Milano città Stato

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Milano ospiterà assieme a Cortina D’Ampezzo le Olimpiadi invernali del 2026 ma la città lombarda da un po’ di tempo viene indicata come “modello” e – visto il declino di Roma – come fiore all’occhiello tra le città italiane. Unica a guardare senza timore reverenziale le più importanti capitali europee. Abbiamo parlato di Milano con Giacomo Biraghi, milanese, 41 anni, esperto di comunicazione e strategie digitali, è stato lui a coniare il famoso hashtag #expottimisti.
 
 
Biraghi esiste un modello Milano?
«Certo, il modello Milano è quello di un territorio attrattivo per cervelli, capitali economici ed eventi di richiamo con un’Amministrazione comunale leggera, oggi si direbbe smart, e non invasiva».
 
 
Spesso si dice che Milano è l’unica città italiana capace di competere con Londra, Berlino e le altre capitali europee. Quali sono gli elementi che la rendono una città europea?
«Ne dico due su tutti: la localizzazione geografica e le infrastrutture decenti, sicuramente sopra la media del nostro Paese».
 
 
Lei ha lavorato nel cuore della macchina organizzativa di Expo nel 2015. Questo importante evento ha avuto un ruolo nella crescita della città e nel suo processo di internazionalizzazione?
«Si. L’Expo del 2015 ha dimostrato che l’Italia fa bella figura anche oltre moda, design e cibo e Milano ne è stato l’esempio».
 
 
La crescita di Milano può far bene al Paese?
«Milano gioca una sua partita, provocatoriamente direi da città stato. Mi piacerebbe vederla diventare per l’Italia quello che Londra è per il Regno Unito o New York per gli Stati Uniti».
 
 
I giochi olimpici invernali nel 2026 che ruolo giocheranno per Milano?
«Rassicurano chi pensava che l’età dell’oro sarebbe prima o poi finita».
 
 
Immaginando come dice che l’età dell’oro non è finita quale obiettivo o sfida vede nel futuro prossimo di Milano?
«A mio avviso la sfida è chiedere più poteri, ma non parlo semplicemente di una maggiore autonomia sarebbe bello vedere Milano diventare una regione».