L’europeista Macron

di Giusy Russo



Nel dedalo di norme, istituzioni e procedure che è l’Unione Europea, è facile sentirsi smarriti. Avvicinare l’Ue alle persone e farla percepire come una casa comune è impresa titanica. Eppure, c’è qualcuno che ha deciso da tempo di legare il proprio ruolo istituzionale e il proprio impegno politico a questo compito, si tratta di Emmanuel Macron. 


Gli studi all’ École Nationale d’Administration, il passato da funzionario di banca prima e da consigliere presidenziale e Ministro di Economia, Industria e Digitale poi, lo collocano di fatto a metà strada tra un tecnocrate e un politico. Il Presidente francese sembrerebbe dunque l’ultimo in grado di far percepire l’Unione Europea come un destino comune e non solo come una fredda burocrazia. Macron rappresenta quell’élite incolpata di aver sottovalutato gli effetti della crisi economico-finanziaria, di aver dimenticato gli ultimi, di aver assoggettato la politica al mercato. Ricordiamo tutti i cosiddetti gilets jaunes, le cui proteste hanno spinto l’esecutivo ad adottare misure su lavoratori e pensionati.[1]Secondo uno studio dell’Institut des Politiques Publiques, riportato da Prospect Magazine[2], grazie ad esse il potere d’acquisto delle famiglie più povere dovrebbe aumentare del 20% ma con effetti non irrilevanti sulle casse dello Stato e potrebbe avere come conseguenza indiretta tagli nei servizi pubblici.  C’è anche però chi sostiene che i gilets jaunes possano rafforzare la leadership di Macron. Il movimento è infatti eterogeneo e privo di una piattaforma programmatica unitaria, inoltre, qualora dovesse confluire in uno o più progetti politici, andrebbe ad erodere il consenso dell’estrema destra e dell’estrema sinistra, che rappresentano la vera e unica opposizione al presidente francese. Quando una delle esponenti dei gilets jaunes, Ingrid Levavasseur, ha annunciato una lista per le europee, lista da cui lei stessa si è poi ritirata qualche tempo dopo[3], Elabe in un sondaggio riportato, tra gli altri da Politico[4], ha riscontrato infatti una flessione sia per il partito di Marine Le Pen (di 3,5 punti percentuali), sia per quello di Mélenchon (dell’1,5%) e addirittura peri Républicains. 


Nonostante le contraddizioni dei gilets jaunes, non è una fase semplice per Macron che deve provare a recuperare consenso presso un’opinione pubblica sempre più scontenta e amareggiata. Raccogliere anche la sfida europea potrebbe sembrare velleitario, ma la strategia messa in atto è simile. Sia per rivolgersi ai cittadini francesi che a quelli europei, Macron ha scelto un canale diretto e immediato: il dialogo. Può trattarsi di incontri, di comunicati, di contenuti da diffondere sui social network e dell’utilizzo di media tradizionali, come stampa e TV. Sembra passata un’eternità da quando la sua presidenza venne definita jupitérienne, Giove è tornato tra i comuni mortali e prova a usare le doti oratorie per recuperare fiducia.


In patria il dialogo è stato declinato nel grande dibattito nazionale[5], ovvero una serie di incontri iniziati il 15 gennaio e che si concluderanno il prossimo 15 marzo, per poi trarne una sintesi ad aprile. In una lettera, il presidente francese ha affermato di aver capito le cause dell’insoddisfazione popolare, servizi pubblici inefficienti, tasse troppo elevate e salari troppi bassi per alcune categorie. Ha condannato la violenza e ha dato il via agli incontri organizzati nei municipi e nelle assemblee con il contributo prezioso dei sindaci, in quanto rappresentanti più vicini ai cittadini. Macron non vuole abbandonare il programma politico che l’ha portato all’Eliseo, ma vuole integrarlo con le richieste che stanno emergendo. Il dibattito ruota intorno a quattro temi: tassazione e spesa pubblica, organizzazione dello Stato, transizione ecologica e democrazia. Come si può rendere il sistema fiscale più equo? Quali servizi pubblici sono ormai obsoleti e quali, invece, andrebbero implementati? È possibile una semplificazione amministrativa? Come si gestisce al meglio l’integrazione? Sono soltanto alcune delle domande proposte e le idee dei francesi sembrano già abbastanza chiare. Aumento del potere d’acquisto, giustizia fiscale con riduzione dell’IVA e minor numero dei parlamentari sono le priorità emerse da un sondaggio Elabe, pubblicato lo scorso 20 febbraio.[6]


