le infrastrutture stradali e ferroviarie, consentirebbe ai porti dell’Autorità di dialogare con i sistemi portuali del mar Tirreno, e in particolare con quelli di Lazio e Toscana. Il landbridge, ovvero il ponte tra i due mari, darebbe uno straordinario vantaggio competitivo ai porti delle Marche».