Leadership femminile, si può?

di Chiara Brizzi 

 

Qualche giorno fa un caro amico mi ha chiesto di scrivere questo articolo, forse perché mi conosce abbastanza bene e conosce il mio carattere bello tosto, forse per il semplice motivo che ci siamo conosciuti grazie ad una passione comune, la Politica, un mondo prevalentemente maschile, forse per il lavoro che svolgo e che mi sono costruita da sola, e sicuramente per la bella iniziativa che ho fatto con la direttrice della Syracuse University di Firenze Sasha Perugini dal titolo “La leadership indossa i tacchi”.

 

Innanzitutto mi presento, sono Chiara ho 28 anni, sono Avvocato, sono sposata e sono in attesa del nostro piccolo Pietro.
Ho aperto il mio Studio partendo da zero, facendo pratica a fianco di un buon Avvocato uomo che non mi ha mai fatto pesare il fatto di essere una donna, anzi il mio “Dominus” ha sempre ritenuto che noi donne in fatto di organizzazione e leadership siamo un passo avanti rispetto agli uomini. Dopo la pratica forense sono stata chiamata a lavorare in uno Studio tutto al femminile, composto da quattro donne, ho imparato molto, ma a livello umano è stata semplicemente un’esperienza da non rifare!

 

Perché come tutti sappiamo ci sono donne e donne, quelle che collaborano e si aiutano, che pensano che “l’unione fa la forza” e quelle che non sanno stare in gruppo, che si fanno dominare dalla gelosia e dal voler in tutti i modi primeggiare.
Ecco in gruppo di donne ne basta una rientrante nella seconda tipologia per distruggere tutti gli equilibri che ci sono.

 

E poi riconosciamolo le donne quando vogliono possono essere cattivissime! Una cattiveria che un uomo non riesce neanche ad immaginarsi.
Pensate che da quando sono incinta solo una donna (non sposata e senza figli) si è permessa di dirmi queste parole “Ed ora come farai a fare tutto? Non ce la puoi fare.” e vi assicuro che per adesso (sono al quinto mese) sto continuando a fare tutto quello che ho sempre fatto!

 

Inoltre all’ambito lavorativo anche quello della Politica non è stato da meno.
L’impegno politico è prettamente maschile, quindi se una donna dice una cosa intelligente la deve ripetere almeno una volta in più per farsi sentire o ascoltare, non si valutano le capacità, ma la forza di espressione, l’impatto che quella persona può avere per la gente e l’uomo è considerato colui che “da sicurezza”, colui che può tenere le redini di ogni situazione.

 

In politica una donna competente se disgraziatamente è anche un pochino carina arriva decisamente prima la sua bellezza di quello che dice (ma perché se dice una cosa intelligente un uomo carino noi donne non ci meravigliamo???).
Se una donna competente e carina fa carriera, questa deve per forza andare a letto con qualcuno e non si pensa mai alla meritocrazia; vi posso assicurare che quella donna carina ha dovuto fare un sacco di fatica in più per raggiungere il medesimo obiettivo di un collega uomo!

 

Vi chiederete perché ho fatto questa digressione e cosa c’entra sulla leadership?
Ci tengo ad iniziare dalle esperienze personali perché sono quelle che mi hanno fatta crescere e capire che leader voglio essere o semplicemente come deve essere la leadership femminile in generale.
In primo luogo voglio essere un leader donna che non rinuncia alla sua femminilità! Che vada in tribunale o agli incontri politici mai mi è passato per la testa di fare “l’oma”, se indosso i pantaloni lo faccio quasi esclusivamente con i tacchi (che ne ho di ogni tipo e colore), il mio aspetto è sempre curato (o almeno ci provo) e non rinuncio per niente al mondo alla manicure.

 

Emulare l’uomo non è la soluzione per affermarsi leader, gli uomini hanno un certo tipo di leadership, noi donne un’altra, che manifestiamo in modo assolutamente diverso, ma che inconcreto produce la stessa cosa: il fatto di stare al vertice e sovrastare un certo numero di persone.
Inoltre considerata la mia esperienza poco felice a livello lavorativo, la mia leadership a lavoro è forte, ma voglio comprendere le esigenze che le tutti e in primis le donne hanno e che sono diverse da quelle degli uomini.

 

La leadership femminile è un atteggiamento di supremazia che la donna manifesta con le sue capacità e senza disconoscere le sue origini.
Oriana Fallaci scriveva “Il vero potere non ha bisogno di tracotanza, barba lunga, vocione che abbaia. Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza”.

 

La chiave per una leadership femminile di successo è una gestione femminile libera da pregiudizi di genere che consente alle donne di esprimersi liberamente nel mondo del lavoro senza dover emulare alcuno stereotipo.

 

Questa è la mia “visione” di leadership femminile con l’auspicio che noi donne smettiamo di farci la guerra le une contro le altre, gli sgambetti o roba simile, perché il posto c’è per tutte e unite si farebbe davvero la differenza!

 

per la foto si ringrazia Associazione Consonanza non profit di Firenze, www.consonanze.it 12

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