L’Italia del fare e l’Italia di Salvini e Di Maio

di Lapo Secciani



L’Italia, l’Italia del SaperFare è un Paese capace di grandi imprese industriali. Quella è l’Italia delle piccole e medie imprese, di donne e uomini che tutte le mattine si svegliano e mettano nel proprio lavoro il talento, la passione, la creatività, ma soprattutto la voglia di costruire una cosa ben fatta.


Sono donne e uomini che non conoscono sabati, domeniche e festività, che amano il proprio lavoro, che rispettano ogni adempimento e che pagano fino all’ultimo centesimo delle tasse dovute allo Stato, anche a costo di fare dolorose rinunciare, per loro stessi o per la loro famiglia.


Questa è l’Italia delle Piccole e Medie Imprese, l’Italia che ha fatto grande il Made in Italy nel mondo, l’Italia che tiene in piedi il PIL del nostro Paese, attraverso il lavoro e il rispetto delle regole.


Questa è l’Italia del Fare.


Esiste, però, un’Italia dove le parole e le promesse, contano più dei fatti, dove l’ignoranza, la maleducazione, l’incompetenza sono considerati valori.


Questa è l’italia del dire, dove l’apparire conta più dell’Essere.


Questa è L’Italia del “questo lo dice Lei“, un paese fatto di persone capaci di mettere in discussione tutto e tutti: scienza, economia, matematica, diritti civili, professori, economisti, scienziati, ricercatori e medici; il tutto in nome del consenso, dei like e delle condivisioni.


In questa Italia si preferisce scommettere su un Reddito di Cittadinanza, che è un’offesa per chi lavora, o su Quota100, una vera tassa sul futuro dei giovani. 


In questa Italia abbiamo Luigi Di Maio, ministro dello sviluppo economico e del lavoro e Matteo Salvini, ministro degli Interni, abbiamo Danilo Toninelli, ministro delle infrastrutture e un governo che gioca con il futuro del Paese e degli Italiani per conservare un consenso che permette loro di mantenere posizioni che mai, in un mondo meritocratico, avrebbero solo sognato di poter ricoprire.


Un governo che in nome dell’assistenzialismo appesantisce ancora di più le spalle di quelle Persone che già sorreggono il PIL e sopportano il debito del nostro Paese, a causa di un aumento IVA dagli effetti disastrosi; come se di danni non ne avessero già fatti abbastanza.


Noi possiamo scegliere quale Italia essere.


È il momento di decidere se essere noi stessi o accontentarci di quello che ci questi incompetenti ci propinano.


Questo momento è quello di ripartire, ripartire nell’unico modo che conosciamo: 


con il nostro LAVORO e mettendoci alla prova.


Le cose che facciamo ci rendono ciò che siamo!

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