Dall’inizio dell’anno l’inquilino dell’Eliseo aveva guadagnato terreno nei sondaggi sulla popolarità, ma a marzo ha ceduto tre punti percentuali secondo Ifop[7]. Tuttavia il suo partito, La République En Marche, è dato in testa al 24%.[8]



È opportuno quindi proseguire sulla via del dialogo? Nel dubbio, sono aumentati i destinatari del suo messaggio. Oltre ai francesi, ci sono gli europei tutti. Gli Italiani ne hanno avuto conferma domenica scorsa, quando hanno visto il presidente francese intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa[9]in prima serata. Tra citazioni e richiami a superare malintesi reciproci, Macron ha passato in rassegna diverse questioni che vedono talvolta contrapposti i nostri Paesi e ha annunciato che il prossimo 2 maggio, in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci, vi sarà un’iniziativa congiunta di Francia e Italia per parlare di futuro ed Unione Europea.[10]Ma come si parla di Europa? Come si mettono assieme i tanti tasselli di un mosaico che sembra non prendere mai forma? Con le parole giuste, misurate, coinvolgenti.  “Umberto Eco diceva che la lingua dell’Europa è la traduzione, quindi la forza del popolo europeo è quella di essere più popoli, e non un popolo solo”, ha affermato domenica sera a Che tempo che fa[11]e infatti il suo messaggio è stato scritto e letteralmente tradotto in tutte le lingue parlate nel Vecchio Continente per arrivare diretto e chiaro. 



“Cittadini d’Europa, se prendo la libertà di rivolgermi direttamente a voi, non è solo in nome della storia e dei valori che ci riuniscono. È perché è urgente. Tra qualche settimana, le elezioni europee saranno decisive per il futuro del nostro continente.”[12]Ha esordito senza giri di parole, richiamando non solo il passato, e dunque la storia e i valori comuni, ma anche il futuro, fatto di sfide che non possono essere affrontate da nessun Paese a livello nazionale. Macron ha parlato di Rinascimento Europeo, per ottenere il quale è necessario operare su tre piani: libertà, protezione e progresso. Quelli contenuti nel suo messaggio non sono generici intenti ma vere e proprie proposte. Si va dalla creazione di un’Agenzia europea di protezione delle democraziecontro cyberattacchi e manipolazioni durante le elezioni, al divieto di finanziamento dei partiti politici europei da parte delle potenze straniere. Dalla revisione dello spazio Schengenall’istituzione di unapolizia comune delle frontiere, dalla creazione di un ufficio europeo dell’asiloalla stesura di un trattato di difesa e sicurezza. Nel manifesto di Macron trovano spazio anche la tutela ambientale, il controllo degli alimenti e maggiori garanzie per i lavoratori affinché abbiano un salario adeguato e omogeneo. I punti elencati saranno oggetto di un dibattito nell’ambito di una Conferenza non solo con i rappresentanti delle istituzioni europee e degli Stati, ma anche congruppi di cittadinie parti sociali.


Così come in Francia con il dibattito nazionale, anche in Europa si cerca il dialogo e il confronto, con la ligua di ciascun popolo e con media vecchi e nuovi. Il messaggio c’è, il mittente anche, c’è solo da capire se i destinatari vorranno ascoltare.


[1]https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-12-10/macron-misure-contro-collera-aumento-salario-minimo-straordinari-pensioni-154005.shtml?uuid=AE3GAFxG

[2]https://www.prospectmagazine.co.uk/politics/macrons-national-debate-wont-end-the-gilet-jaunes-protests-only-true-reform-can-do-that-yellow-vests-inequality

[3]http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2019/02/14/gilet-gialli-levavasseur-lascia-il-ric_c58ae4dd-fc0c-4d05-87e6-c211ef92e0c8.html

[4]https://www.politico.eu/article/why-the-yellow-jacket-movement-is-a-gift-to-macron/

[5]https://granddebat.fr/?gclid=CNjcq92H998CFU2ShQod1yIKWQ

[6]https://elabe.fr/grand-debat-national/

[7]https://twitter.com/JeudyBruno/status/1102964796541018113

[8]https://twitter.com/IfopOpinion/status/1101123529150525440

[9]https://www.raiplay.it/video/2019/03/Emmanuel-Macron-03032019-fffbc43d-1320-490d-acd7-d71d0bec19a6.html

[10]https://twitter.com/chetempochefa/status/1102299252238237696

[11]https://twitter.com/chetempochefa/status/1102301406042750981

[12]https://www.elysee.fr/emmanuel-macron/2019/03/04/per-un-rinascimento-europeo.it

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