L’Europa e il copyright

di Giusy Russo



Il 26 marzo il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva sul copyright con 348 voti favorevoli, 274 contrari e 36 astenuti.[1]“Congratulazioni! Questa è una grande notizia. Grazie”, ha twittato dal proprio account il commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestager.[2]


“Questo voto sul copyright è un grande passo avanti. Taglia la frammentazione; un passo fondamentale per completare il Digital Single Market. Per la prima volta l’Europa ha chiare norme comuni sul patrimonio culturale e il data mining, essenziali per il futuro dell’intelligenza artificiale”, ha sottolineato invece Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione Europea e responsabile del Mercato Unico Digitale.[3]


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Per capire di cosa stiamo parlando ci sono persone decisamente qualificate che stanno spiegando nel dettaglio cosa comporta la decisione dell’Europarlamento. Qui proviamo a sintetizzare alcuni aspetti, partendo da quanto pubblicato sul sito[5]web della Commissione Europea. Proprio questa istituzione nel settembre del 2016 ha avanzato delle proposte per rinnovare le norme sul diritto d’autore nell’ambito della strategia messa a punto per il mercato unico digitale. In particolare le regole sul copyright risalivano al 2001. In questi anni abbiamo assistito al boom delle tecnologie digitali e proprio la Commissione Europea ha fatto condurre alcuni studi che hanno evidenziato che il 57% degli utenti di Internet accede ad articoli di giornali attraverso social network,aggregatori di informazioni o motori di ricerca. Di questi, il 47% legge estratti senza aprire i link. Poco meno della metà degli utenti consulta contenuti musicali o audiovisivi online e il 40% di coloro che hanno un’età compresa tra 15 e 24 anni, guarda la TV online almeno una volta alla settimana. È facile prevedere che la tendenza si sia confermata dal 2016 ad oggi. La direttiva mira quindi ad adattarsi ai tempi. Il testo adottato dal Parlamento europeo dovrà ora essere formalmente approvato dal Consiglio dell’Unione Europea e poi, una volta pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue, gli Stati membri avranno 24 mesi per recepire le nuove regole[6].


Protagonisti delle misure adottate in Europa sono editori, titolari dei diritti d’autore e utenti, alla luce delle innovazioni indotte dalle tecnologie digitali. Sul sito della Commissione Europea sono elencati i tre obiettivi della direttiva: facilità di accesso transfrontaliero e online per i contenuti protetti da copyright, eccezioni per i contenuti protetti da diritti d’autore usati per finalità connesse all’istruzione, alla ricerca e alla conservazione del patrimonio culturale e regole più eque proprio nel mercato relativo al copyright.In particolare è previsto che le piattaforme ottengano l’autorizzazione a pubblicare materiale, rendano indisponibile quello non autorizzato, impegnandosi a rimuoverlo a seguito di un avviso ricevuto in tal senso. Queste misure non riguardano le piattaforme più piccole, ovvero quelle che hanno meno di tre anni, un fatturato inferiore a 10 milioni di euro e meno di cinque milioni di utenti al mese. Per queste ultime sarà sufficiente dimostrare di aver fatto di tutto per non divulgare materiale non autorizzato. Se una piccola piattaforma arriva però a oltre cinque milioni di utenti mensili e viene avvisata dai titolari dei diritti d’autore per contenuti non autorizzati, dovrà evitare di condividere tale materiale in futuro. Nelle intenzioni del legislatore vi è anche la tutela di autori e interpreti, ai quali viene garantita una adeguata remunerazione, la possibilità di accedere alle informazioni relative allo sfruttamento delle proprie opere e la revoca del loro utilizzo, nonché la possibilità di vedere aumentato il proprio compenso se quello inizialmente concordato risulta troppo basso rispetto al successo ottenuto. 


Dall’Ue tengono a precisare che i cosiddetti snippet, cioè l’uso di parole o brevi estratti, così come gli hyperlink e gli estratti molto brevi da piattaforme e servizi online, non rientrano nella nuova normativa. Tutto ciò che abbiamo richiamato in precedenza riguarda infatti le piattaforme, gli utenti di Internet, invece, potranno continuare a condividere contenuti, articoli di giornali e link sui social media.  Molti temevano una involontaria limitazione della libertà di espressione come paradossale effetto della garanzia della tutela del diritto d’autore. Al contrario, dall’Ue fanno sapere che la condivisione sui social media o l’utilizzo di opere citate per farne una critica o una caricatura, è consentito, inclusi i cosiddetti meme.


Martina Pennisi sul Corriere della Sera[7]spiega nel dettaglio tutti gli aspetti controversi della normativa che vede da un lato gli editori (case discografiche, case cinematografiche, autori, testate giornalistiche e così via) dei quali si vuole tutelare il potere contrattuale, dall’altro le grandi piattaforme digitali. Gli articoli più discussi sono l’11 (diventato il numero 15) e l’articolo 13 (ora al numero 17). Pennisi ricorda che anche i giornali e Wikipedia sono coinvolti dalla riforma. I primi perché si impone agli aggregatori di notizie di pagare il giusto compenso ai titolari dei diritti d’autore e dunque agli editori. Wikipedia, invece, perché cita articoli e indirizza alla loro fonte originale.


Ma cosa ne pensano i cittadini europei?


Come riportato dal Sole 24 Ore[8], in base allo studio “Copyright & Us Tech Giants”, svolto da Harris Interactive e commissionato da Europe for Creators e da Gesac, la maggioranza è favorevole alla riforma. Il sondaggio, condotto tra il 15 e il 22 febbraio su 6.600 cittadini europei maggiorenni, di cui 800 italiani, vede l’80% degli europei e addirittura l’85% degli Italiani favorevole a regole Ue che garantiscano tutela e remunerazione degli autori per i loro contenuti condivisi online. 


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[1]https://twitter.com/Europarl_EN/status/1110512769349156865

[2]https://twitter.com/vestager/status/1110515124920639488

[3]https://twitter.com/Ansip_EU/status/1110511170358837250

[4]https://twitter.com/lucfontana/status/1110795741574905856

[5]http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-19-1849_en.htm

[6]http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-19-1839_en.htm

[7]https://www.corriere.it/economia/consumi/19_marzo_25/copyright-perche-wikipedia-stata-oscurata-cosa-cambia-il-voto-parlamento-europeo-domani-8825cf42-4ed9-11e9-ad2b-d4651f1d6fda.shtml

[8]https://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2019-03-16/copyright-ue-sondaggio-l-85percento-italiani-dice-si-riforma-111056.shtml?uuid=ABJKNTeB

[9]Ibidem

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