L’OBBIETTIVO DEL PROFESSORE NUGARA È LA FELICITÀ DI G.

di Matteo Spaggiari


Quando una coppia di sposi decide di separarsi, le conseguenze devono ripercuotersi solo sugli adulti invece, nella maggior parte dei casi, a farne le spese sono i bambini. La storia del professore Francesco Nugara, docente dell’Istituto Filippo Re di Reggio Emilia, è il classico esempio di come la felicità dei bambini sia messa in secondo piano da uno dei due genitori. L’allontanamento forzato di G. (il figlio del sopracitato Nugara, ndr) non ha solamente recato un profondo dolore per l’uomo, ma anche nel bambino, il quale soffre e ha desiderio di stare con l’adorato papà. Il trasferimento in Puglia è stata una decisione della moglie, la quale non ha comunicato anticipatamente la decisione al marito. Tutto questo ha dell’incredibile, ma ancora più strana è stata la decisione del Tribunale di Reggio Emilia. Il Giudice ha accolto le richieste della donna, ignorando completamente le evidenti difficoltà che Nugara deve affrontare. Perché non si è resa giustizia alla bigenitorialità? Abbiamo cercato di rispondere a questa domanda grazie alle parole dell’avvocato del marito, Marco Perrina, e dello stesso protagonista.


Salve, ci può parlare della sua relazione con sua moglie?

“La nostra storia d’amore è iniziata all’incirca 5 anni fa. Ci siamo conosciuti durante una cena con amici e colleghi. Il nostro rapporto è nato come tanti amori ed è proseguito senza grandi ostacoli. Come in tutte le relazioni abbiamo affrontati alti e bassi, ma non abbiamo mai messo in discussione la nostra unione. Dopo circa un anno e sei mesi, ci siamo sposati e poche settimane dopo abbiamo deciso di avere un figlio. Al momento del concepimento, però, la relazione è cambiata e sono nate le prime incomprensioni. Dopo la nascita di G. è iniziata la vera e propria crisi, che ci ha portati alla situazione attuale”.

Ci sono mai stati degli episodi che potrebbero aver fatto scaturire questa reazione da parte di sua moglie?

“Nulla di rilevante. La scelta della separazione è stata conseguita durante il rapporto matrimoniale, a causa di sopraggiunte incompatibilità. Nonostante i miei sentimenti non fossero mutati, ho acconsentito per attuare una separazione il più civile possibile”.

Ci può raccontare nel dettaglio com’è avvenuto l’allontanamento forzato di suo figlio?

“Il legale di mia moglie, attraverso il mio precedente avvocato, mi ha comunicato il trasferimento improvviso della mia consorte e, di conseguenza, anche di mio figlio. Purtroppo, non mi sono mai potuto opporre (o imporre, ndr), se non attraverso vie legali. La scelta dello spostamento non mi è stata comunicata in precedenza e ha provocato delle ripercussioni negative sia su di me che, in modo particolare, su mio figlio”.

La madre in che modo sta giustificando questa sua presa di posizione?

“Mia moglie giustifica questa scelta adducendo a una situazione economica difficoltosa. Questo trasferimento, però, l’ha portata ad abbandonare un lavoro a tempo indeterminato per accettare una posizione lavorativa provvisoria. Inoltre, ritengo che questa motivazione sia inaccettabile poiché, oltre a godere di un ottimo stipendio, faceva affidamento al mio contributo mensile (mantenimento, ndr) e a ingenti risparmi di famiglia”. 

Come sta reagendo il bambino a questa situazione?

“Sta soffrendo molto. Il mio rapporto con G. è sempre stato intenso e positivo. Subito dopo la nascita di G, per potermi prendere cura di lui, ho deciso, in accordo con mia moglie, di rifiutare molte offerte lavorative. Lei preferiva curare la propria carriera e io ho scelto di dedicare il mio tempo alla crescita di mio figlio. Per colpa di questo allontanamento, il nostro bambino è costretto a subire le conseguenze di una situazione nella quale non ha potuto scegliere”

Lei è andato tramite avvocati, cosa le hanno risposto dal tribunale?

“Il Decreto Presidenziale ha stabilito che la madre avesse la possibilità di portare il figlio nella nuova casa senza il mio consenso, adducendo alla possibilità di potergli far visita due week-end al mese. Purtroppo, nessuno ha tenuto in considerazione i miei problemi di natura logistica. Lavorando dal lunedì al sabato, mi è impossibile raggiungere G, poiché il viaggio comporterebbe uno spostamento di circa duemila chilometri (andata e ritorno, ndr)”.

Perché, il tribunale di Reggio Emilia sta facendo questo ostruzionismo nei suoi confronti?

“Non criticherei mai l’operato del Tribunale di Reggio Emilia e per questo motivo mi affido alle capacità e alla sensibilità dei giudici. Però, mi sembra che questa scelta sia frutto di una visione arcaica della genitorialità, la quale porta ad assecondare sempre e comunque le scelte della madre, anche se unilaterali”.

Avvocato Marco Perrina, lei ha in mano questo fascicolo, a cosa vi state appellando?

“Io e la collega Falsaperla di Catania abbiamo assunto l’incarico dopo il provvedimento del Tribunale di Reggio Emilia, promuovendo l’impugnazione presso la Corte d’Appello di Bologna. La contestazione del provvedimento fonda le sue radici principalmente sull’interesse del minore. Il bambino, nonostante sia stato allevato dal padre, è stato sradicato dalla propria abitazione e dalle proprie abitudini, senza un motivo portante e per scelta unilaterale della madre”.

La battaglia legale sarà ancora lunga, ha qualche jolly in tasca?

“Nessun jolly, il nostro scopo è solamente quello di riportare la serenità nella vita di G. e, allo stesso tempo, far sì che il principio di bigenitorialità non rimanga confinato a un concetto puramente formale”

Ultima domanda per il prof. Francesco Nugara, cosa vorrebbe dire a suo figlio? Magari ora non lo leggerà, ma quando diventerà grande queste sue parole saranno un attestato di amore nei suoi confronti

“Caro G, sto facendo tutto questo per poterti stare accanto e non perdere nemmeno un attimo della tua infanzia. Con educazione, valore fondamentale nella vita di un uomo, sto cercando di tutelare te e il nostro rapporto. Ti voglio bene e non ti farò mai mancare nulla (sempre nei limiti di ciò che gli è permesso fare, ndr) nonostante tutto quello che sta succedendo”.

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